L’Osservatorio #7

 

Cari Amici,

 

Quest'estate ha tardato ad arrivare ma poi è esplosa, e già molti non vedono l'ora che finisca. Non io, amici,  io no.   A me ogni giorno pare che rinfreschi, non lo so, forse ho dei buchi di troppo nella cabeza che mi producono certi spifferi... Mettianola così: le prese d'aria, come dice Jean Todt, servono a raffreddare la macchina, per cui non sto a preoccuparmi troppo. Quel che si sta riscaldando, invece, è il giro di amici delL'Osservatorio, che grazie agli amici degli amici, i vostri, sta aumentando di numero. Con questo vi ricordo che, se avete qualche amico a cui pensate faccia piacere ricevere questa news-letter, inviatene una copia. Se l'avere già fatto, sinceratevi della sua opinione con una vostra e-mail personale. 

    Io lo penso e lo ripeto: per me quest'affare di Internet ha delle grandi possibilità. Il solo fatto che senza costi molti possano dire la loro, addirittura tutti potenzialmente possano dire la loro e far girare le opinioni, le osservazioni, le critiche, le considerazioni, le lamentele, i desideri, le speranze, i consigli, le esperienze, le domande, ha qualcosa di grandioso. E' qualcosa che permette di allargare la conoscenza e la coscienza superando timidezze e lontananze, tempo e ostacoli.  Chi ha un'idea o una passione può cercare di svilupparla con uno strumento così democratico e intuitivo che non richiede capitali nè privilegi per essere utilizzato.

    Con le nostre passioni spontanee noi diamo una mano al consolidamento di un mondo nuovo, diverso, privo delle barriere e degli equilibri conosciuti finora. Le carte si rimescolano anzi si moltiplicano e c'è il rischio che finalmente ce ne siano veramente per tutti.

    Ma come vi dicevo, L'Oservatorio sta raggioundendo temperature elevate: Eccone alcuni esempi...

 

                                  

Da Tyler a Maxxx

 

    Sai cosa penso Io del tuo osservatorio? Che tu, nel tuo ruolo come persona normale in società, che hai il tuo lavoro e vita come tutti, hai il mezzo tramite quale puoi ragguingere l'orecchio, non solo ai tuoi amici, ma amici di amici, etc...Fino a presentare la tua mente e idee a questo gruppo crescente di leggiatori, ovunque(o quasi ovunque) nel mondo. I leggiatori dell'osservatorio sono diventati, anche se non si conoscono, una societa legati con l'osserviatorio-la presentazione della tua mente. Cosi, tu hai creato, e fornisci la sostanza di una societa. Non voglio dire che cerco una societa da appartenermi, ma il fatto che Io leggo l'osservatorio dove sono, mentre un'altro in Dannemarka o Mestre legge la stessa cosa...Possiamo, con mezzi simplicissimi creare queste assosazioni è stupendo. Quali sono le resposabilita vengono con questi mezzi? Esistono, on è un mezzo cosi, senza bondarie? Cio e cosa penso Io, oltre di essere piaciuto del contenuto.

Mi piaciono I tuoi osservatori. Li leggo. Riguardo #1(se ho capito bene). Io ho pensieri del comportamento di vita, in tutte le sue specie, come i tuoi quando cerco di considerare il concetto dell'eternità. Il sentimento che c'e qualcosa indifferente a noi, individualmente o individualmente, da impulso alle idee sugli origini e del destino dell'uomo. Le tue idee mi facevano pensare di ideologia greca. Non li do, ma chi sono risposte dalla scienza e religione tale. Personalmente, la risposta contiene parte da tutte e due.

Grazie dell'amicizia. Latteria magro e pan biscotto.

Tyler

 

- Veramente, caro Tyler, non mi sono posto il problema in termine di creazione. Ma sento che gli stimoli servono, come l'elettricità. E ognuno dà quello che ha, quello che sente. Pensa quello che vuole, sceglie da che parte buttarsi. Ma è un rinnovare la sfida e lo stimolo più volte. E così lo può fare meno individualmente, meno nascosto nelle pieghe del privato che a tutto sfugge, nelle pieghe del semi.anonimato, dell'infinitamente personale. No, così diviene sempre più vasto, sempre più conoscibile. Chissà che non ci migliori un po' tutti, per via dell'inevitabile allargamento delle opinioni...

                                

Da Kummel a Maxxx

 

Seat è salita di oltre il 5%, ma non è questo il punto.

 

La verità è che questo Agosto è stato il mese peggiore della mia vita.

Lungi da volervi spiegare cos'è esattamente successo, vorrei condividere il mio stato d'animo nei limiti di come riuscirò a farlo.

Avete presente il film "Alien" (il primo - il migliore) quando a Kane si attacca il pupo di alieno, si, quella specie di aragosta imbruttita che gli impedisce di respirare a causa di una protuberanza che arriva fino allo stomaco (modello lavanda gastrica)?

Il povero secondo dell'astronave Nostromo è in coma ma non morto, restando in vita proprio grazie a quell'essere che gli fornisce l'ossigeno necessario alla sua sopravvivenza. Non può muoversi ed è in uno stato di incoscienza. L'alieno lo usa per far nascere e sviluppare i suoi embrioni, per moltiplicarsi e per affermare la sua specie su quella degli altri (più deboli o solo più impreparati)...

Può essere vista come parodia di alcuni aspetti della vita, il problema (eccolo) è che si tratta della mia! Ho perso qualcosa in cambio di un malessere che sprigiona pensieri cattivi, malsani, che non mi appartengono... O meglio, che non mi appartenevano. Ora che si è innescata una trasformazione del mio essere in cosa potrò assomigliare? Diventerò come quell'alieno che poi andrà ad annientare l'interno equipaggio della Nostromo, oppure, ci sarà qualcuno o qualcosa che mi innetterà l'antivirus o l'antibatterico che sia?

I primi giorni ho provato un estremo senso di svuotamento e di disorientamento. Tra i brividi di paura e il peso dell'angoscia mi tormentavo fino a che il sonno non prendeva il sopravvento. Il mattino riusciva a distrarmi, ma bastava poco a far riemenrgere i ricordi e allora provavo dell'odio verso chi o cosa mi aveva cambiato. Per giorni questi sentimenti mi hanno tormentato, poi - come tutte le cose - qualcosa è cambiato, forse una sfumatura, comunque è successo. Il senso di disorientamento è cambiato in una sensazione di torpore, surreale. "Sto vivendo un sogno" mi dicevo, ma poi mi deprimevo perchè sapevo che era tutto reale.

Questo stato di immaginaria idealizzazzione di un dolore mi ha poi accompagnato per molto tempo. Riaffioravano persone e ricordi, situazioni e pensieri, e tutto questo pungeva dentro fino a far male. "Come posso aver permesso che succedesse?" mi chiedevo. Non riuscivo a comprendere come avevo potuto perdere il senso delle cose, o meglio, come potevo aver perso il divenire delle cose. La presunzione di poter controllare con l'intelletto tutto ciò che mi circondava mi aveva dato l'illusione di poter controllarne anche l'evoluzione. Non so se avete mai letto a proposito della teoria del Caos, ma evidentemente io non ho colto il messaggio. Un famoso studioso, Lorenz, cercò di rispondere a questa domanda:"Does the flap of a butterfly wings in Brazil set off a tornado in Texas?" e - vi svelo il quesito - la risposta è affermantiva, sempre nell'ambito della teorizzazione del concetto di prevedibilità. Ma comunque, nonostante mi sia appassionato di concetti alquanto astratti, non sono riuscito a scrutarne il potenziale significato reale, quello legato alla vita di tutti i giorni, ossia sul fatto che le azioni che noi possiamo compiere rimangono entro la nostra sfera di controllo fino a che noi non le abbiamo compiute. Dopo di chè tutto quello che ne sussegue lo possiamo anche chiamare - come a molti piace fare - destino.(1)

Questa concettualizzazione del mio status mi è ora d'aiuto per evitare di ricadere nella profonda buca della depressione, che di recente è stata una compagnia intima e premurosa. Ora basta, penso di aver detto abbastanza.

Lascio la parola a chiunque interessi prenderla.

 

Kummer

 

(1) Rido, se penso che ho aspettato di leggere Lorenz per comprendere questa verità!

 

-Continua, Kummel, non ti fermare che vai bene... Ci sono già decine di persone che fanno il tifo per te.

A proposito, c'era anche un altro detto, mutuato dalla tua citazione... :"Se a Berlino fanno un peto, a Roma arriva un terremoto. Ma se a Roma fanno il terremoto, a Berlino arriva un peto..."        Sembra proprio che il nostro peso internazionale sia un po' miserello, giusto un po' di spaghetti e pùmmarola. Forse perchè siamo rimasti per troppo tempo ai confini delle battaglie, ai confini delle rivoluzioni culturali, ai confini delle decisioni e delle scelte responsabili. Chissà che non riusciamo a crescere insieme...

 

    Appoggiamoci pure ai nostri punti forti. O anche alle cose che ci aiutano nell'istante che ne abbiamo bisogno (latteria magro e pan biscotto?), perchè la strada è lunga...  Magari, un poco per volta, sempre più allegra e piacevole.

 

Lo auguro a tutti.

 

  Ciao Amici... 

 

MAXXX   mabonave@tin.it

   

 

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 La presente news-letter non intende essere informazione professionale, suggerimento o indirizzo alcuno. I riceventi si reputano maggiorenni e vaccinati e la leggono come passatempo, esercitando dentro di essi o verso l'emittente doveroso esercizio di critica.

 

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