L'Osservatorio #20

                               

Chi non fa non falla

    In Spagna, a due diversi amici  che sarebbero di lì a poco, separatamente, venuti nello Stivale per turismo raccomandarono ATTENZIONE, perché in Italia non sono molto organizzati!

    Ci conoscono bene anche lì? Preconcetti, direbbero coloro che han qualcosa da nascondere, magari il fatto che per smentire certe voci occorre darsi da fare veramente...

 

    Io in Spagna ci son stato sei volte l'anno scorso e tanto di cappello.

 

    E posso dire che oggettivamente siamo disorganizzati: nelle infrastrutture e nei servizi.

   

    E' colpa delle aziende, è colpa degli imprenditori che, come dissero alcuni politici mesi orsono "han poco coraggio di osare"?

 

    Io di idee ne ho sempre avute. Oggi faccio un bilancio di cosa potrei aver fatto in spagna o in america o in danimarca con gli stessi sforzi e mi rendo conto che qui ho avuto sempre un nemico contro. La burocrazia. La carta. Un sistema che ti obbliga ad attendere i suoi tempi improntati al diritto alla tranquillità garantito piuttosto che all'efficienza. Ma perché non viene garantita anche un'equa distribuzione degli sforzi?  Un servizio che si basa sui suoi diritti più che sui doveri, un'infrastruttura che attende di scovare guadagni clientelari invece che risolvere problemi? Ognuno si faccia gli esempi che crede. Ma non si può criticare il coraggio di imprenditori cui si impone di aspettare anni prima di poter allargare un'azienda a causa dei tempi geometrici di richieste e passacarte. Chi non fa non falla?

    Imporre i Tempi della Burocrazia mi sembra una scelta di potere tutta tesa a ricordare chi comanda. Per rammentare che, visto che hai ancora la forza di tirare la carretta, ogni volta che passi davanti devi pagare Un Fiorino!  Il tempo per l'Erario non ha età e poco importa se la perdita produttiva indotta (e quindi anche in termini di tasse e balzelli relativi) è enorme. Ma da mettere in conto c'è assai di più. La mortificazione di una vis imprenditoriale che viene non dico ignorata ma addirittura frustrata e mortificata, indotta a scivolare nei sotterfugi e sentirsi sempre impresentabile e provvisoria.

 

    Non è un problema di destre o di sinistre. Credo oramai che sia una caratteristica peculiare italiana, una vecchia mediterraneità da cui però altri paesi confratelli si sono già emendati.  Rimaniamo noi, un popolo troppo furbo per assumersi l'impegno di amministrare e attrezzare senza sapere di poter trovare una scappatoia che ci privilegi e ci sollevi...

   

    Cambiare non sarà agevole né per noi né per la generazione che segue, già segnata da endemica e legittima noncuranza.

    Lo spiraglio modernista della tecnologia comunicativa sembrerebbe destare nelle giovani menti interessi che evadono dalla targatura strettamente italiana e questo è un bene perché assicura un apporto di irripetibili istanti individuali, senza farli passare dall'immobilismo burocratico. Resisterà fino al punto di creare un nuovo patrimonio di memorie?

 

    Poiché il pesce puzza sempre dalla testa, se uno sforzo legittimo dovesse esser fatto esso dovrebbe partire dal politico. Ma dato che questi si reputa espressione dell'italia reale, c'è poco da stare allegri...

 

Ciao

E  un Buon San Valentino da un pen-pal del cuore! 

 

MAXXX   mabonave@tin.it