Censure e Indici - osservando # 52                         20.01.03

 

 Da sempre la storia annovera il tentativo di controllare le coscienze attraverso censure, proibizione  e distruzione di libri.

 In quattro secoli il Sant'Uffizio ha messo all’Indice migliaia di testi importanti, nel tentativo di imprimere una visione del panorama culturale attraverso l’eliminazione dei punti di vista sgraditi.

Una pratica iniziata da Papa Paolo IV nel 1559 e trasmessa ininterrottamente fino al Cardinal Ottaviano nel dicembre 1966,ultima data certa di questo particolare esercizio di riequilibrio culturale. Laddove le idee e i libri erano troppi, si arrivava a bruciare anche chi li aveva scritti.

La modernizzazione invece di arrestare la pratica ne rinnovò le sembianze: le influenze della religione di stato consentirono che il famoso bestesellerThe Vatican Connection’ non venisse mai tradotto in italiano, poiché gettava un’ombra inopportuna sulle connessioni della banca vaticana con le vicende di Michele Sindona e del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

Anche i regimi nazisti e comunisti condannarono e distrussero migliaia di libri e vietarono e perseguirono chiunque mettesse nero su bianco una qualsivoglia forma di dissenso, così come la repressione integralista rase al suolo manufatti e civiltà in nome della propria superiorità culturale, o facendosi scudo con la religione. Se recentemente siamo inorriditi per la distruzione delle imponenti statue buddiste in Afghanistan, non dimentichiamo che l'espansionismo occidentale fece scomparire etnie intere nei continenti conquistati.   Sebbene sia comprensibile l’adozione di misure censorie nei confronti delle avverse fazioni, il disprezzo per un contributo dell'ingegno altrui non ha scusanti ideologiche religiose.

    Molti considerano il romanzo Il Grande Fratello di Orwell il capostipite della paura di un’ingerenza della televisione nella vita privata, ma il vero pericolo secondo me è meno semplice od evidente. Risiede nello sforzo dei gruppi economici, politici o religiosi omogenei di professare ancora oggi la propria superiorità, e nelle azioni a supporto di tale preteso diritto di privilegio.

    Ogni gruppo di potere che intenda assumere un ruolo di indirizzo morale pretende di omogeneizzare i comportamenti delle masse con un controllo giudicante. Attua dei sistemi di censura, di  pressione e di scomunica, di plagio dei sostenitori e delegittimazione dei ribelli.

     Ora, tali indebite pressioni sono possibili grazie alla mancanza di cultura libera delle coscienze.     In Italia, ad esempio, ciò è possibile data la natura geografica dello stato che ne ha calcificato mentalità e vizi: circondata dai mari e protetta dalle montagne essa è di fatto un’isola separata dal resto del mondo. Non essendo pratica di lingue straniere, la popolazione italiana si è ridotta a dipendere da ciò che le viene tradotto.

     Esistono vecchie e nuove armi di difesa della propria libertà ed autonomia di giudizio.  Una di queste è il vecchio modo di conoscere altre realtà, movendosi fuori dai confini del proprio paese con gli occhi del viaggiatore, non del turista. Occorre sacrificare i tempi di shopping e fotoricordo per indulgere nella scoperta di cibi e usanze. Una cultura dell’incontro più che dell’architettura turistica. Attraverso il progressivo rimpicciolimento dell’io egoista ci si spinge a varcare la soglia della disponibilità.

Osservando le diversità si inizia a comprendere la relatività della propria posizione geografica.  Apprezzando abitudini diverse si spegne l’ansia del tempo occidentale che corre incessante. Comprendendo dentro di sé emozioni ed esperienze originali, avremo sempre meno bisogno di visioni tradotte da altri. Oggi i libri non sono più l’unico modo in cui la gente può entrare in contatto con nuovi punti di vista.

I principi descritti nei libri sono da sempre attorno a noi, disponibili ad essere osservati e raccolti, pronti a contribuire all’incessante processo di liberazione e di crescita.

Ecco perché una coscienza che muove i propri passi è meno influenzata dai tentativi  dei censori e dei roghi.

Ciao         

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