L'Osservatorio # 4 - Perfezione


 

                                                                                                                            

 

    EHI AMICI...!

 

Questa volta  ce l'ho fatta. Sono riuscito a comprare il latteria del Cansiglio, in dosi tali da non temere scarsità per due settimane almeno. Scarsità, un termine economico che ha a che fare con l'effetto Aumento del Valore delle Merci Trattate. Si parla di azioni, peraltro, Colaninno della schiera dei De Benedetti, chiamati i Pirati da ogni arguto gestori di fondi e di titoli in ogni banca della penisola, colpirà ancora i nostri portafogli. Così come gli ha insegnato il suo padrino, la rete di scatole cinesi si amplierà sempre più, finendo per illuminare con stelle filanti e fuochi d'artificio una società che non compete con null'altro che con i titoli dei giornali. A fronte dell'indebitamento maestoso, le acquisizioni e le sfide degli allegri brigatni sono ben poca cosa dal punto di vista imprenditoriale. Locali o in paesi non determinanti. Solo giochi di prestigio che sevono ad illudere. D'altra parte la loro sponda politica poco se ne cura. Ad essa importa l'appoggio economico e la barttaglia ai nemici di sempre. Sono abili nell'usa e getta. Non si curano delle vittime che questi moderni pirati faranno o hanno già fatto. Tanto, è il loro pensiero recondito, sono morti del campo avversario, morti del capitale odiato. Se loro lo cavalcano è solo in onore alla vecchia regola dell'Usa Le Armi Del Tuo Nemico.     Scusate se mi distraggo, ma parlo come penso: a valanga. Butto le cose talmente a valanga perchè altrimenti quelle che mi premono nella testa se ne vanno e non le ritrovo più. Dovrete farvene un'abitudine. Smil. Danese per sorridere.

 

            Non è di questo che volevo parlare. Non oggi, non ora.

 

            Vi ringrazio per le risposte che mi avete mandato. Il gruppo inoltre si sta allargando, Sono felice. Sì, mi sembra di aver trovato una famigliola simpatica di lettori. Alcuni si fanno sentire, altri meno ma mi fanno sapere in altri modi della loro presenza. Comunque rispondo a tutti personalmente. Lo sapere. Oltre a mandarvi queste osservazioni sull'intorno...

   

Beh, una cosa mi salta agli occhi stasera. Ogni cosa ha la sua compensazione. Come ognuno di noi. Quelli di voi che mi hanno mandato una e-mail relativa a queste mie uscite di senno, hanno mostrato la loro personalità. Li ho riconosciuti per la loro personalità, per il loro apporto, il loro pensiero, la coscienza che hanno di se stessi. Non per i discorsi profondi o filosofici che possono aver fatto, molti hanno solo detto due o tre cose in croce. Ma per l'impressione che in una e-mail così poco personale hanno suscitato.  Voglio dire, non ci si parla spesso così ragionati come si fa in una lettera, e non si scrive una lettera tanto ritualmente. Un paio di righe sul pc la sera invece si fa presto a buttarle. E se a ispirarci, a spingerci è una strana esternazione , la risposta spesso è un'esternazione pur essa. Comunque non una banalità. Ecco, non mi avete scritto cose comuni, e ve ne ringrazio. Non sono nemmeno me stesso, quando scrivo, sicuramente non sempre il me stesso che avete imparato a conoscere. Una parte, una possibilità espressa da questo strumento. Questo potrei essere. Questo potrebbe essere questo Osservatorio, questo potrebbe produrre anche in altri. Gli strumenti, si dice spesso, non sono buoni o cattivi, ma l'uso che ne facciamo determina se scolpiscono opere utili o danni perenni. Io non credo che questo strumento, questo che abbiamo per le mani adesso mentre leggiamo, mentre digitiamo, mentre clicchiamo invia, sia dannoso. A me affascina, per la lucidità con cui ci consente di legarci gli uni agli altri, per la moltiplicazione delle idee e dei confronti che permette. Come una macchia d'olio si sparge su tutto e amalgama i pensieri di tutti. Cosicchè invece che restare ognuno della propria idea, generata dalle nostre ambizioni e dalle nostre vedute, esso si amplia accettando di lo specchietto della vista di altri, molti, forse moltissimi altri. Potenzialmente, potremmo arrivare ad ampliare il nostro confronto all'infinito, così come la statistica potrebbe raggiungere numeri che la porterebbero ad essere notevolmente più attendibile. Perlo della statistica delle possibilità, dei confronti della cultura, della visione espansa che apre il campo visivo del reale. Quale sarà, dove sarà la Verità che molti inseguono, di cui molti parlano (fors'anche noi)? Non nel campo visivo di uno sguardo limitato, non nella frazione compresa tra due paraocchi.

           

Ho conosciuto persone con grandi virtù e capacità, che sopportavano comunque una condizione fisica disagiata. Come persone di notevole presenza fisica che dimostravano abissali lacune intellettuali o mentali.  Io credo che la somma sia una sola: siamo qualcosa e vorremmo essere qualcos'altro. Se pensiamo che la vita sia stata scarsetta con noi, cerchiamo in tutti i modi di prenderci ciò che avanziamo. Alcune persone si sono adagiate a guardare i propri lati negativi e li confrontano con le evidenti positività degli latri, anche fasulle. Ne nasce spesso un pastone di avidità e desideri repressi che appesantisce sicuramente loro e probabilmente anche chi li deve sopportare. Voglio dire, E' difficile trovare la persona perfetta. Perfetta sotto il profilo estetico, sotto quello morale, sotto quello del comportamento sociale, interpersonale, modesta, seza aggressività e sempre pronta a dare una mano disinteressatamente. Ne conosciamo? Io no, Lo siamo noi? Non so voi, ma io no. Perché? Perché non siamo perfetti? Risposta banale che rasente l'inutilità: La risposta serve se apre uno spiraglio di azione futura. Altrimenti è una scorciatoia per toglierci dall'impiccio.  Io credo che noi siamo portati in qualche modo a compensare. Se siamo belli non ci serve essere anche equi o giustim, tanto le persone ci ronzeranno intorno lo stesso. Se siamo bruttini dovremmo darci da fare per meritarci un posto nell'olimpo dei primati. Nessuno vuole essere buttato nel cesso della vita. A volte capita anche il contrario. Se abbiamo un talento, la vita ci acuisce un difetto evidente, tento per ricordarci che non siamo migliori degli altri. Non so, è per dire...

            Certo che se siamo messi male forte, succede che ci tocca dedicare una vita intera a ribadire la nostra presenza, mettendoci sempre in mezzo alle ruote degli altri e sviluppando un'arte nel non farci mettere da parte (Andreotti?).

 

            Sono solo teorie. Utili se ci fanno pensare. Utili se ci fanno fare un passo in più da qualche parte. Dove? Non ci penso. Non sta a me dirlo. Io faccio il mio. Mi sfogo con questa news-letter.

            Ma a volte qualcuno mi domanda: perchè nessuno dice la verità, ma nemmeno una piccola parte?

 

            Io credo che la verità sia spezzettata come un pesto di semini frantumati in un mortaio, martellati e polverizzati e poi dispersi nelle cose, mischiati e impastati in ogni altra pietanza. Quando diciamo qualcosa, quando pensiamo o decidiamo cosa ascoltare abbiamo dentro tante necessità. Quella di emergere, quella di dirci che in fondo contiamo qualcosa, quella di rincorrere un sogno, un desiderio, un'ambizione, una vendetta, una dimostrazione, un confronto, una fuga. Solo eliminando questi fattori possiamo ripulire le particelle e ricostruire i semini, molecola dopo molecola, pulviscolo dopo pulviscolo. O anche prestandoci attenzione a questi fattori affinché ci svelino i loro messaggi.    I desideri e le necessità, le virtù e le pulsioni, le angosce e i difetti contribuiscono ad accarezzarci e schiaffeggiarci affinché noi percepiamo qualcosa.  Percepire, provare, sentire, osservare: ognuna di queste cose ha una sua funzione. I sensi possono essere utilizzati o meno. Così gli strumenti.

            Nessuno ci dice la verità perché essa è lì, alla portata delle nostre osservazioni sensibili.

            Nessuno è perfetto perché qualcosa blocca le nostre sensibilità. O ci impedisce di sfuggirne.

            Ma se siamo tutti uguali (potenzialmente), se cioè siamo tutti un'entità a somma definita, visto che ci compensiamo con pregi e difetti, possiamo fare un elenco delle cose che ci aiutano a progredire, a stare e meglio, e di quelle che ci allontanano dal nostro (o da un ipotetico planetario) obiettivo?.

            Domanda troppo pesante per quest'ora della notte.

            Io continuerò a mangiare il mio latteria magro e il mio panbiscotto. Ecco, bravo, continua...

            Ci penserò. Magari spero di non dimenticarmene domattina. Vediamo che avrò negli occhi quando mi sveglio....

 

  Ciao Amici... 

 

MAXXX   mabonave@tin.it

   

 

 

 

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