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raccolta di storie
LA CARNE FRESCA

Personaggi e avventure a sud del mondo
Attratto
dalle manifestazioni seducenti della strada, Barkus usa il suo avatar
letterario per addentrarsi nei meandri del sottobosco di Rio de Janeiro,
fuori dalle rotte battute dal turismo tradizionale. Studenti viziati e
prostitute, mendicanti e indigeni saccenti, turisti donnaioli e
spacciatori sono la corte dei miracoli delle storie narrate in questo
libro, che rimanda a un Jean Genet del terzo millennio. Personaggi e
avventure ambientate in un Brasile indolente e solare, spesso licenzioso
e piccante, che riscrivono e ampliano con tre storie inedite le
avventure ospitate nella testata giornalistica online musibrasil.net.
Dopo il debutto con Paraiso do Pecado, avvenuto nel 2010 con Albatros
Nuove Voci, Barkus con LA CARNE FRESCA è al suo secondo appuntamento
editoriale.
LA CARNE FRESCA trae il nome da una storia che dipinge la vita di un
sobborgo del Brasile. Luana, una bambina di quattordici anni, rimane in
casa a studiare e sognare il principe azzurro, canticchiando sulle note
del calypso, musica che canta di amori impossibili, corna e tradimenti.
Altri racconti spaziano tra le lande desolate del Nordeste, lento e
assolato, dove anche le onde del mare vogliono il loro tributo di carne;
o nelle strade della metropoli più amata e sinistra, Rio de Janeiro,
dove nessuno sembra realmente innocente, né i governanti, né le forze
dell'ordine, né i mendicanti.
Non mancano le macchiette che si rifanno ai turisti italiani in cerca di
avventure sessuali, agli incontri casuali in autobus, alle serate
danzanti nelle feste popolari, alle turiste che non vogliono lasciare ai
maschi l'esclusiva della ricerca dell'amore etnico, alla difficoltà
nella vita quotidiana dei ragazzi che vivono in favela, al carnevale che
impazza e rende tutti vogliosi di strafare.
stralci :
"... Le
varie figure di santi protettori dell'iconografia umbanda vantano
ognuna caratteristiche diverse, che aderiscono alla personalità dei
praticanti come abiti di sartoria cuciti su misura. E' per questo motivo
che ogni credente ha il suo santo preferito, come un segno zodiacale
personificato, al quale si dà anima e corpo, al quale chiede protezione
e sostegno in cambio di doni e offerte. Fin qui nulla di nuovo, nella
storiografia antica e moderna della mercificazione di grazie e prebende.
«Sono come gli dei dell'Olimpo», mi spiega João Bruno offendo cibo alle
deità mediatrici orixá del candomblé in una cerimonia iniziatica nel
terreiro della pittoresca macumba angolana..."
"...Gli
annunci economici sono pieni di persone che pur di trovare un acquirente
per il proprio immobile sono disposti ad accettare un'auto come acconto..."
"...Poco
più in là un arzillo ottantenne cavalca i ricordi strapazzando una
giovincella le cui carni prorompono dai merletti svolazzanti. Il mio
sguardo insiste sulla faccia sudata della mia compagna di danza, che
dimostra una stoica pazienza nel portarmi in giro passo-passo,
rischiando una figuraccia che solo la mia cara de gringo, faccia
da turista, protegge dal compatimento generale..."
"...Mi
sento un gringo in
gabbia, ma capisco che non siamo a Venezia: qui un turista non è libero
di fare ciò che gli pare. Quando Guinho ritorna a prendersi cura di me
mi sento in qualche modo sollevato. «Sono giorni di tensione - mi dice -
l'esercito ricerca ancora le armi rubate»...
"...Palestinesi,
cinesi, albanesi e armeni intrecciano i loro valzer illeciti tesi a
finanziare la propria fame inarrestabile e i rutti globali delle
rispettive fazioni. I locali non si importano, e tirano a campà. I
poliziotti che pattugliano i centinaia di chilometri di frontiera
arrotondano con le mance che raccattano dai corrieri della droga..."
"...Il
web è diventato una piazza immensa aperta alle avances discrete o
esplicite di una moltitudine che prima cercava le proprie avventure
nella strada. Ogni foto miniaturizzata di utente ha accanto un numero
fra parentesi, 67, 322, 987, che rappresenta l’ammontare degli amici
accatastati come figurine sorridenti, frizzati un una posa sfacciata,
nascosti da occhiali da sole, muscoli flessi, corpi di spalle, di tre
quarti..."
"...Il
viaggio lungo esaurisce le opzioni del dialogo, per cui alla fine si
ricade sempre sulla matrice dominante: il sesso. Lo stuzzichino
maschio-femmina, il baluardo dell'intramontabile
lanchinho infragiornaliero,
lo spuntino sessuale da concedersi per smorzare la fame..."
"...All'età
di 12 anni Luana già si tinge i capelli con i prodotti che la mamma
abbandona nel secchiaio della cucina fra i saponi e i pettini, le mollette
e le candele per il santo. Nonostante le offerte al negozio di
spiritismo, il caboclo dell’Umbanda, i nuovi papà in visita
durano solo qualche settimana.
Gli stridori del Calypso riempiono la stanza mentre
lei, a gambe nude china sul quaderno, canta muovendosi a tempo, tutta
assorta nei suoi disegni. Come sempre quando rincasa da scuola si toglie
i vestiti e rimane in mutandine e camicetta..."
"...In
tv vedi tutta questa negatività, eppure per la strada le persone hanno
il sorriso stampato in faccia.
Ci sarebbero mille motivi
per piangere, eppure anche i più umili sono sorridenti. Disoccupati,
marginali e trafficanti. Io vedo molta voglia di vivere, molta voglia di
vincere..."
"...Una
città densamente popolata non ragiona: si muove come un’onda. La
violenza non si esprime solo con i furti e i debiti non pagati, ma anche
con i figli messi al mondo in modo irresponsabile. Una città senza padri,
ma con molto futebol.
Il cancro del Brasile non è l’adolescenza abbandonata,
non sono i cinici colpi della globalizzazione, ma un destino atavico che
non si scrolla di dosso i propri alibi. Una melma arrogante e gioiosa
che disconosce ogni colpa imboccando sempre la scorciatoia più facile.
Nessuno escluso, nessuno innocente di fronte alla insidiosa disinvoltura
della strada..."
dic embre2010
qui la
pagina di barkus
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PARAISO DO PECADO
Per chi ama il Brasile a tinte forti, fuori dai luoghi comuni
turistici
( Leggi la
recensione cliccando sull'immagine )
Paraiso do Pecado
Sexo & Noir,
oltre le ombre del sogno tropicale
Mondo lontano che coinvolge, a
volte stravolge con la sua sensualità, il Brasile della cartoline
turistiche accoglie le speranze di Samuele Vianello, detto Sam,
imprenditore del ricco nordest italiano che, stanco dell’inarrestabile
schiavitù del produrre, decide di vendere il suo magazzino di tessuti a
Venezia e cambiare vita. Ha da poco scoperto il fascino del Brasile, il
caldo delle spiagge ombreggiate dalle palme, il refrigerante Guaranà
naturale, l’accidia delle giornate che scorrono apparentemente
inconcludenti, lente e possenti come le onde di un mare che sembra
immune dall’ansia degli obblighi e delle responsabilità. Nel tentativo
di riscatto di una vita ordinata, controllata, ricca economicamente ma
repressa sessualmente, Samuele cerca affannosamente di recuperare il
tempo perduto cercando di costruire una nuova vita con un giovane
brasiliano.
Sullo sfondo, la peccaminosa metropoli tropicale coinvolge Sam nei
colori e contraddizioni della strada, nelle scorribande dei banditi
delle favelas, nella vita umile e allegra dei ragazzi delle spiagge e
delle saune a caccia di gringos da spennare, nell’accidia di una
cultura troppo giovane e spesso priva di coscienza morale, che finisce
per svelare una cruda realtà: niente è gratis, nemmeno il sogno.
La sua ricerca di fuga si intreccia con la storia di uno
svizzero che si rivela il pilota di un leader arabo, lui pure
invischiato in storie di sesso e trasgressione, che sfocia in un gioco
di ricatti ordito da personaggi dell’intelligence.
Lo sguardo si solleva sulla società attuale brasiliana, sulle
abitudini di un popolo solare e indisciplinato, sottraendosi man mano ai
numerosi luoghi comuni del turismo frettoloso, ai dilemmi e ai
preconcetti sulla sessualità, senza eccessiva preoccupazione di aderire
alla psicologia della letteratura benpensante, accostando panorami
inusuali a episodi cruenti di cui in Italia nessuno parla mai.
Quando Mario, un immobiliarista connazionale, viene ucciso da dei
minorenni, e attorno a lui fioccano le vittime di assalti e rapine, Sam
scopre con orrore che dietro la facciata sorridente della città scorre
una strategia della spoliazione che vede alleati governanti e
trafficanti, forze dell’ordine, avvocati senza scrupoli e garotos de
programa.
A farne le spese sono i gringos stranieri, sopraffatti dalle bellezze
naturali della Cidade Maravilhosa. Turisti che si trovano a pagare per
l’atroce peccato originale dei loro avi colonizzatori e a fare i conti
con una sorta di diritto del terzo mondo che confonde invidia e
vendetta, sapendo di poter contare su una endemica impunità.
novembre2010
qui la
pagina di barkus
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