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Cordialità e rapina

 

    Nel 2003 Rio fu nominata la città più cordiale del mondo da no so quale rivista.

    E' verissimo, te ne accorgi appena arrivi: la gente ti sorride, calda e accogliente. I problemi sembrano essere rimasti chiusi dietro le barriere degli aeroporti di partenza e le giornate iniziano a scivolarti dentro calorose e leggere. I forum turistici americani ti stimolano a sorridere di ritorno, ed è gioco fatto. Le amicizie diventano intime.

     Poi ovviamente la città é anche pericolosa, a causa delle profonde differenze sociali, ma paradossalmente anche il crimine si sparpaglia nella città senza cattiveria. Semplicemente dedito a cogliere il frutto maturo dall'albero delle occasioni.

    Nel 2015, ormai abbandonata l'illusione di essere esente dalla crisi economica che imperversa il mondo intero, anche il Brasile si arreso all'ovvio che prima non voleva vedere: era un paese che vendeva materie prime ai paesi ricchi: se i paesi ricchi non hanno più tanti soldi da spendere, anche chi vendeva prodotti otterrà mano benefici. Ma oltre un decennio di politica assistenziale irresponsabile e spesso furbescamente miope, tipo l'erogazione di sostegno economico mensile alle famiglie mascherato da progetto per ridurre la povertà (cioè dare il pesce invece che la canna da pesca), non ha di fatto aiutato i paese ad emanciparsi dall'assistenzialismo interessato (aiuti in cambio di voti), e non ha fatto altro che svuotare le casse dello stato federale, già messe a dura prova da una endemica corruzione, endemica nel sud del mondo, e tradizionalmente meno nascosta di quella che pur penalizza i paesi civilizzati.

    Risultato: la criminalità, già estesa in un paese di forti squilibri economici, è esplosa, invadendo anche i centri minori, con una violenza e una impunità spiegata solo col fatto che finora persino le ruberie senza fine dei politici e gli omicidi perpetrati dalle forze di polizia corrotte erano inarrestabili e sostanzialmente impuniti.

 

 

    Le città veramente pericolose, le aree a rischio del Brasile sono comunque riconoscibili, e circoscritte da uno stile di vita appropriato. Il turismo internazionale è ormai consapevole di non dover mostrare le proprie gioie e la propria opulenza.  Vivere in una città affollata di slums e aree depresse è complicato, ma il turista normalmente risiede in hotel, in zone più protette, e ha abitudini meno rischiose. Le metropoli meno agiate, sperdute in territori vasti lontano dalle opportunità comportano più rischi: qui l'impunità si propaga in scorribade di classe. Politici e burocrati che intascano mazzette (la proprina) senza nascondersi, poliziotti che aprono la mano per arrotondare, i più intraprendenti che si alleano in milizie per battere il territori più poveri e popolosi  imponendo la legge del più forte (vedi il film Tropa de Elite 2).

    Ma nelle città turistiche il turista, col suo carico di collane, macchine fotografiche, camicette alla moda e col portafogli gonfio che si apre di fronte ad ogni bancarella non é che un portatore ignaro di opportunità da cogliere al volo, senza rabbia e senza pregiudizi. Alla fine l'assalto non è che una spoliazione sorridente che consente di continuare ad essere cordiali per le strade, disponibili ad uno sguardo, un sorriso, una battuta con gli estranei.

    Le aree a rischio possono essere i vicoli bui, le feste affollate, le spiagge deserte. ma anche in zone popolose e chic, come la spiaggia di Leblon  o Copacabana, i bagnanti locali raccontano di sguardi sempre gettati alle persone in arrivo, pronti a cogliere un arrastao, una invasione di ragazzi negri che con fare arrogante e per nulla intimorito dall'affollamento vengono a mietere il raccolto, arraffando tutto quello che trovano, in una calata barbarica proveniente da qualche favela vicina.

    Questi racconti ci meravigliano perché proveniamo da un nord Europa tutto incatenato al calcare dei diritti e dei doveri, delle pari opportunità etniche, delle storie di povertà strappalacrime, ai costi della civiltà lucida e responsabile, al peso della compassione, all'obbligo di costruire e preservare i sacrifici di quel poco di benessere acquisito.

    Privilegi individuali da proteggere contro ogni agguato della realtà, tanto da sottrarci persino il tempo di essere spontanei.

 

maggio 09 - 015

 

 

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