Obs # 46 - New Business

Ormai è chiaro che la varietà delle proposte è la condizione imprescindibile per la spinta alla spesa. O  allo sperpero. 

Ho cambiato, come molti, l’operatore telefonico di riferimento per l’apparecchio di casa.  Ma, tra le offerte e le proposte che il customer care si premura di farmi conoscere importunandomi a casa a tutte le ore del giorno, mi trovo ad avere addebiti per funzioni inutili e costose, comprese offerte economy che si vanificano una volta cambiato operatore. Oggi continuo a pagare decine di euro al mese inutilmente alla Telecom, alla Wind che non ho mai usato ma che mi attivò due anni fa una linea easy light (bontà sua). Senza parlare dei disservizi. Ho continuato a pagare sia l’offerta di sconto sulle telefonate urbane, con un forfait di centosettantamila a bolletta, anche quando mi è stato proposto il nuovo ADSL che me le dava gratuite. E ho continuato a pagare l’ISDN allo stesso operatore che me lo aveva tolto. Ho continuato a pagare abbonamento ADSL anche per i quattro mesi in cui non ricevevo segnale, sebbene possa portare a testimonianza l’enorme rammarico degli addetti telefonici interpellati per segnalare l’anomalia.  Pago tuttora una bolletta Infostrada per un numero che non esiste da sei mesi, e non trovo un ufficio che mi suggerisca come sospendere tale furto legalizzato: i numeri verdi sono in attesa da prima della nascita di Meucci.

Per non parlare delle proposte per i cellulari. Ascoltarne una equivale a cadere in una trappola senza fondo: ti vengono proposti i vantaggi e taciuti o negati i costi sotterranei, sapendo i quali non avresti mai aderito.  Mi è capitato di vedermi attivare contratti Tim che non avevo ancora deciso se erano convenienti. Disdirli mi è costato duecentocinquanta euro.  Ho ritirato due schede Wind con promessa di gratuità ma ho scoperto che il costo veniva ribaltato su chi rispondeva…

Sono un allocco in tema di telefonia, lo ammetto.  Impegnato a lavorare e impegnato a creare nei momenti di pausa, non mi rimane desiderio e spirito per preoccuparmi delle furbizie altrui. Forse è una condizione malsana, quella di non pensare male, ma come diceva il Grande Giulio a sospettare non si fa peccato e il più delle volte ci s'azzecca. Ora che proporre col trucco è diventato un modus operandi necessario per arrotondare i bilanci depauperati dalla crisi dei consumi, gli allocchi di ogni prefisso vengono salassati dai soliti Sheriffi di Sherwood.  E nessun Rob Hood all'orizzonte a redistribuire giustizia.  Dovremo farlo da soli.  Dovrò lasciar perdere gli interessi creativi per dar dietro ai furbi che mi tendono le trappole. E' triste pensare che, obbligandomi a dedicare a loro il prezioso tempo della mia esistenza, abbiano già in qualche modo vinto.

    Solo non facendo nulla possiamo cavarcela?  Non rimodernando, non  ampliando, non adeguando più nessuno degli aspetti della nostra vita?  Il sogno più recondito rimarrà sempre quello di rifugiarsi in una casupola tra i boschi, in una regione dal clima più mite, senza comprare, senza utilizzare, senza dichiarare? Ogni richiesta e proposta esterna di migliorare la vita si dimostra una truffa cosciente.  E' questa la direzione indispensabile per uscire da una crisi dei consumi, una crisi del consumismo che ci cullava negli anni buoni?  Chiuderemo gli occhi al desiderio di benessere dei paesi che son rimasti poveri fino ad oggi, o concederemo loro un po' di spazio nelle nostre sovraffollate discariche?

Dicono che se ogni cinese volesse consumare benzina quanto un americano, le Cina avrebbe bisogno di tutto il petrolio del Pianeta.  Dicono che se tutti facessero la bella vita sprecona e indifferente degli italiani occorrerebbero due pianeti. Oggi, ben dentro la mezza età, scopro d’esser stato trattato come un bambino troppo a lungo. E mi accorgo che la benevolenza accordatami gratificava soltanto i Pirati del potere…

Ciao              

     Maxxx