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la Carne Fresca

 ...purtroppo fa parte della nostra abitudine  dare per scontate le altre culture...

qui la descrizione

l'esperienza di un italiano in Brasile, specchiandosi nelle diversità più suggestive...

 

 

cronache di vagabondaggio interiore

 

 

 

 

pensiero intuitivo

 

    Il pensiero intuitivo, l'immedesimazione e la comprensione non hanno bisogno di saltellare da un posto all'altro, adeguando ed escludendosi al variare dello spazio, né han necessità del tempo necessario per procedere passo passo. Possono attraversare le distanze e le dimensioni diffondendosi istantaneamente da nucleo a nucleo nell'istante della ampliata visione, una comprensione istantaneamente riflessa e diffusa, espandendosi da molecola a molecola e assimilando la distanza, come saltando da un sasso a un altro sasso nel ruscello temporale, ma imprimendo in questo la velocità impulsiva, immediata che non necessita di portarsi dietro il proprio fardello atomico. È un passaggio per similitudine, un processo di surf universale, attraverso il quale la coscienza intuitiva si sposta per similitudini, potendo così non essere imbrigliata dalla dimensione dello spazio e dai limiti della alterità, poiché comprendendo che cioò che è qui è anche lì, identico e contemporaneo, la consapevolezza diviene disclousure e condivisione, riconoscimento e collegamento. È come uno specchio, il riflettersi di parti simili, che mantenendo solo una coesione della direzione, o forse del messaggio, si domandano cosa le trattiene dall'attuare quella unione che sanno esistere. Ecco come l'unità si presta alla singolarità. Puoi vedere altre cose, puoi capire altre cose, attraverso questo riesci ad accedere alla espansione del riconoscimento, alla estensione che ti è destinata, il tempo necessario è soltanto quello che serve per smontare il meccanismo, il sovrappiù, per abituarsi a capire, passo dopo passo, esperienza dopo esperienza nel mondo che ti contiene nell'involucro nel quale sei ospitato. Ciò che ti accomuna è la direzione verso la quale vaghi. Un riconoscimento, non una scelta, non una volontà. Ma con questo non fai altro che aprire la visione che prima era cieca, e questo è solo il destino, tutto quello che permane ed è adagiato e impregna il mondo della natura, è lì solo per segnalartelo, che tu lo colga o scopra, o lo riconosca. Al fine di riconoscere il te stesso nella tua parte in esso, che è il veicolare il tuo messaggio, composto con gli altri che hai riconosciuto. È solo la prova, il solo necessario, solo per questo ci si pone nella sperimentazione della vita, calati nel mondo, in questo giardino, in questo gioco che ha l'unico scopo di svegliarti, e vedere se ti svegli. Tutto il resto è sovrastruttura, qualcosa di carino, che porta degli stimoli, ma se ti attardi a godere degli stimoli, è come venire per fare una meravigliosa melodia e passare tutto il tempo accordando lo strumento. Anche pulire lo strumento è bello, accordarlo e lucidarlo, ma è la melodia quello che ti attrae e per la quale sei chiamato. Ma tutto serve, tutto ha un senso, se rallenti è perché qualcosa devi pulire, ripulire, e nulla è perduto, nulla è inutile. Solo voler calcare troppo il piede sulle caratteristiche geopolitiche e geografiche e parziali delle tue parole, la peculiarità del gusto dell'odore e del profumo, è solo specchiarsi in se stesso, nel proprio involucro. Specchiarsi nella borsa, nell'auto e nell'orologio non è altro che attardarsi. Nulla di male, nulla di negativo, perché può servire da rincorsa, da ricarica della fionda che ti riporterà verso il tuo punto, perché non farà altro che renderti più insopportabile il ritardo. Ma nemmeno tanto buono, sei in quello si consuma il calore e l'energia senza riuscire ad emergere dal vortice dell'attrazione, perché non farà altro che accentuare l'attenzione affinché a quell'appuntamento non si manchi.

apr 020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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