L'OSSERVATORIO n.15


Attenzione, popolo dell'Osservatorio. Non so cosa stiate leggendo ora. Le tastiere qui sono piene di
geroglifici e non trovo gli accenti. Ma sara bello lo stesso.

Dubai. Non ? un`esclamazione seccata di una bolognese di origine rumena. E' la capitale di UAE, Emirati
Arabi Uniti, una sigla con ambizioni da superpotenza. Forse volevano copiare l'effetto ponderoso degli Stati
Uniti. Per alcuni particolari ci sono riusciti. La grandezza e la maestosit? delle ambizioni, ad esempio.
E i simboli di tale sforzo. Forse ? meglio parlare di SFARZO.  Gi? la sua compagnia aerea fa una figurar
rispettabile. Con gli aeromobili dall'et? Media inferiore alla met? di  quella delle altre compagnie
di bandiera, i pasti serviti da una organizzazione gastronomica che ha pi? dimestichezza con gli alberghi
a cinque stelle che con le mense aziendali, oltre naturalmente al  televisore a cristalli liquidi per
ogni posto a sedere, con gli schienali che alloggiano videogiochi e telefono anche in classe turistica, ti
domandi se tutto questo faccia parte di una qualche promozione a fondo perduto. Poi arrivi all'aeroporto
di Dubai (assieme alla bolognese rumena). Una specie di sommergibile nucleare in mezzo al deserto, dove lo sfarzo sembra intimidire anche i Rockfeller. L'oro nero naviga a fiumi da queste parti, e pure l'oro giallo, forse per la solita promozione a fondo perduto
che spinge a far rimanere Dubai il duty free pi? esclusivo del mondo. Fatto sta che qui vedi la gente
acquistare oro alle bancarelle munita di carrello da supermercato. Io sono invece attratto dalla solita
promozione a fondo perduto. Una Porche messa alla lotteria del mese. Solo con mille biglietti a
disposizione. Considerato che da noi costa quasi duecento milioni, un biglietto coster? minimo
duecentomila lire. Una probabilit? su mille ? molto accattivante. Leggo l'elenco dei vincitori nei mesi
scorsi di questo 2000.  Sudafricani, giapponesi e sauditi, americani e svizzeri, coreani e libanesi, ma
nessun italiano.  Al ritorno ci far? un pensierino. Il resto del paese conferma a sua vocazione di oasi
dorata. Un golfo delle meraviglie con pochi grattacieli, ma ognuno degno di comparire al
Guggenheim Museum of Modern Art, strade che imitano alla perfezione l'opulenza dell'immaginario sugli
sceicchi, Mercedes lunghe il doppio che percorrono strade pulite e lisce come le cosce di un cammello
rasato da poco. Il paragone ? d'obbligo, dato che di donne qui non se ne vedono molte.  Forse saranno tutte
nascoste dietro i vetri scuri delle limousines.   Nemmeno al mio albergo ne incontro una. Forse perch?
do scelto un'oasi tra laghetti artificiali e sabbie roventi e qui, come tutti oramai sanno perfettamente,
l\unicaalternativa a certe esigenze ? proprio il cammello.


 
To be continued.


Prossima tappa Hong Kong.