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Problemi di sicurezza

Un sito americano ha inserito Copacabana tra le spiagge più pericolose del mondo.

La presenza di Polizia militare e Gendarmeria Municipale nelle garitte, in moto, auto o a piedi, non è sufficiente per rendere una zona tanto turistica e così densamente frequentata assolutamente impermeabile ai furti che da gennaio a luglio nel 2011 sono stati 3660, e sono passati a 4058 nello stesso periodo del 2012

In ogni caso, i suggerimenti per un turista sono sempre gli stessi: camminare possibilmente in gruppo, non avventurarsi da soli a piedi di notte e soprattutto lasicare a casa oggetti di valore, ma portare sempre con sè qualche banconota per le piccole necessità.

Altro suggerimento: prelevare negli appositi bancomat che segnalano i circuiti Visa e Mastercard, ma evitare di pagare con carta di credito in ristoranti e negozi che non si conoscono, per evitare i furti informatici.

 

 

 

 

 

 

Rio, una città dalla personalità difficile

 

 

In una città dalla grossa personalità come Rio, accade di sentirsi spesso pervasi da una ansia sottile, una bruma perenne che nasce dall’ampiezza delle possibilità di divertirsi.

Tutti escono a bere, muoversi, socializzare, pervasi da una solarità che frantuma barriere e pregiudizi.

  Quando si pensa a cosa sta accadendo là intorno ci si sente scivolare il tempo fra le dita dei piedi, come la sabbia dell’ennesima spiaggia.  Un atto usuale e banale come andare a prendere il sole, tipico rituale quotidiano, dà già adito a discussioni.

Andiamo a Flamenco, la spiaggia familiare, immersa in un parco fresco e ombreggiato? O facciamo un salto nella popolare Copacabana? O ci spingiamo un po' oltre, verso Ipanema, meta delle elites giovanili estetico-borghesi? E, una volta pervenuti ad un accordo sulla meta, come ci dirigiamo? In kombi,  in bus, in metrò, in bici, in rollerblades? 

Lì arrivati, nessuna paura: se non hai voluto portare le tue seggioline ripiegabili e il tuo ombrellone, ci sarà sempre qualche amichevole gestore di baracca che ti verrà incontro sorridente, abbronzato e voglioso di averti fra i clienti da servire di sdraio, parasole e bibite da segnare nell'apposito biglietto.

Lo stesso imbarazzo iniziato la mattina con la colazione (succheria, barzinho, lanchonete?) per la scelta del succo, del sandwich misto quente, del pan na chapa con manteiga, del toast con formaggio minas, banana, zucchero e cannella,  o del salgado con rinfresco di guaranà si propaga a pranzo per scegliere fra un ristorante a chilo o un bar dai piatti pronti. Il più delle volte bastano le proposte che scorrono incessanti in riva al mare, per evitare di muoversi. Se poi la cena si riesce a farla a casa, con un riso, fagioli e pollo grigliato o delle bavette al pesto, la nottata riaprirà le danze.

La giornata si ripete incessante feste popolari circondate da tendopoli fumanti di salsicce e pannocchie bollite, show sportivi, balli proibiti, nuovi bar tedeschi e ristoranti peruviani, spericolate passeggiate con vista, virtuosismi atletici, inaugurazioni di shopping center, liquidazioni di costumi bermuda e magliette, rave con bala inclusa, programmi beverecci di strada ed eventi musicali di magazzino.

C’è il pericolo di rimanere schiacciati da tante possibilità, mentre le belle cose da fare, interminabili, esigono un esame di coscienza e soprattutto una scelta, per evitare che ogni volta succeda di dover depennare tanti buoni propositi, scalzati dalle esplosioni di ripetuti inviti.

Ma a differenza della vita europea, organizzata e responsabile anche nei divertimenti, in Brasile la pianificazione ha senso solamente quando si va di fretta.  La vita reale si coglie solo lasciandosi andare al ritmo suggerito delle inattese suggestioni.

Camminare fra le baracche dell'usato a Praça VX, ascoltare le chiacchiere colorite dei marciapiedi di Catete, perdersi fra gli pittoreschi affabulatori del mercatino di Uruguaiana, temporeggiare seduti in un bar di strada o sulla baia di Gloria che da le spalle all'aeroporto cittadino Santos Dumont, tirar tardi sulla spiaggia di Ipanema applaudendo il por do sol, il tramonto che scende dietro i picchi dei Dois Irmaos, sorseggiando un Mate com limao o sorbendo un açaì, ascoltare un samba de raiz suonato in strada seduto ad un churrasco de gato nel marciapiede vicino casa, o lasciarsi massaggiare dalle onde della minuscola Praia Vermelha all'ombra dei cannoni del Circulo Militar alimenterà i ricordi che fanno parte della saudade, la eterna nostalgia del Brasile.

 

 

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