Obs #19


    Accade spesso che alcuni amici che ricevono questa News-Letter mi segnalino problemi con la visione degli allegati.

    Questo succede perchè esistono diversi tipi di server, cioè di recipienti dentro i quali vengono conservati gli allegati e le foto, tutte cose che "pesano" più del testo in termini di memoria, e quindi di tempo per il passaggio telefonico delle informazioni. nessuna paura, potete recuperarli con un semplice CLIK del mouse.

    Se non siete riusciti ad aprire il file della Mucca Pazza del numero precedente dell'Osservatorio (il #18), lo trovate qui come allegato.  Alcuni Server, tra cui Tin, mostrano gli allegati già dentro l'e-mail. Altri, fra cui Yahoo, li tengono a disposizione e vanno scaricati manualmente. Per coloro che non hanno ancora dimestichezza con gli allegati, si fa così: gli allegati disponibili ma non visti, si riconoscono perchè sulla e-mail assieme allo scritto compaiono alcuni quadratini con delle "x" rosse, che stanno ad indicare che il file era presente ma non è comparso. Andate allora alla fine del messaggio, e sullo spazio gestito dal Server oltre la lettera vera e propria, oppure altre volte a fianco del titolo del messaggio ricevuto, troverete  probabilmente delle voci che diranno "Scarica Allegati" o "Dowload Attachments"; cliccate lì.  Se sono più di uno, troverete un nome per ogni allegato da scaricare.

    Cliccate sul nome di ogni singolo allegato: vi comparrà un pannello che vi chiede se volete "aprire il file corrente" o se volete "salvarlo su Disco": a voi la scelta, dato che potete salvare il file o la foto in una cartella del vostro pc, oppure semplicemente vederlo e poi lasciarlo nel Web.

 

    Provate col File della Mucca Pazza, allegato a questa E-Mail. Un suggerimento. Accendete le casse del Pc.

 Max

 

    E, per quanto riguarda il discorso del viaggiare, dicevo che "...quando vado all'estero assaporo la vita solo se è più spartana e avventurosa. Forse pago per recuperare qualcosa a cui ho rinunciato. O a cui qui non posso più accedere. Si può essere turista o viaggiatore, a seconda di quanto diaframma ci separa dalla realtà che andiamo a scoprire. Questo forse è il segreto guadagno del viaggiare (non del fare turismo). Essere sbatacchiati da realtà differenti in base alle latitudini. Tanto da rischiare di svegliarsi un po'. Anche se poi nessuno ti cambia se non vuoi. Anche se poi non è sempre indispensabile un viaggio: comunque parrebbe dall'esperienza storica che sia sempre un dato esterno ad innescare un processo nuovo, un percorso diverso delle nostre sinapsi..."

 

    Il nostro amico Beppe ci manda allora le sue impressioni su un viaggio in Messico che ben si inserisce nel filone del VEDERE PER CREDERE. Eccovelo propinato nella fulgida veste del

 

L'Osservatorio # 19 - Mexico


 

 

    La sua esperienza:

 

            hola max,

sono tornato da pochi giorni da un bel viaggio in Messico. Ti spedirò anche delle foto, quando mi deciderò a svilupparle. In queste cose sono sempre molto lento... preferisco vederle dopo un bel po' che sono tornato cioè quando mi sono già fatto un'idea precisa del viaggio e delle sensazioni e conoscenze fatte e provate. Comunque é stato un ottimo viaggio. E' stata la mia prima volta in messico... la seconda in america centrale.

Approposito i messiacani sostengono, e nei loro libri effettivamente c'è scritto, di far parte dell'america del nord insieme agli USA e al Canada. Le loro argomentazioni si basano solo su dati geografici-fisici ossia prendono come riferimento l'equatore donc loro sono al nord, la Colombia , Bolivia ecc sono il centro e cosi via... chissà nei libri statunitensi cosa c'è scritto, mi sa che tengono in considerazione fattori geopolitici simili agli europei e li classificano come centro america... mah...comunque mi pareva fosse una cosa da segnalare. Infatti è solo una delle tante differenze di percezioni che abbiamo rispetto non solo alla geografica, che di solito si pensa essere incontestabile. Io ero partito con i miei buoni pregiudizi ed idee preconcette.  Mi aspettavo un paese in tutto e per tutto molto occidentalizzato. Se è vero per quanto riguarda l'economia e , diciamo la vita materiale (anche se questa affermazione sarebbe da sviluppare lungamente), è del tutto falso per come si rapportano alla loro storia e al prossimo. Mi sono trovato un popolo tanto variegato quanto compatto nel rivendicare una identità molto più antica di quella che in europa si è soliti accordare al "nuovo mondo". Sono molto fieri nel richiamarsi alle culture antecedenti a quella spagnola. E bisogna dire che tali culture sono visibili nei tratti della popolazione e non solo. é difficile spiegarlo in poche righe, ma sembra un popolo che è riuscito ad amalgamare diverse civiltà in una sintesi ben riuscita e rispettosa delle parti che la compongono ( anche questa frase andrebbe un po' sviluppata) Il rapporto con gli occidentali-europei ( gli USA sono mal visti... e per come si comportano là e per come utilizzano il peso economico che hanno nel paese direi che se la sono sono cercata-meritata tutta l'antipatia)è buono, non cercano di fregarti, sono molto aperti al dialogo. Naturalmente sono impressioni raccolte in sole due settimane di viaggio ed è difficile fare generalizzazione su un paese molto esteso con cc.90 milioni di abitanti. Mi sono un po' sbilanciato anche perchè, viaggiando con un messicano, sono entrato in contatto con vari messicani. ..

Comunque un viaggio che ti fa venire voglia di imparare cose nuove vuol dire che è ben riuscito!!!! ( tornato da cuba il mio entusiasmo per l'america latina era decisamente minore).

Ci sentiamo online.    beppe

 

 

            E bravo Beppe,

 

            In giro per il mondo senti la gente locale parlare di cose che non hai mai guardato con quell'ottica e molti scoprono storie appassionanti. Una di queste è che il nostro punto di vista è eurocentrico, si basa cioè dalla credenza storica che l'Europa fosse il centro del mondo, dell'universo conosciuto. Questa idea era una conseguenza degli interessi culturali di un popolo bianco, cattolico ed europeo appunto. Già Galileo dovette sudare cento camicie per convincere i potenti di allora che non eravamo al centro dell'universo e che non era il sole a girarci attorno, ma viceversa. Per non parlare di Giordano Bruno che fu bruciato vivo a Roma per aver detto che anche se di fedi diverse, in fondo siamo tutti fratelli. Queste idee rivoluzionarie, nelle preoccupazioni dei gestori del comune senso del pensare, avrebbero potuto allontanare le masse della sudditanza ideologica nei confronti della Chiesa.  Da allora i Potentati della Terra sembrano essersi susseguiti senza sosta, reclutando nuove forze e schierando nuovi strumenti.  Spesso stringendo alleanze e proteggendo convenienze reciproche.  Fucili e benedizioni sembrano essersi alternati per sgomberare le Nuove Terre dalle popolazioni indigene e consegnarle alla Grande Fame di Ricchezza. Alle urla di dolore di madri e figli sono state promesse redenzioni future...

   

            E' la storia delle colonie, alla scrittura della quale hanno contribuito quasi tutti i grandi stati europei di allora. Noi siamo stati allevati coi film di eroi sorridenti che ricacciavano indietro rivoluzionari straccioni, ma secondo alcuni critici una domanda veniva celata nel buio della sala: chi era a casa di chi?  Oggi storie simili nascono nel mondo arabo, mentre nel continente americano non si sono allentate le morse di prevaricazioni passate.  Ancora oggi in Venezuela chiamano La Guayana "Territorio di Reclamazione" poichè da lunghissimi anni ne reclamano la restituzione dalla Francia.  Noi italiani da questa corsa alla conquista siamo rimasti relativamente a lato perchè forse  eravamo troppo intenti a mangiare pastasciutta al suono del mandolino. Ora forse il nostro ruolo sarà lo stesso con la Grande Corsa alla Modernizzazione, che può distorcere o curare i mali del millennio futuro, a seconda del vedersi invasa da cervelli e coscienze, oltre che da reti e portafogli. 

 

            La Storia insegna che le piccole preoccupazioni degli umani vengono spazzati via dalla verità, che prima o poi illumina anche i recessi più oscuri.

 

            Qualcuno dice che la Vita è tutto ciò che ci capita mentre siamo impegnati a fare progetti. Oggi come allora le preoccupazioni che i Gestori del Pensiero riversano sul Popolo Bue sono tutte intrise di considerazioni pessimistiche sull'autodeterminazione umana.  Ma io credo che l'individuo sappia sopperire con la sofferenza alla mancanza di infrastrutture organizzate, occupandosi delle sue necessità molto meglio di chi voglia assumersene l'illuminata Direzione.

 

 

Ciao

 

 

 MAXXX   mabonave@tin.it