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Paraiso do Pecado

Giano Zanatta, stanco dell’invadente schiavitù del produrre, decide di vendere il suo ristorante nell’entroterra veneziano e cambiare vita. Ha scoperto il fascino del Brasile, il caldo delle spiagge ombreggiate dalle palme, il refrigerante Guaranà naturale, l’accidia dei giorni e delle settimane che scorrono apparentemente inconcludenti, lente e possenti come le onde di un mare che non sembra pervaso dall’ansia della responsabilità e del dovere. Ma soprattutto si lascia inondare dalle piacevolezze sensuali e liberatorie che sembrano aggredire senza soste la città più peccaminosa dei tropici. Sullo sfondo la favela Rocinha è teatro di scorribande di personaggi che ordiscono trame per influenzare le vicende mediorientali. Quando il suo connazionale Mario viene ucciso, e anche un amico svizzero e lui stesso divengono vittime di assalti e rapine, scopre con orrore che dietro la facciata fiacca e sorridente della città scorre una strategia della spoliazione che vede alleati governanti e trafficanti, forze dell’ordine, avvocati senza scrupoli e garotos de programa. A farne le spese sono i gringos stranieri, resi ciechi e deboli dalle bellezze naturali della Cidade Maravilhosa. Turisti che si trovano a pagare per l’atroce peccato originale dei loro avi colonizzatori e a fare i conti con una sorta di sopraffazione che confonde invidia e vendetta, sapendo di poter contare su una endemica impunità.

                            

Per chi ama il Brasile a tinte forti, fuori dai luoghi comuni turistici

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raccolta di storie

qui la descrizione

                

 

 

 

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Feste e Lega della giustizia.

 Il capo Jeronimo è stato arrestato ieri dalla polizia civile nel cose della Operazione Latifondo, iniziata per fronteggiare le milizie che combattono in Campo Grande,Guaratiba, Paciência, Cosmos, Santa Cruz e altre aree. Il parlamentare Jeronimo e il fratello, deputato statale Natalino Guimaraes, sono sospetti di comandare la Lega della Giustizia, gruppo che disegna il simbolo di Batman nei muri dei quartieri per delimitare il proprio territorio e per marcare le abitazioni e i negozi che pagavano per i "servizi".

I fratelli e altri nove accusati, tra i quali il figlio riformato di Jeronimo, sono stati denunciati dal Pubblico Ministero per formazione di banda armata.  Essendo deputato, Natalino risponderà al processo in libertà. Per otto mesi, le investigazioni rivelarono che il gruppo era coinvolto in omicidi, tentati omicidi e vendita di protezione clandestina, oltre a mantenere legami con la mafia dei trasporti illegali. Il comandante delle operazioni, lo schema costruito da Jeronimo funzionava da otto anni, e le morti sono collegati alla disputa per il potere con l'ex poliziotto Josimar Josè Da Silva, detto "Mazinho".  La morte di un altro ispettore, Felix dos Santos, sospettato di comandare la milizia nella favela di Rio da Pedras, in Jacarepaguà, aveva condotto all'arresto di un genero del deputato trovato con l'arma del delitto nascosta in casa. Il parlamentare allora, in uno dei suoi discorsi all'Assemblea Legislativa di Stato aveva criticato l'ispettore Espindola di mantenere il genero in carcere insieme con criminali comuni, additando l'operazione come aggressione politica.

La seconda fase dell'operazione della Polizia Civile era scattata quando una equipe di investigazione aveva scoperto che appartenenti al gruppo legato a Jeronimo si erano riuniti per discutere l'assassinio dell'ispettore Espindola del Polinter, a capo delle indagini. Gli eventi poi sono precipitati ieri quando Jeronimo è arrivato tranquillamente alla Stazione di Polizia di Campo Grande alle 10 di mattina, per sporgere denuncia per abuso di potere contro il titolare delle investigazioni, per aver perquisito la casa del figlio Luciano. Il parlamentare , che era entrato per la porta principale, finì per uscire ammanettato per quella secondaria. "Qualcuno ha inventato tutta la faccenda perchè io, nella mia qualità di ufficiale pubblico, combatto il traffico e questo dispiace a qualcuno. Da tempo mi infastidiscono con questa presunta storia della milizia.In verità il difendo la popolazione. Non rubo rifornimenti alimentari nè medicinali. Questa é una montatura dei miei avversari." ha dichiarato il parlamentare. Non è facile sorprendersi di tali accuse. In regioni meno affollate, come in Rio Grande do Norte, vengono scoperti ripetutamente truffe e appropriazioni attuate con l'omertà e la partecipazione di tutti gli assessori, compresi quelli della minoranza che saltano subito nel carro dei vincitori. Ultima scoperta casuale, bancali di libri scolastici nuovi, inviati dal governo centrale alle scuole e venduti prontamente dal sindaco come carta da macero.

Nell'operazione, due altre persone sono state catturate per porto d'armi abusivo, e sono stati confiscati 20 auto e 60 furgoni. La polizia ha scovato due depositi segreti, tre noleggiatori di video e due centrali clandestine che catturavano e reinviavano illegalmente segnali TV via cavo, una delle quali nella sede dell'Associazione Abitanti, che è di fronte alla stazione di polizia e l'altra in un edificio che appartiene all'Istituto Previdenziale di Rio. La presidentessa dell'ufficio e il marito sono stati denunciati a piede libero. Il parlamentare Natalino può girare tranquillamente per uffici legali, stazioni di polizia e uffici giudiziari alla ricerca di notizie. L'impunintà parlamentare lo protegge, a meno di non essere colto in flagranza di reato. Cosa molto difficile. Qui basta pagare una manciata di real per procurarsi manovalanza per ogni azione lecita o illecita. Anche uccidere.

- Rio de Janeiro - 30 dicembre 2007

 

 

 

 

 

 

 

max.bonaventura@gmail.com

 

 
 

 

 

 

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max b. collabora con pubblicazioni italiane e internazionali di cultura e turismo come free lance. Ha lavorato nella pubblicità e nei servizi di comunicazione.  La sfida principale è sempre stata l’indipendenza.   Seguita dalla soddisfazione di osservare e narrare.  Ha vissuto con una zia londinese i primi anni dell’adolescenza, documentando dal 1974 con immagini, articoli e racconti i suoi viaggi in Inghilterra, Usa, Venezuela a seguito delle elezioni presidenziali, Asia fra Vietnam, Laos,  Thailandia, Malesia, Singapore, Hong Kong, Egitto, Tanzania, Zanzibar, Marocco, Algeria e Libia. Nel 2000 inizia una newsletter che viene inviata ancora oggi a centinaia di lettori. Da un viaggio in Uruguay inizia la casuale scoperta del vicino Brasile, il ritmo sognatore e la passione per la realtà delle favelas, il mondo dei meninos de rua armati e dell'emarginazione accettata, l'avventura separatista del Mecosur diviso fra il populismo della  rivoluzione bolivariana del Venezuela di Chavez e lo sprofondare del Brasile di Lula nelle mani delle multinazionali statunitensi in Amazzonia  e nelle estese piantagioni di canna da zucchero che producono etanolo, il combustibile del futuro. Una osservazione antropologico culturale che diventa viaggio, ricerca, passione. Oggi divide l'anno equamente fra Venezia e Rio de Janeiro.