Sent: Wednesday, August 02, 2000 3:22 AM

L’Osservatorio # 2 - Cansiglio

 

 


 

 

Ehi, amici,   

 

    Sto ancora mangiando pan biscotto e formaggio latteria magro del Cansiglio, e mi sovviene la presa di posizione di Woody Allen sul progetto di distruzione della casa di Edgar Allan Poe a New York per lasciar posto ad una bella struttura luminescente, di quelle in ferro e cemento che l'Università di New York ha intenzione di costruire per ampliare il suo forno di avvocati d'assalto.  Non c'e discussione sul fatto che il Greenwich Village rappresenti la New York più incantevole e che in tutti questi anni il trucco più usato per filmare i dintorni di questo luogo romantico è stato quello di mostrare la magia delle zone incontaminate  escludendo dalle inquadrature la costruzione dell'Università...  Ognuno ha i suoi diritti, ma forse le soluzioni possono essere meno dannose per l'ambiente circostante...    Dice Woody: "E' difficile per me credere che una grande itituzione come la New York University, che ha avuto la preveggenza e il buon gusto di espellermi molti anni fa , resti insensibile al caso."...

    E voi, vi siete mai trovati di fronte ad un angolo di mondo dove un progetto importante si dirigeva prepotentemente verso la distruzione di un patrimonio culturale, un'immagine, una veduta, uno stile di vita?  A me sembra che capiti di continuo. Attorno a noi la vita scorre sempre più veoce, chiedendoci di correre anche noi, di adeguarci a questa velocità. Una velocità che, come in autostrada, ci priva del piacere di vedere le cose, le persone, la vita stessa che scorre e che ci fa partecipare ad essa. Siamo degli esclusi dalla vita. Peggio, siamo dei produttori di materia prima. Siamo materia prima noi stessi, nutrimento di questo scorrere che non ci restituisce altro che ansia, senso di inadeguatezza, insofferenza...

    Ma dove stiamo andando?  Stiamo andando verso qualche parte? E se si, troveremo ancora posti a sedere?

    Una cosa che manca assolutamente oggi attorno a noi è L'umorismo. Lo scrivo con la lettera maiuscola, la elle, perchè mi sembra un compagno di scuola.  L'umorismo ha sempre avuto un terreno fertile là dove c'era una cobtraddizione, un ostacolo, una difficoltà, una diversità. Perchè? Per il fatto che si nutriva di osservazione e cercava uno sfogo, una scappatoia dalla tristezza e dalla sofferenza. Un modo come un altro per dire che, se non possiamo cambiare il mondo, almeno possiamo evitare di farci il sangue cattivo...  Ma per me ha anche un altro significato, un significato importante: l'umorismo imprime inevitabilmente un rallentamento all'anlisi delle circostanze. Ci spinge ad ascoltare, a valutare, aprendere in esame molti fatti, anche banali e laterali in un lavoro di descrizione, di caricamento, di cesello, per poi scoccare in uno schiaffo laterale che ci sorprende, che spiazza la nostra intelligenza la quale, pe mancanza d'ossigeno, incomincia a ridere... ecco. l'umorismo non è accelerazione o fretta, ma solo un salto, dopo una camminata cosciente e descrittiva, un trekking intellettuale che tocca e carezza ogni aspetto della cultura popolare condivisa nella battuta, nell'argomento trattato...

    Se avessimo amato un po' di più l'umorismo nella nostra infanzia culturale, non saremmo arrivati oggi al sarcarso spregiudicato dell'insofferenza...

 

    Non abbiatevene a male, un rimedio si trova sempre. Sempre che non sia troppo. Troppo tardi, troppo costoso, troppo impegnativo...

    A presto amici. Non dimenticatevi di mandarmi le vostre considerazioni in merito.

 

 

 

    Ciao

    MAXXX