L'Osservatorio # 13 


 

 

            Quando ero ragazzino, all'età delle elementari o giù di lì, andando in gita in auto la domenica con i miei genitori mi capitava di sognare che un bel giorno avrei avuto un'auto anch'io. Allora si correva sul Terraglio come si voleva. Le macchine impostavano le curve a seconda della propensione di guida, sportiva o prudente, e a seconda della tenuta di strada delle vettura. Non capitava mai di dover rallentare perchè non c'era mai qualcuno davanti. (No, malignoni, non era il 1899...). Anni dopo le auto erano aumentate e capitava, una volta su dieci e solo in certe ore del ritorno, di non poter arrivare lunghi sulle curve per far fishiare le ruote... Beh, pazienza, pensavo, speriamo che non peggiori molto per quando arriverò al volante.  Ma ad un certo punto, quando ero bell'e pronto per la patente, ecco piombare sul capo la crisi del kippur. Benzina che da 135 lire al litro comincia ad andare su, su, sempre più su tanto che, ironizzando, si diceva: ma dove vuole arrivare, a mille lire il litro?!? Ed era come pensare che una pallina di gelato arrivasse a diecimila lire. Ma sappiamo come andò. I progetti ambiziosi delle case automobilistiche furono frenate, le linee slanciate finirono nel cassetto, auto bellissime abortirono in piena gioventù. Il piacere di guida si tramutò in ricerca del risparmio. Una cosa che assomigliava al primo cibo dietetico... Fu un trauma per me che ero stato svezzato su un seggiolone fronte Terraglio rifacendo il verso ad una Osi coupè che passava due volte al giorno.

    Le strade ora sono una marmellata interminabile di lamiere lucenti e silenziose che vanno a passo d'uomo e giornalmente gli automobilisti devono impiegare in qualche modo il tempo interminabile che li divide dal semaforo che dista quattrocento metri.

   

    L'ideale di mobilità che un tempo si rimava con libertà, oggi cereca inutilmente di far rima con stress. Difficile anche per Ungaretti.

   

    Rimedi non sembrano apparire all'orizzonte se non una accettabile convivenza od una sconsolata resa. Le città imbottite di piombo e lamiere non sembrano cambiare dopo la cura al batuffolo delle domeniche senz'auto. 

    Un tempo si teorizzava che le compagnie petrolifere acquistassero i brevetti innovativi di propulsione alternativa per tenerli chiusi nei cassetti, in attesa di lucrare il più possibile con l'oro nero che ancora rimane disponibile.

    Oggi le tensioni fra consumatori e produttori dividono la torta dell'euforia disponibile.

    E' comunque una lotta per sedersi sempre al tavolo dell'abbuffata.

    Oramai idee nuove si diffondono solo per garantire maggiore comodità e visibili privilegi.

 

    Il benessere per tutti sembra essere un bene di consumo privo di identità.

    Ecco cosa ne pensa uno dei fedelissimo dell'Osservatorio:

KUMMER

Non ne posso più di sentire che aumentano il prezzo della benzina!    Ho deciso: mi compro una macchina elettrica!   E che diamine! Non si può stare tranquilli un momento…    Sarà che negli ultimi anni mi sono abituato a vedere i prezzi delle cose abbastanza bloccati, sarà che non ho vissuto da adulto negli anni in cui c’era un’inflazione galoppante, sarà che ce l’ho contro chi – in generale – mi vuole fregare, comunque questa situazione mi sta qua.

Quanto tempo dovrò aspettare prima di vedere ambienti e paesaggi modello Galaxy Express 999?Si, insomma, quei bei posti in cui tutti viaggiano con auto ecologiche e le città sono circondate da giardini meravigliosi, dove non c’è inquinamento e la vita scorre piacevolmente?    E non mi dispiacerebbe nemmeno farmi qualche viaggietto interplanetario, invece della solita gita al mare…    Queste mie aspettative, credo, si realizzeranno ben presto (meno di un centinaio d’anni), sempre che una bella pioggia di meteoritone non ci venga a disturbare… O meglio a disintegrare… Beh, pensate un po’ che eccezionale notte (o giorno) di Super S. Lorenzo. Credo che varrebbe vivere per vedere quello spettacolo. Il più eclatante, il più temuto, il più spettacolare. L’ultimo grande evento della storia…

Beh, per il momento mi aspetto di vedere che l’industria dell’automobile faccia qualche passo in avanti, verso cioè un futuro più evoluto, dopodiché non mi dispiacerebbe che un certo capitano Kirk a bordo una certa Enterprise cominciasse a scrivere una nuova storia della civiltà umana, magari iniziando proprio con il tenente Spok e alla scoperta di mondi e dimensioni che per ora ignoriamo.

Aspetto notizie dal futuro. A presto.

Kummer

 

CIAO

 

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