Osservando # 81 - Brasile novembre 2004

                                      

       

 

Generati dalla immaginazione creativa dell’Urbanista, i gemelli APPIA vivono sulle sponde opposte del grande oceano Atlantico e sulle opposte sponde della Storia.

    Rua Appia è la principale via di Rocinha, la favela di Rio de Janeiro che come una primadonna non smette mai di comparire sulle prime pagine dei giornali. Nelle favelas non entra la polizia, esistono guardiani armati di binocolo e ricetrasmittenti.

    Per crude guerre di droga, Rua Appia è la principale arteria da dove dipartono bande armate di trafficanti, dirette a Vidigal e altre favelas avversarie per scorrerie notturne che tentano di imporre il predominio dell’una o dell’altra fazione. Dodici morti solo mercoledi scorso.

    Aldilà del Grande Mare, in Italia e al dilà del Tempo, quasi duemilaquattrocento anni orsono, l’antica città di Roma tracciava la via APPIA lastricata di pietra, un progetto di espansione degno della grandezza dell’Imperatore Appio Claudio. Di là i legionari romani si inoltravano verso le regioni meridionali del territorio, per portare l’Ordine e la Legge Romana, spesso con l’aiuto del ferro e del fuoco

    Gemelle nel nome, gemelle nella collocazione centrale, gemelle nelle coorti armate che ne calpestavano i selciati, le due strade sono però diverse quanto possono esserlo due epoche così distanti.

 

 
    

 

   

I soldati di Roma correvano in un trotto coordinato distribuendo verso le estremità dell’Impero un messaggio di forza e di ordine, come piccoli elettroni vestiti di corazza.

    Le vestigia di quell’antica epoca rimangono ancora qua e là come ricordo lungo quella importante direttrice. Tumuli di pietre, capitelli, archi e ponti, tombe di valorosi condottieri.

    Ciò che si diparte evidente da Rua Appia a Rio è una informazione forse meno organizzata, seppure altrettanto violenta. Duemila anni non sono bastati per accrescere la dignità del gemello più recente.

    Come  vestigia apparenti sono visibili i grovigli elettrici di una distribuzione dell’energia e delle comunicazioni che nessuno paga in proporzione al suo utilizzo.  Cavi elettrici e telefonici vengono  intrecciati e tirati di casa in casa da chiunque ne abbia bisogno, in una apparente democrazia di utilizzo che è disseminata di morti.

    Solo il tempo dirà quali monumenti ricorderanno ai posteri le imprese di Rua Appia, il più giovane di questi gemelli lontanissimi, che non si sono mai potuti incontrare.

 

Max

 

 

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