L'Osservatorio # 8

                                                                                                                                        

 Ciao Amici...                                                        

 

            Niente latteria magro in queste serate da lupi, e niente pan biscotto. Perchè? vi chiederete voi, con quell'espressione annoiata e un po' incacchiata che assumete sempre quando qualcosa vi distrae da attività più interessanti. Beh, non occorre che vi facciate venire un'ernia a forza di fingere interesse per questo spuntino notturno...

 

    Sta di fatto che gli ultimi due sabati li ho dedicati al mare. Si, oramai l'estate se ne va via inesorabile, il caldo si scioglie come ghiaccio al Polo, e arriva la stagione fresca, piacevole con i suoi colpi d'aria, l'umido che penetra nelle ossa e tutto il resto, ah, dimenticavo, il ritorno alle normali attività produttive, scuola, lavoro., Ci incartiamo le belle speranze, la spensieratezza lascia la rima alla concretezza e noi serriamo i denti.   Vai, che si ricomincia... Ecco, in mezzo a questo guado tutto efficienza e razionalità, io ho destinato due sabati all'ultimo sole della stagione, complici i miei nipotini che stanziavano al mare come delle giovani marmotte possono stanziare, chessò, al bivacco del Ciant del Gal.  Al Cansiglio ci sono potuto andare (non posso mancare) la domenica, godendomi fettuccine al sugo di capriolo, gnocchi al ragù, bracioline di cervo con polenta e funghi.   Un onorevole compromesso che però mi regalava la promisquità di molte famigliole vocianti e sorridenti oltrechè, immancabile, il Caseificio del Cansiglio chiuso.  E così ho dovuto protrarre un'astinenza che altrimenti non avrei scelto. Ma come dice qualcuno di voi, le scelte ci chiedono anche responsabilità, insomma dobbiamo accettarne le conseguenze...

 

    Nonostante queste gravi carenze gastronomiche riesco, seppure con disumani sforzi, ad arrancare verso la tastiera e sbattacchiare quattro righe in croce. Per dirvi che potete partecipare, magari il prossimo anno, alla gara di schiaffa-zanzare che si tiene a...(?) dove si tiene? Lo saprà qualcuno di sicuro. A me la lotta contro le zanzare ha accompagnato l'infanzia e l'adolescenza e anche un po' oltre. Non sono mai riuscito a dormire con una zanzara che zzzava in camera. Di finestre aperte in estate non se ne parlava neppure, quindi,      Ma se qualche sventurata rimaneva a far visita nottetempo (di zanzara intendo) non riuscivo a dormire finchè non l'avevo spiaccicata, con lancio di libri alle pareti e al soffitto. Fossero state le tre di notte.

 

    Ancora mi capita di cimentarmici talvolta, sempre di meno lo ammetto, dopo la nobile invenzione delle zanzariere alle finestre. Ma di certo so interpretare una tecnica vincente. Si, perchè quando volete schiacciare una zanzara tra due mani, la cosa che non dovete fare mai è farglielo capire. Un essere umano che si muove con l'intenzione di colpire emette un'onda di aggressività che si espande come un odore, come un rumore percepibile ai sensi di bestiole ed animali. I cani e i gatti percepiscono il nostro umore. Ognuno di noi avrà esperienze da raccontare a frotte. Bene, le zanzare se ne fregano dei vostri problemi personali, ma se le volete ammazzare lo percepiscono. E quindi se ne volano lontano appena odono il vostro mentale sforzo punitivo. Soluzione? Controllare il proprio pensiero. Agire senza produrre adrenalina, muoversi senza emettere emozione. Guardare la zanzara con occhio laterale, come pensando ad altro. Osservare lo spazio che la circonda come se steste osservandoun pittoresco laghetto austriaco. E colpire senza personalismi, rancori o ripicche. Solo così la coglierete in contropiede.

 

    E' come imbrogliare la Macchina della Verità. Capito?

 

    Vi comunico che è intento dell'Osservatorio di ampliare i propri orizzonti panoramici.  Dopo l'11 settembre attendetevi un commento dalla Spagna.

 

    Per adesso accontentiamoci di questa astinenza forzata, che toglie energie ed abitudini radicate.  Ma non fa danno. Le zanzare sono ormai solo un ricordo e le poche rimaste si aggirano tanto infreddolite che prenderebbero un vostro schiaffo come un autentico segno di calore umano...

 

 

  Ciao Amici...                                                                                                       MAXXX   mabonave@tin.it