L'Osservatorio # 22

 Dalla Padella Nella Brace?

 

 

Il macellaio vicino casa oggi mi dice: "...Le cose vanno un po' meglio di qualche settimana fa. Ma la sostanza non cambia: molti miei colleghi macellai chiuderanno, perché il bilancio attuale dell'attività non consente di lavorare per mesi a regime dimezzato. Le spese e gli impegni sono troppo gravosi..." Aggiungiamo che la Grande Distribuzione si sta organizzando a proporre Cibi Biologici. Bene, direte voi. Mi puzza un poco tutta questa reazione organizzata. Considerando che le derrate alimentari fino a poco fa venivano vendute con una lotta sugli sconti, pena la qualità, oggi il Biologico diviene il nuovo business. Come successe per il mercato discografico alla fine degli anni ottanta. Un LP in vinile costava diciottomila lire, ma al produttore costava tremilacinquecento lire produrlo, duemila pubblicizzarlo e altre millecinquecento distribuirlo. Diciotto meno sette uguale undicimila, da dividere tra artista, casa discografica, magazzini e rivenditore. Crisi. Poi arrivò il CD. Costa trecento lire produrlo, ingombra meno e può essere trasportato più facilmente. Fatevi i conti, sottraendoli dal prezzo medio attuale. Dire che è più biologico o più tecnologico può sembrare un vantaggio per il consumatore, ma la realtà è che noi paghiamo sempre di più.

 

    Non c'è verso, siamo una rotella in un ingranaggio che dice: gira, gira, gira, gira...

Possiamo provare a cambiare i verbi con : lavora, lavora, lavora, lavora...

Ma non cambia la sostanza: consuma, consuma, consuma, consuma...

In realtà sembra che noi siamo importanti per quello che han previsto che siamo, per ognuna delle potenti fasi organizzative del Mondo-Che-Ci-Sovrasta: siamo carne da produzione, carne da consumo, carne da consenso, carne da voto...

Ha avuto un senso progredire fino a ridurci schiavi dei nostri mezzi di sostentamento?

Ha un senso il concetto di indebitamento per l'illusione della felicità, della libertà?  Sembra un continuo cadere dalla padella nella brace. e le braci successive sono più tecnologiche, più biologiche, sempre più calde insomma. Perché lo ha deciso sempre qualcun altro, e noi reagiamo, ci preoccupiamo, ci scandalizziamo oramai a comando, quando è stato tutto ben architettato, organizzato e previsto. Previste sono le nostre reazioni, previsto è dove andremo a cadere. E un bel sacco rimene sempre ad attenderci. Ma comunque quel sacco lo dobbiamo  pagare noi, perchè fa parte di una raccolta rifiuti che ha già misurato i metri quadri all'interno dei quali esercitare l'illusione virtuale di libertà.   Non andiamo poi tutti a vedere gli stessi film nelle stesse multisale?

 

    Nei paesi meno evoluti già dieci anni fa vivevano con le inferriate alle finestre anche a dieci piani di altezza, anche nelle catapecchie della povera gente, perchè c'è sempre qualcuno che ha meno, meno soldi, meno scrupoli, meno ideali da difendere.

Raccontavo agli amici che la distanza con quella insicurezza sarebbe stata presto colmata anche da noi, nell'ultimo paradiso del nord italia. Non serve confrontare razze o tenore di vita. Basta osservare il trend, la direzione verso cui vanno le scelte economiche, la mancanza di interesse che i mercati hanno verso l'onestà di chi dirige. Credo che abbiano scoperto che la vera garanzia per la globalizzazione sia l'uniformità degli standard (meno costi per i produttori) e l'uniformità delle popolazioni (meno costi nelle varianti).  Un vantaggio globale che ci consentirà di sentirci tutti uguali agli occhi del produttore. Sarà tutto più tecnologico, più biologico, più costoso. Lavoreremo di più per meno, in generale. E potremo solo vendicarci un pochino organizzandoci per essere, come certi esempi dimostrano già, dei privilegiati, a meno di non avere delle riserve di schiavi a cui far fare i nostri lavori più umili. QUESTO E' IL TREND? Questa è la lotta per la vita? Questa è la cultura che dovremmo negare a parole ma insegnare con l'esempio ai più giovani?  Varrà sempre la pena di ricordare che l'importante è "farsi furbi"?

 

    Ho creduto di vedere in INTERNET il potenziale liberatorio di uno scambio libero di idee, opinioni ed esperienze, illimitati ed inarrestabile, educato dallo strumento nuovo ma individuale quante sono le persone che lo utilizzano. 

Ma vedo anche i dinosauri che non vogliono morire, più arrabbiati e avidi che mai.

E' morto l'LP ed è arrivato il CD?

La mucca è pazza ma solo il biologico è sano?

Uno scandalo ci sottrae una abitudine alimentare spingendoci verso una "soluzione"?

Napster viene inglobato da Bathlesmann libri?

 

    Io non credo che le battaglie siano fatte solo per fare morti fra le fila della gente normale.

Il Tam-Tam della resistenza intellettuale deve continuare a battere.

A farsi sentire.

 

 Ciao                                                                                                                          Maxxx