L'Osservatorio # 11  

 

   SANTANDER cittadina sulla costa del mar Cantabrico

 

 

 Eccomi, eccomi. Non spingete.

 

    Quando ero ragazzo, più o meno saggio di ora, più o meno coglione, avevo un motto. DATEMI UN  IDEALE PER CUI  COMBATTERE, NON UN IDEALE IN CUI CREDERE.  

 

           Strano che dicessi cose del genere allora. Era il tempo del liceo, quindi grandi ideali, ma a me sembrava che ci fosse carenza di azione, più che di idee. Avevo voglia di fare, di tenere una posizione tra le posizioni del mondo, tra gli altri. E le idee mi avevano già stufato. Avevo capito che i pifferai della vita tirano a prenderti per il naso, quando non per i fondelli...

 

    Ora invece mi viene da dire : datemi un ideale in cui credere, non un ideale per cui combattere. Nel senso che vorrei credere di più in qualcosa che ha senso, che aiuta veramente la gente, le persone, gli amici che ho intorno, trovare un modo per aiutare, spiegare, arrivare al cuore vero delle cose. Credo che ce ne sia bisogno. La gente soffre perchè si sente sempre altrove, lontana da dove si decidono le cose. Ma non mi batterei per nessun ideale. Nel senso che non credo che nessuno valga il prezzo di un minuto della mia vita. Nessuno degli ideali venduti alla bancarella degli ideali di piazza, o dei giornali, o delle bocche di puttana che parlano alla televisione. Il tempo stempera gli ardori, i capelli grigi portano con sè la riflessione e la prospettiva, quella brutta cosa che ti fa preferire di sederti in una panchina del parco ad ossrvare i piccioni piuttosti che prendere a cazzotti il Fato...  

 

           Strano che fossi così cinico da giovane. Fa il paio con l'osservazione ossessiva. No, non sbircio dai buchi delle capanne della spiaggia. Percorrendo la visione del tempo sul pelo delle gocce di pioggia, mi sembra di cogliere un'attesa incerta. Non siamo nei tempi delle certezze, delle grandi euforie. Aspettiamo un inverno che non ci porterà risposte. E' meglio darsi da fare da soli. Lottare con il riconoscimento del proprio bagaglio biologico. Accettarlo e combattere per rimanere agganciati ad un pizzico di positività, ridere perchè serve come cura, equilibrio nella scelta dei pensieri e delle parole, evitare le scarpate...

 

    Tra qualche giorno se son fiori  arriverà il tempo del latteria magro. E col pan biscotto ritroverò un pochino di pace...

 

 

CIAO

 

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