Osservando # 80 - settembre 2004  

                          Opportunità e Costi

 

                                 

       

 

Singh, stimato premier di un popolatissimo paese che potremmo chiamare Serenindia, e Ignacio SIlveiro da Lula, che potremmo trovare alla presidenza di un vasto e solare Paese Sudamericano, ed in generale i rappresentanti e portavoce di tuuta una parte del mondo in via di sviluppo premevano per un riconoscimento del  ruolo dei propri Paesi in seno agli Organismi Internazionali.  Lo scopo era poter avere voce nei processi decisionali a livello di sicurezza e commercio internazionali.  In  altre parole, nuovi commensali attendevano impazienti di sedersi alla tavola dell'economia globale, delle opportunità e della ricchezza.

Ma erano pronti ad accettarne anche gli inevitabili costi?
Prima di sedersi alla tavola delle occasioni perdute ne avevano studiato le Ricette e le Stortezze?  I Sapori van bene per Tutti?

Il mondo e il mercato generano alternative, come Netscape a Windows ad esempio.
Loro avevano l'occasione di tentare una nuova via invece di inseguire l'economia sprecona, proponendo un nuovo sistema che ne attenuasse anche i costi in termine di inquinamento, smaltimento rifiuti, schiavitù burocratica e tecnologica, logorìo della vita.  Una nuova Via.

Perchè non la seguivano? Forse la globalizzazione non lasciava abbastanza spazi di sopravvivenza? 

Abbandonati dopo infelici tentativi i panni del populista, Lula proponeva un'agenda moderata, riforma del Consiglio di Sicurezza aperta ai paesi nuovi, G8 a 24 posti, sviluppo economico e Tolleranza Globale come ricetta per combattere la Miseria.
In Tv però il mondo sembrava essere solo quello delle bombe, tutto il tempo a sbrodolare sempre e solo guerre e terrore, ipnotizzata da tutto quello che succedeva a Babilonia e dai torti e ragioni di quella campagna, generando nella gente solo insicurezza ed esecrazioni da bar.

 
    

 

   

 

Alimentando un fremito, il timore di camminare su un sentiero che non riportava indietro, la fine di una Civiltà.

Eppure c'èra un Mondo Enorme e senza voce lì fuori, che si incontrava e intesseva instancabili alleanze per preparare la storia del Dopodomani, i poteri Nuovi, gli Equilibri di un'economia Planetaria che moltiplicasse la ricchezza e allargasse le opportunità a chi le aveva sempre osservate dal Buco della serratura.  Con il Timore legittimo che fossero i Desideri e le attese di chi aveva sempre sognato le Scarpe a punta e finalmente oggi che può se le va a comprare, ignaro del  fatto che sono fuori moda da oltre vent’anni. E lui non se n’era accorto, tutti intriso delle sue miseria, delle sue speranze.   

"Scarpe a Punta non ne vedevo da un pezzo!" Osservò il Lustrascarpe all'angolo del Passaggio. La capacità di districarsi fra un futuro di libertà e una palude di totalitarismo truccato da civiltà è cosa da persone ispirate, da visionari.  Non è della gente comune, priva dell'educazione necessaria per comprendere i mutamenti che respira, allagata da un eccesso di informazione dove prevale la più luminosa o la più rumorosa.

Tutti sembrano inneggiare alle Opportunità, pronti ad accedervi,  incapaci di rinunciarvi.

Chi li sta chiamando attorno a questa tavola imbandita di illusioni e colesterolo? Chi è il cuoco malefico che di là se la ride, fregandosi le mani?
Chi porrà la domanda : "Quanto ci costa tutto questo?

 

Max

 

 

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