L'EPICA LOTTA TRA CAVALIERE E DRAGO  - (Obs#48)

 

 

   Ringrazio tutti coloro che rispondono in qualche modo alle mie newsletters.

 

Alcuni ridono, altri criticano, altri ancora ridacchiano. Altri mi inviano poesie o storie che mi piacerebbe girarvi. Oppure mi chiedono che cosa abbia io da fare di tanto importante nel tempo libero. Qualcuno addirittura mi consiglia di prendere un avvocato, se proprio intendo proseguire quella che appare a volte come la mia Crociata personale contro le imposizioni del marketing e l'accidioso imbonimento delle coscienze. E se vi confessassi che la vostra presenza segreta, là davanti al video è i segreto stimolo che mi aiuta a scrivere?

 

Ho letto di recente che novemila donne sono morte in India per non aver potuto portare sufficienti beni in dote alla famiglia dello sposo. Alcune si sono gettate da un ponte non riuscendo a comperare un tv color.

 

I paesi poveri sono poveri anche di idee.

Credo che dovremmo rivedere quel concetto tanto piacevole che suggeriva di dar loro non il pesce ma la canna da pesca.

Un concetto vecchio come la scomparsa delle mezze stagioni.

 

Oggi infatti sono sparite anche le stagioni intere.

 

Conoscono molti poveri dell'Africa e del Sudamerica che accettano canne da pesca solo se firmate Armani o Nike. Una grossa parte del problema risiede nel nostro punto di vista: crediamo di risolvere i problemi degli altri come se risolvessimo il nostro, senza aver speso tempo a capire la diversità della loro cultura e la relatività della nostra.

 

La realtà supera la fantasia e l'immaginazione. Forse quello che succede preoccupa coloro le cui vite sono scandite dal ritmo della società in cui vivono.

 

Ma che dire del ritmo stesso del nostro corpo, che dire del nostro ritmo personale?  Uno scienziato dimentica l'ombrello, certo, ma possiamo pretendere che inventi o produca genialità a comando?   Buono e cattivo, ricco e povero sono solo immagini standardizzate, le cui incongruenze non risolviamo spostando gli altri nelle caselle che crediamo migliori.

 

Quello che capita a noi tutti, o alla maggiorparte della gente del nostro pianeta è che ci siamo adagiati a produrre, consumare, annuire o sdegnarci a comando. E troppe attività della giornata si esauriscono ruotando attorno a questo aliemento soporifero.

 

Ma non ingannatevi: non è che io mi diverta in una critica al sistema com'era in voga negli anni 70.  Scopro invece sempre una maggiore attrazione verso i legami tra ignoranza comportamentale e schiavitù verso gli automatismi. E osservando e raccontando, cerco di spezzarne il filo.  Almeno dentro di me, forse per pochi istanti. O invece la lotta contro il Drago ne evoca di nuovi, vittima anche il cavaliere dei suoi stati d'animo o dello stress da caccia epica.

 

Da sempre la comunicazione cerca di mettere in ordine i concetti, i sentimenti, le percezioni.  Alfabeto, musica e parole sono gli strumenti con i quali gli esseri umani lanciano simboli ai loro simili.

 

Ogni iniziativa che abitui ad accostarsi agli strumenti del comunicare, per conoscerli e padroneggiarli è un'opera meritoria per l'umanità, per aumentare la probabilità che sia maggiore l'emancipazione dalle schiavitù intellettuali, dall'ignoranza, anche dal consumo inteso come risposta alle proprie debolezze.

 

Leggere ma anche tentare di scrivere, guardare lo sport ma anche praticarlo un poco, ascoltare la musica ma tentare di suonarla, di cantarla, osservare un'opera ma dedicarsi a produrne una propria, rispolverare virtù e capacità che riconquistino lo spazio speso passivamente, ricacciando indietro il drago: questi sono insegnamenti che le saggezze delle epoche han cercato di tramandare, con aneddoti e simbolismi. Ognuno di noi può trovarvi uno stimolo personale (quello del sesso non vale: è troppo ovvio!). Il miracoloso principio dell'inventare, non copiare emana i suoi benefici influssi su chi accetta la sfida, insegnando che a nessuno è precluso di spostare intere montagne.

 

Ogni libertà passa attraverso il riconoscimento.

 

E i processi non piovono dall'alto, ma vengono generati dal basso.

 

Come un atomo, un embrione che generano un intero universo

 

Ciao                    

 

MAXXX