Obs # 50 - Segni

 

 

 

    A volte incontriamo sensazioni e occasioni che ci chiedono di osservare le cose con uno sguardo meno superficiale.

 

"...   Ti racconto cosa mi Ŕ successo venerdý scorso e i giorni successivi.

Verso sera sento il desiderio di chiamare Ciaki, un'amica giapponese violinista che non sentivo da 4 anni.

Ciaki abita a Venezia e prima che mia, era amica del mio povero Antonio, ma soprattutto Antonio era amico, un grande amico di suo padre Shiro.

Ciaki mi informa che suo padre Ŕ appena arrivato dal Giappone e che domenica farÓ un concerto a Venezia con il coro di voci femminili di cui Ŕ direttore.

Le rispondo che ci vedremo lý domenica.

Alla fine del bellissimo concerto Shiro dedica una canzone al suo amico Antonio e mi dirÓ, poi, che da tanti giorni gliela aveva promessa parlando con lui, come fa spesso.

Se io non avessi chiamato Ciaki, dopo 4 anni proprio quella sera, non avrei saputo nulla ma qualcuno, per fortuna mi ha avvertito.

A presto  F.    ..."

 

    Anni fa, all'inizio di questa catena di news-letters chiamate Osservatorio, mi venne da scrivere un pensiero su un amico scomparso, e lo inviai agli amici.

Tempo dopo, scorrendo i messaggi di posta ricevuta, ne scoprii uno che stranamente no avevo letto. Risaliva a mesi prima, lo aprii e vidi che era firmato proprio da quella persona, la quale mi ringraziava delle parole che avevo scritto. Si riferiva evidentemente a qualche storiella precedente ma il tutto, in quel momento, mi lasci˛ piacevolmente meditabondo.

 

    Coincidenza o segni, una melodiosa trama attraversa da sempre l'ordito della vita.

Solo distogliendo lo sguardo dal tempo che fugge, dall'ansia che insegue e dal pensiero che brama ed esige riusciamo a sentirne il tocco delicato e a restarne contagiati.

 

    E' un privilegio o un vincolo?

 

    Qualcun altro ha vissuto esperienze simili?

    Mi piacerebbe leggerle.

 

  

Ciao

 

Maxxx