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Cose di Gringo

(gennaio 2010)

 

 

            Chiudo gli occhi e le palpebre si infiammano del sole di flamengo, e' appena passato Luiz col su mate, istituzione dell'estate, ho bevuto un lattao di antarctica. L'unica bevibile, gli aerei sfiorano il cristo e accarezzano il pao de azucar, le grassone si rotolano nel protettore solare, le rifatte prominiscono il deretano, pattinano rauchi e secchingola i venditori di cerveza, guarativta e agua, io chiudo le palpebre e vedo tutta una ragnatela di nodi di gusto e piaceri, i desideri in fila come fili della porta del gol annodati in un intrico senza dolori, senza disappunto. Solo sesso all’eccesso. Scopare tre volte con agua e vida, sole e spiaggia, l'unica increspatura e' tirare foto che e' uno stress e interrompe il vivere. Come scrivere, ma a qualcosa deve servire il mio immolarmi.

 

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Rio allagata

 

 
 
    Dopo due giorni di pioggia continua a Rio, e vedendo le notizie scorrere sui telegiornali di mezzo mondo, mi premuro di tranquillizzare amici e parenti. Nonostante la situazione tipicamente ropicale, la vita riprende a scorrere. Stamane è tornato un timido raggio di sole, vedremo più avanti nella giornata. In una città che si allaga dopo solo dieci minuti di acquazzone, a causa dell'endemica inadeguatezza della rete fognaria, due giorni di pioggia battente hanno isolato strade e quartieri, abbattuto alberi, fatto franare pareti di fango dai morros. Niteroi e i sobborghi hanno fatto segnare le prime vittime, che sai attestano attorno al paio di centinaia, cosa prevedibile in una metropoli di quattordici milioni di persone che ha scoli  e scarichi solo per trecentomila, e delle dimensioni assolutamente inadeguate. L'edificazione continua comunque incessante, enormi strutture nella città-bene, case di sputo e forati nelle favela con fondamenta di terriccio.  Nessuna paura, i brasiliani anche in questo caso si asciugano presto le lacrime e si gettano negli scavo aiutandosi a vicenda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa strana, mi sono offerto volontario per dare una mano ma mi è stato detto da un amico che mi avrebbero visto di buon occhio, a causa di un mal congegnato orgoglio. bah, sono tanti i si dice e comunque lasciamo fare alle coppie volenterose che continuano imperterrite a rimpinguare il numero di quelli che cadono. Strepiti e lacrime non si contengono in tv, ovvia vetrina planetaria, anche se la parte più gustosa si trova nelle edicole, dove i quotidiani campeggiano con una gara al terrorismo kitch. Compaiono oltre alle domande retoriche sulle devastazioni e il guinness dei primati alluvionali, le foto apocalittiche del Cristo Redentore in caduta sui flutti, immagine ripresa dal film 2012, quello patrocinato dalle chiese per spingere un po' sul proselitismo apocalittico. Anche qui niente paura, il Cristo suddetto è ben ancorato nella sua impalcatura per un preventivo maquillage in vista dei Mondiali di calcio 2014. Il che la dice lunga sulle aspettative dei brasiliani...

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Dalla prima linea sul campo

 

Parecchi centri commerciali ieri sono comunque rimasti chiusi o han fatto servizio ridotto perché i dipendenti non han potuto raggiungere il posto li lavoro. I camelò, tipiche concentrazioni di venditori abusivi di strada, sono completamente scomparsi. Per decidere dove andare, ammesso di poterci arrivare e di trovare qualcuno ad aspettarti, occorre sperare che la linea di trasporto appaia all'orizzonte. I bus lavorano a singhiozzo, qualcuno è fermo a bordo strada col motore in panne. I taxisti prima di accettarti a bordo si premurano di domandare in che parte della città pretendi di andare, per sapere se è possibile accedervi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche la linea del Metrò ha subito interruzioni per diverse ore, causa allagamenti delle linee. La desolazione appare evidente se comparata con la usuale festosità metropolitana. Ieri sera le strade erano deserte ovunque. Appena l'acqua ha iniziato a ritirarsi, nella notte è iniziato il lavoro di pulizia dei negozi invasi dalla melma. Una scena che mi ha ricordato l'emergenza Piemonte di diversi anni fa.

In mancanza di una spalata alla mota, Ho ripiegato sull'invio del latte in polvere ai centri di raccolta. Ne ho comperato due latte, e la signora al banco mi ha dato un "i bambini ti ringrazieranno..." al quale avrei preferito una qualche prova che il materiale raccolto arrivi effettivamente a destinazione...

 7 aprile 2010

 

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Pedalando in Tondo

 

 

A Sibahù non ci sono molti proprietari di auto, se tralasciamo i signorotti che scendono dalle grandi città per il weekend o il carnevale con le loro veloci e sfrontate HiLux. Ovvio che anche le bici siano contate, oliate più o meno scrupolosamente da Iran il meccanico tuttofare che studia inglese con i rari turisti in possesso della necessaria pazienza. C'è quel daffare che baasta per richiedere un paio di reais, manodopera che finisce nei brindisi di fine giornata. Quando le ruote ci sono, i ragazzi ne approfittano: un amico in prestito, una pedalata in compagnia, una carona improvvisata nella notte solitaria.

.febbraio 2010

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Pedalando in Fondo    

 A Praia do Forte la globalizzazione è di casa. Per il trasporto dei turisti niente di meglio di uno scooter Piaggio nella versione indiana. Qualcosa di un po' più rombante delle biciclette carrozzella dei ragazzi che arrotondano con lo spaccio. Quale forma migliore per concludere una transazione senza destare sospetti nel parlottare e nel passarsi qualcosa di mano? 

 

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i Piedi su Natal

 

La notte di sabato il mondo dirige  verso Vila Flor, unica enclave di perdizione fra le valli di canna da zucchero. 

“Aspetta qui che vado a prendere l’altra moto…”

E che cos’ha questa che non va, mi sono chiesto. Ma oramai mi sono abituato alle stranezze di qua. Da lì a poco torna, ha cambiato la Titan 150 con una Honda Pop 150, una specie di Ciao moderno e potente. E anche comodo per due, scopro, un prodotto ideale per i paesi dove le due ruote sono la base della locomozione. 

“Mi raccomando, poi torna a prendere me…” gli fa Maiki mentre sfrecciamo sulle lombade che sembrano dune d’asfalto. Io mi giro e lui fa un gesto esplicito con  le dita, un frusciare delle dita che significa pagare, e indica me e anche lui. Paga per tutt’e due, è il messaggio. Certo, non ti preoccupare, gesticolo di rimando. Inizia il trasferimento verso il club di Vila Flor, l’unico luogo di gioia e l’unica speranza di perdizione per i ragazzi del circondario.

 

 

Ci viene gente di Barra, Baia Formosa, Canguaretama, Pedro Velho e Goianinha, dev’essere speciale.

O forse essendoci comunque poco da fare, almeno qui si cucca a tempo di forrò.

All'arrivo si conoscono tutti, dai bambini appena usciti dall'asilo ai grandi di 16 anni che già lavorano, fumano e hanno un presenvativo nella tasca dietro della bermuda. Aspettiamo che la serata bombi un po', intanto camminiamo sulla piazza illuminata che dà sull'edificio antico della prigione olandese per gli schiavi, un blocco possente con archi che domina un campo aperto solo al passatempo, i capannelli di ragazzi tutti accatastai sulle rare panchine, ti guardano e tu mandi un pollice alzato o un "oi" a tutti. Ti seguono con lo sguardo che trattiene la sorpresa di vedere un gringo arrampicato fin lassù dove non c'è una banca, un macdonald, ma vedi trasparire la curiosità.  Se sei con amici allora sei dei nostri. Prosegue l'usanza molto in voga di sputare a terra anche sul pavimento della discoteca, così scivoli, mentre ti dimeni, molte ciabatte e poche scarpe da tennis, gente mista fino ai bimbi di 10 anni, le ragazze che fanno comunella a sè, interruzioni della musica che sembra la vendetta del dj, mai più di dieci secondi di uno stesso brano, anche delle rare che provocano boati di soddisfazione fra le innumerevoli titoli irriconoscibili e imballabili...

 

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The new major in Rio took his place the 1st of january, and declared that he had a new plan against Dengue fever,the desease that is increasing his affliction to the matropolis in the late years. Some voices says that the plans is to use 1blion reais to face the problem.

 

 

 

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