L'Osservatorio # 10

 

                                                                                                                                 

 

Ciao amici...

 

 

QUATTROMILA CHILOMETRI IN QUATTRO GIORNI... AL VOLANTE !

 

 

    Un'esperienza mistica. Non è la prima volta che lo faccio. Prendo e vado. La prima volta è dura. Ma la seconda, la terza, la quinta non senti più lo stesso dolore. Il corpo si è abituato, la mente sa già che cosa aspettarsi. Hai un po' di punti di riferimento, di tappe mentali intermedie. Questo mi conferma che il corpo umano si abitua a tutto. La testa soprattutto. Quanto dobbiamo stare attenti a non abituarci a qualcosa che non ci aiuta, anzi?

 

 Maxxx

Vuoi contribuire all'allargamento della chiazza di idiozie che possono traboccare da uno strumento così democratico?
La tecnologia c'è, ora ci dobbiamo metter dei contributi. Chi lo farà?
Individui eccezionali, usando talento ed intelligenza, possono realizzare grandi prodezze. La tecnologia poi le rende alla portata di tutti.

Come disse qualcuno, qui c'è un'ignoranza enorme, abissale. Ecco, io voglio
migliorare la vostra ignoranza...

Beppe

   Spero proprio di contribuire con una certa assiduità alla stupidità dilagante... e
modestamente credo di poter dare un onesto contributo....

in spasimante attesa...

    Fatti due risate con questa barzellettina:

Un aereo di linea precipita in acqua nel mezzo del Pacifico del Sud...
Tre sopravvissuti solamente : il pilota, uno steward e una hostess.
Si aggrappano ai rottami che galleggiano in superficie e, dopo una settimana alla deriva, arrivano su un'isola totalmente deserta. Sono al di fuori di tutte le rotte aeree e marittime. Sanno che non li cercano piu', poiche' hanno visto da lontano il viavai degli aerei che sorvolavano il luogo dell'incidente ...
La vita si organizza. Si costruiscono una bellissima capanna. La natura generosa fornisce loro carne, frutta, acqua fresca. Sono belli, sono giovani ... Dopo 2 mesi, la giovane hostess si decide a parlare agli altri due:
* Ascoltate amici. Noi siamo soli. Forse per sempre. Ci siamo sempre rispettati, abbiamo la nostra intimita', tutto e' molto bello ...  ma io sento che noi soffriamo tutti di una certa mancanza.  Io so che voi non osate parlarmene, allora lo dico io stessa:  sono d'accordo.  Basta arrangiarsi, per esempio tu i giorni pari e tu i giorni dispari;  e se c'e' qualunque problema, se ne parla.  Contentissimi di averne potuto parlare e di essersi organizzati,  passano delle settimane favolose. Ciascuno al suo turno, con un  rispetto e una intesa esemplari, uno i giorni pari, l'altro i giorni  dispari.
Disgraziatamente, dopo due mesi, la ragazza prende un virus  fulminante, e muore ...  E' la catastrofe. Gli altri due sono terribilmente tristi, ma la vita  si riorganizza, e i giorni e poi le settimane passano.
Dopo un mese, uno dei due si rivolge all'altro dicendogli :  * Ascolta, vecchio mio, il tempo passa, so che e' dura per te come per  me, allora tanto vale parlarne.  Io sento la mancanza, sono giovane, non posso continuare cosi'.  Che cosa ne pensi?  E l'altro lo ringrazia d'aver osato parlarne, e subito lo  rassicura dicendogli che e' la stessa cosa per lui.  * Tu la pensi come me, allora?  * Si, sono d'accordo. E se non funziona, se ne parla.  * D'accordo. Come facciamo? Tu i giorni pari, ed io i giorni dispari?
* D'accordo, proviamo.  Ed essi passano di nuovo delle settimaine piacevoli ...  Ma una sera, uno dei due dice all'altro:  * Ascolta, avevamo detto che ne avremmo parlato se qualcosa non  andava.
Ebbene, io trovo che c'e' qualcosa che non va piu'.  Siamo soli e sentiamo la mancanza, d'accordo, ma quello che facciamo  mi infastidisce:  e' contro natura ...  * Tu mi rassicuri , dice l'altro, anch'io volevo parlartene, vorrei  smetterla.  Ad ogni modo, non sono le stesse sensazioni di prima...
* Tu sei d'accordo, allora?  * Si, e tu?  * Si
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* Bene ... la sotterriamo allora ?