Fiction e Bugie Vere                                                                22.09.03

 

 

 

 

 

    Il famoso primo ministro inglese Disraeli disse un giorno: “ Esistono Bugie, Terribili Bugie e le Statistiche”. Intendendo che le informazioni organizzate dal sistema consumistico hanno uno scopo.

 

Terminator 3 magari chiuderà il cerchio di un Cult Movie che è in compagnia di pellicole assai più blasonate, ma non per questo gli dobbiamo negare un piccolo merito: quello di portarci per mano nel labirinto di verità negate perché così sono stato programmato, oppure di verità nascoste a fin di bene paterno. Storia, Destino e Ineluttabilità danzano con passi leggeri per non disturbare l’attore principale Swarz dalla sua impegnativa immobilità.  Certo poche, eppure le frasi disseminate a colorare di merito educativo ci sono, pereggiando quel pizzico di umanità retrospettiva che è comunque insufficiente per HULK, altro tiepido brivido stagionale.

 

Ben più oliato l’orologio truffaldino di CONFIDENCE,  e con che qualità d’olio!

 

Eppure viene a galla ciò che sembra la rivelazione del decennio: viviamo nel e per la menzogna. Una convivenza necessaria, sofferta oppure cercata, impartita oppure subita, bugia di difesa o inganno di aggressione,  menzogna di disperazione o di potere. Perché c’è differenza morale tra bugia, menzogna e inganno…

 

La cultura, unica crema solare protettiva dai raggi cancerogeni della verità negata, camuffata o contraffatta, ha comunque diversi gradi. E’ comunque consigliato non esporsi in maniera diretta alle informazioni provenienti dai megafoni dell’informazione attuale, delle statistiche e delle asserzioni di fronte a platee ferventi.

 

Il cinema stesso è oggi un veicolo creatore di mode e miti, ma gli riconosciamo inviati e praticanti dai più diversi istinti educatori.

 

Mentre in USA raccontano le loro storiche fobìe, le rivolta dei negri, degli schiavi, degli sfruttati, degli immigrati e domani la rivolta delle macchine, delle reti informatizzate, dei mercati e dei fornitori di sicurezze e di surplus, noi italiani glissiamo le certezze con gli insegnamenti immorali del Machiavelli e sorridiamo alla sincerità richiesta ai politici americani.  Vivendo un mondo che fa perire i più deboli a causa di  insufficienti coperture finanziarie, siamo comunque in svantaggio per tenacia, organizzazione e professionalità.

 

Se non esistesse la bugia non avremmo creato la cultura, con la sua immaginazione e le sue finzioni creative. Conoscere le radici della nostra umanità ci dovrebbe liberare dalla cecità della delega illusoria di sogni e desideri.

 

E’ per questo che non ci rassegniamo allo spostamento di quelle barriere di riferimento etico alle quali eravamo stati educati. Lealtà, sincerità, onestà.

 

Io temo che lo spostamento di quelle linee ci renda di fatto dei pesci nella rete.

 

 

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