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cronache di vagabondaggio interiore

 

Avidità zero

 

Tutto è contorno. Ad un certo punto non vedi più il corpo che hai davanti ma cogli il tragitto.

I veicoli spariscono, si trasformano in zucche. Personalità e desideri cessano di avere presa mentre scolorano, sciolgono la compassione, l'ansietà di rincorrere una posizione sicura, una fortezza che sconfigga il tempo, una coperta che arresti la battaglia di credersi migliori.

 

E ti interessa solo l’essere sperduto che hai di fronte e tutto è così chiaro che dimentichi. Tocchi la materia di cui son fatti debolezze e ambizioni, maschere e necessità. Parlare senza te stesso, trasferire un messaggio di cui sei il messaggero, un attimo si compie attraverso di te e scopri che se ognuno ha il suo posto nel creato questo deve essere il tuo. Un destino che se ne frega delle aspettative. Non sei più un piccolo bambino che ha paura del futuro, perché ti sei attardato per l’unico attimo. Ed è questo.

 

 


 

Sto diventando sempre più essere umano col passare del tempo, più credibile e meno fasullo. Riesco anche a vivere credendoci, oramai dimentico del fatto che non sono io.

Credo in quello che dico e parlo come se fossi io stesso a dire le cose, a pensarle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incredibile, riesco anche ad essere sincero nelle sensazioni che provo, nelle prese di posizione, nei commenti.

Cittadino reale con documenti falsi.

La cosa mi puzza. E' come aver fatto la fine della agente infiltrata che finisce per innamorarsi del criminale che doveva spiare.

max - 5 apr 011


 

 

Dei democratici

 

 

Come prega lo spirito dell’Aldeia de Guaruà, "...nessuna cultura è giusta o sbagliata, nessuna è migliore di un’altra. Non si ci può sottomettere ad una cultura differente, se colui che ci ha creato ha voluto così.. Per difficile che sia, noi vivremo nella nostra forma, nonostante quello che vuole l’uomo bianco, che vuole che ci adeguiamo al loro modo, ma loro non sono dei..."

 

 


 

 

 

 

 

 

 

maxb - 12 dec 010

 

 

 

Nominare non è invano

 

Occorre dare un nome ai sentimenti ed emozioni, nostri ed altrui, così che questo possa concorrere a liberarci dalla schiavitù dei comportamenti ignoranti.

Anche a quella dei profeti dell'agone, che spingono il proprio popolo con ramazze di veleno nascondendo i propri scopi,  non consegnando mai gli strumenti per un ragionamento libero da secondi fini.

 

pirata 011

 

pirata 011

 

Le donne hanno una sensibilità maggiore, gli uomini una identificazione col potere del ruolo. Questo pensava il pirata, mentre la strega lo osservava da dietro la chioma scura. Guardare negli occhi, certo, quando uno lo dice ha già messo in tavola le sue carte. Ma il corsaro parlava parlava senza smettere mai, senza alzare lo sguardo dal panorama che all’intorno pennellava perso nelle sue immagini interori. Non sono questo, pensava alla fine, non sono questa necessità ventriloqua di respirare le mie gesta, sono qualcosa d’altro. Non mi hai visto, oppure sì, forse hai notato la porta che si apriva nel mio antro rarefatto, accogliendoti in un mondo di privilegiati ispettori dell’interiore.

Chi prenderà possesso della sua anima?

Siamo bambini.

No, siamo sciacalli. Ci nutriamo dell’innocenza.

max - 5 gen 011

 

 

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  Strappi e compendi, vi evito il disturbo. Centellinavo, ora inondo, non posso farne a meno. E’ che sono a districarmi fra le mie varie anime, mettendo in ordine vite che si sentivano altrove, riallacciando bandoli e voragini, tirando di dosso giacche stagionali.

Finalmente posso scrivere con facce mie, divise per gusto, figlie e figli che non rinnego.

Sei il vero te stesso quando non riesci più a farne a meno.             

(6 gen 011)

 

 

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