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Dietro la palma

 

Seduto alla Barraca Central di Barrade Cunhaù. con la mia ennesima caipirinha, unico passatempo della giornata, a parte la camminata di dieci chilometri sulla spiaggia deserta delimitata da falesie aggredite dalla furia del mare, e dal sortilegio che mi aiutò a scampare dal venire inghiottito dalle onde,osservo i sei dipendenti comunali che controllano se le luci di natale attaccate a un albero contorto si accendono tutte. Ognuno dà il suo apporto tecnico alla spedizione con suggerimenti, incitamenti e risa. Alla fine di luci se ne accenderanno il 60 per cento e sarà una festa da suggellare con una birra gelata.

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I terreni dei gringos vengono lentamente inglobati con scaltrezza dai locali, forse per un sistema immunitario culturale. L'esempio più eccellente é quello di un personaggio superpotente, già sindaco di Goiania diverse volte, che per abitudine recinta terreni, soprattutto non suoi, dicendo che gli appartengono. É tutto suo. Con difficoltà trova persone che gli si oppongono legalmente, la maggior parte delle volte li fa uccidere.

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Il bandito Juliano si rifugiò in Paraguay, sfuggendo alla polizia brasiliana che lo ricercava per l'omicidio di un ispettore dell'anticrimine a cui aveva sottratto un fucile d'assalto. Vagò per i confini impermeabili dei tre paesi che si affacciano alle cascate di Iguaçu: Brasile, Argentina e Paraguay, alla ricerca di appoggio e conforto, Si fermava di quando in quando in una locanda a mangiare qualcosa, in una pousada a riposare, mai più di due giorni nello stesso posto. Si era fatto crescere la barba e i baffi, parlava con accento misto dei trafficanti di confine, in una terra che non sa dire quali siano i propri figli, tutti impegnati un po' troppo oltre i limitare del lecito.

Il Paraguay è terra di fuga, priva di morale, scrupolo o controllo. Ricettacolo dei furti del sudamerica, sembra che il presidente stesso vada in parlamento a bordo della sua Mercedes di provenienza incerta. Dicono che non esista ingiustizia o rovello che in questa Tortuga forestale non possa venire sedata dai miracoli del contrabbando e delle patacche. Dvd piratati elettronica taroccata, vestiario fasullo, auto e moto rubate, denaro riciclato, droga e armi come in un supermarket a cielo aperto. Molta mercanzia arriva direttamente dall'asia, viene venduta senza iva e sottratta al controllo con sorrisi, minacce e corruzione. I benefici di questo paese della cuccagna non sono esclusiva dei sudamericani. Palestinesi,  cinesi, albanesi e armeni intrecciano i loro valzer illeciti  tesi a finanziare i rutti globali delle rispettive fazioni. I locali non si importano, e tirano a campà. I poliziotti che pattugliano i centinaia di chilometri di frontiera arrotondano con le mance che raccattano dai corrieri della droga che, prodotta nelle lande sconfinate dell'entroterra boliviano, passa in Paraguay per essere preparato in pani. Coca e maconha, il fumo leggero che aiuta a sopportare calura e inedia distogliendo l'occhio della mente dallo storture della distribuzione del reddito, ripiegando nella felicità dell'ovvio. Da qui attraversa il colabrodo dei confini spesso su biciclette che vengono abbandonate fra gli alti cespugli della mata atlantica, una volta perduti nelle pampas brasiliane.

Di lì in autobus verso le favelas di Rio.  A una cosa Juliano non sapeva resistere, ed era la memoria del gusto, l'abitudine della'arroz e feijao, riso e fagioli che sono il pane e il condimento indispensabile di ogni piatto brasiliano, che non è facile procurarsi oltreconfine. Ancora oggi conosco amici che se non vedono a pranzo e  cena questo binomio bicolore sul proprio piatto è come se non abbiano mangiato affatto. La polizia lo inseguì per mesi.

Poi, alla fine, lo beccò ad un tavolo nella penombra di Cidade del Este, nei sobborghi che si disseminano fra mercatini improvvisati di armi e munizioni, la mecca dei criminali d'oltreconfine. Negò d'essere brasiliano, finse di mostrare i suoi documenti uruguayani. Ma bastò un'occhiata al tavolo. Il suo piatto di riso e fagioli lo aveva fregato...

 

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Rio de Janeiro - ottobre 2007