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 22  

  

La successione del Boss Convertito.

 

   Accompagnando un amico a visitare un parente ferito negli incidenti di fine anno, passo vicino a un'area dell'ospedale presidiata da agenti della Polizia Militare. "E' l'area dove tengono in vita Robinho, il capo favela alla cui cattura si erano dedicate le forze dell'ordine appena ucciso Biu, il dono di Rocinha."

    E' un esempio onomatopeico della sfumatura che passa fra essere famoso e famigerato, mi dico. La storia è tutto uno spaccato della lotta di potere interna alle favelas.

    Appena la morte del trafficante Robinho Pinga sarà ufficialmente confermata, un vuoto di potere si aprirà nel complesso di fvelas del Senatore Camarà, che include Coréia, Rebu, Taquaral, Viegas e Villa Alleanza. La fine del boss può far scoppiare una guerra per il controllo del traffico nella regione. Robinho continua ad essere internato nell'Ospedale Souza Aguiar con segnali di morte cerebrale.

    La famiglia sta ancora tentando di ottenere l'autorizzazione giudiziaria affinché la madre del bandito, signora Maria Elena, possa vistare il figlio appeso ai fili che lo mantengono al di qua dell'oblìo. Per la Polizia Civile, l'unica certezza é che, a partire da qui, la famiglia del trafficante sarà detronizzata. Marcia Cristina, moglie del bandito, che per più di un anno dalla tragedia ha dato ordini e preteso la sua parte di lucro dalla vendita di droga, insieme con l'attuale responsabile della gestione delle bocche di fumo, Claudinho Nonò, perderà la condizione di Prima Donna, una figura ultimamente molto alla moda nella nomenklatura delle favelas, sia da parte di vedove, che di amanti assurte alla nobiltà di compagne fisse del momento. In verità, Marcia stava già perdendo spazio nella banda, dal momento che proprio il marito aveva designato Jauarez, detto il Ragno, come suo uomo forte e successore.

    Il Ragno passò a ignorare le richieste di Marcia, allegando la scusa che le vendite stavano rallentando. Il Ragno ha un profilo di scaltro commerciante, proprio come Robinho, e sa come trattare con quelli che non seguono la linea. Già da tempo, il nome di Marcia Cristina appariva negli elenchi degli investigatori della Repressione per gli Stupefacenti, come destinataria dei guadagni fatti dalla banda del marito, che arrivavano a circa 15 mila reais mensili. A seguito di questa investigazione, fu iniziata una pratica per la cattura  di Marcia. Per il fatto di essere ricercata, ancora non è stata all'Ospedale a trovare l marito. Il controllo di sicurezza della polizia all'ospedale è stato rinforzato. Ieri la famiglia del trafficante, venuta dallo stato di Espirito Santo, non si è pronunciata sulla possibilità di donare gli organi di Robinho, se la morte cerebrale venisse confermata nelle prossime 48 ore.  

    D'altra parte, necessità necessitando, dubito che il segreto sulla provenienza degli organi donati potrebbe avere maggiore effetto cristiano. Strana fermezza per la memoria di Robinho che, alla polizia che lo aveva interrogato, si era presentato con bibbia alla mano, dichiarandosi profondamente religioso, negando persino l'evidenza delle registrazioni telefoniche che lo vedevano ordinare la morte di coloro che gli intralciavano il cammino.

 

- Rio de Janeiro - 29 dicembre 2007

 

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Paraiso do Pecado

Giano Zanatta, stanco dell’invadente schiavitù del produrre, decide di vendere il suo ristorante nell’entroterra veneziano e cambiare vita. Ha scoperto il fascino del Brasile, il caldo delle spiagge ombreggiate dalle palme, il refrigerante Guaranà naturale, l’accidia dei giorni e delle settimane che scorrono apparentemente inconcludenti, lente e possenti come le onde di un mare che non sembra pervaso dall’ansia della responsabilità e del dovere. Ma soprattutto si lascia inondare dalle piacevolezze sensuali e liberatorie che sembrano aggredire senza soste la città più peccaminosa dei tropici. Sullo sfondo la favela Rocinha è teatro di scorribande di personaggi che ordiscono trame per influenzare le vicende mediorientali. Quando il suo connazionale Mario viene ucciso, e anche un amico svizzero e lui stesso divengono vittime di assalti e rapine, scopre con orrore che dietro la facciata fiacca e sorridente della città scorre una strategia della spoliazione che vede alleati governanti e trafficanti, forze dell’ordine, avvocati senza scrupoli e garotos de programa. A farne le spese sono i gringos stranieri, resi ciechi e deboli dalle bellezze naturali della Cidade Maravilhosa. Turisti che si trovano a pagare per l’atroce peccato originale dei loro avi colonizzatori e a fare i conti con una sorta di sopraffazione che confonde invidia e vendetta, sapendo di poter contare su una endemica impunità.

                            

Per chi ama il Brasile a tinte forti, fuori dai luoghi comuni turistici

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max.bonaventura@gmail.com