Osservando il Brasile #94     Una Festa dello Spirito?    

                                         

    

 

 

 

 

 

 

    

 

Osservando il Brasile #94                                   marzo 2006

Una Festa dello Spirito?

 

 

 

Cammino per le strade gremite di Santa Teresa.
 
    In un mondo occidentale oramai de-sessualizzato, dove i corpi si ritirano puliti dentro una boccetta di vetro assieme alla tenerezza,  la fragorosa esperienza del CARNEVALE di Rio libera un sentimento caldo e affettuoso che si irradia da ogni strada e da ogni corpo. Fondersi in una marea di umanità che per le strade si incontra e si tocca a noi europei repressi fa girare la testa.  E' la percezione elettrica di fare qualcosa di proibito eppure di naturale.   Uscire liberato da un finto letargo, risvegliato da un occhiolino pubblico, appariscente, nazionale.
 
    Per capire il concetto di Festa del Brasile occorre comprendere le aspettative di un popolo intero. Quando in Italia ci accorgiamo che la festa della Castagna é passata senza di noi, diciamo solo "che peccato !".

   Qui la gente già dopo l'ultimo dell'anno pensa al Carnevale come inevitabile apogeo. E ci partecipa la città intera, non una minoranza di burloni in vena di baldorie.  Ognuno si aspetta di vivere pienamente e senza sosta questi quattro giorni facendo tutto quello che non é possibile fare durante l'anno. Ballare seminudi, vestirsi da donna, baciare chiunque ti piaccia.  Tu provochi e gli altri partecipano. Non c'é l'atteggiamento infastidito, é un mondo che si riversa nelle strade. I blocchi e le bande famose sono molte, ma ogni strada e rione ha la sua moltitudine che si riversa richiamata dalle pentole tambureggianti e balla e cammina fianco a fianco, la televisione batte il conto delle sfilate, i banchetti di strada alzano le scommesse sulle scuole di samba. Ogni Bingo illegale finanzia una scuola di samba e cosí si lava la coscienza.

 

    Modernizzati nei consumi, i  giovani si approvvigionano con decine di pillole per sostenere quattro giorni di feste a ripetizione con pre e after. Nessuno riuscirebbe a spremere un corpo così a fondo senza un aiutino. Un ragazzo sconsolato perché non aveva soldi per farsi di roba decente, si é dovuto accontentare di una pasticca di quelle leggere, che danno in discoteca.  Qual'è il motivo? gli ho chiesto.  Devo farlo, é Carnevale, ha risposto meravigliato.  

 

    Non c´é restrizione, moderazione, equilibrio. Ora ho veramente capito che il brasiliano pensa solo all´oggi. Se ha un real in tasca si compra una lattina di birra al supermercato. Se ne ha due la compra in spiaggia, se ne ha tre ordina una bottiglia da litro al bar sottocasa, se ne ha trenta ordina bottiglie e churraschino aperitivo fino a far debito anche per domani. Chiaro che lo stress del preoccuparsi per quel che sará poi non attecchisce.

Qui se uno si diverte va fino alla ultima energia. 

 

    Ed è per questo che quando arriva il momento atteso tutto l'anno si riversano per le strade, le feste e le sfilate per quattro giorni di fila, a sfogarsi fino all'ultimo respiro. Una festa lasciva, con uno spirito baccanale, che riunisce uomini e donne con indosso un cokctail di poca roba e molta birra in cerca che qualcosa accada.

 

    Attraverso una strada verso un Churrasco di gatto, improvvisato bar serale, e cerco di correre, per non farmi arrotare..   Il diritto di passaggio ce l'ha l'auto e non il pedone.   E' l'ennesima dimostrazione che qui conta l´adesso e non si pensa al dopo.   La chiave del Brasile, anzi dei brasiliani é tutta qui. Non é una comunità che costruisce, sfidando altre comunità nel mondo. Qualcuno dice che è a causa dell'inflazione galoppante nella dittatura degli anni settanta, che ha polverizzato ogni illusione.  Fatto sta che non c'è verso di comprendere una direzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Come la burocrazia medievale per accedere alla piscina. Oltre allavisita medica ti chiedono anche il comprovante di domicilio e la dichiarazione di rendita. Gente che vorrebbe lo sviluppo del primo mondo per continuare a divertirsi come nel terzo mondo ma con più soldi, più servizi assistenziali gratuiti e meno problemi.  Continuando a non avere nulla a cui pensare.  Semplice, la  loro visione del futuro.

 

    Il Carnevale modifica in peggio le abitudini della gente. Chi lavora é stressato dall'indole festaiola della città che si appropria delle strade e inzuppa i mezzi di trasporto. Prendere un bus o un metrò diventa un assalto alla carovana da parte di una moltitudine aggressiva e irrispettosa.

Un momento senza tempo. Fuori del tempo, alla banda das Freiras Carmelita  di Santa Teresa.  Leandro ubriaco parla con tutti e, incredibile, tutti aprono i segreti della propria vita, in uno scambio felice di intimità.   E' l'effetto Carnavale, apoteosi rituale investita delle aspettative migliori.   Ricambiare di buonumore la follia, la percezione di una frazione libertata dell'esistenza. Fuori del Tempo.

 

    Poi inevitabilmente, con birre a profusione e eccessivi no repressi, sarà la mattinata del detto, dopo aver passato una nottata da leone...

Occhiali grandi e scuri lasciati indosso dalla sera prima, a nascondere gli occhi.

 

Qui a fare strano siamo noi europei, così controllati, che non sappiamo cosa fare e sorridiamo ebeti, incapaci di lasciarci andare. Quando apprendiamo a risalire la china è per riprenderci uno spazio che va lavorato, liberato diabitudini ingombranti. Solo così può contenere una nuova sensazione del ridere, sentire, del vivere qui e ora, per godere della spontanea leggerezza, per dare la massima resa come un buon diesel che vien fuori alla distanza.

 

Ma per andare dove?

 

Scopro che il Carnevale mi sta guardando.

 

A presto

 

MAX

 

 

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