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Wrestling e Formula 1

 

 

   

        A due giri dal termine del Gp del Brasile non credevo ai miei occhi! Vettel togliendo ad Hamilton la quinta posizione vanificava tutta la mia decennale teoria sul WRESTLING e la pianificazione a tavolino della Formula 1 recitata in pista.

 

    Ma ecco che a due curve dalla bandiera a scacchi tutto ritornava pronto in carreggiata. Mentre le telecamere tornavano giustamente su Massa che tagliava il traguardo in testa aggiudicandosi il GP e la gloria in Patria, un rallentamento repentino dell'auto di Timo Glock concedeva nuovamente ad Hamilton la quinta piazza indispensabile per l’ottenimento del titolo a Campione del Mondo Piloti che nessuno quest’anno si sentiva di negargli, consegnando alla Storia il più giovane incoronamento. E lo sport miliardario, dopo il recente addio di Shumacker,  ha fame di nuovi miti.  E’ curioso notare che per gli spagnoli sostenitori del nemico Alonso, ex compagno in squadra McLaren lo scorso anno, hanno subito gridato al “trucco”.  Il sorpasso “facile” concesso a Lewis a pochi metri dal traguardo, proprio quando improvvisamente sembrava tutto perduto, potrebbe essere stata una mossa concordata tra McLaren e Toyota prima della partenza, da tenere nel cassetto ed attuare in caso di necessità. Nella girandola dei sospetti serve tenere a  mente che Trulli in griglia di partenza era proprio davanti all’inglese. I pelosi sospetti sono lanciati dal quotidiano madrileno AS, seguace inconsapevole di una battuta autorevole del nostro Andreotti, che sosteneva che a sospettare si fa peccato, ma il più delle volte ci s’azzecca.

 

    Tecnicamente è curioso osservare che proprio Trulli ha concluso l’ultimo giro con il tempo pressoché identico a quello di Glock, come se dal box avessero frenato i motori contemporaneamente, per garantire un risultato decisivo in quel concitato frangente, senza preoccuparsi se la cosa avrebbe destato sospetti, o paradossalmente contando sul fatto che una “caduta” concorde delle prestazioni potesse essere più giustificabile agli occhi della platea. Occorre ricordare che da circa un decennio l’elettronica è entrata prepotentemente nella Formula 1. All’inizio era frutto di programmi sperimentali, raccogliticci e liberi. Da quattro anni il padre padrone Bernie Ecclestone ha imposto una norma, tramite editto del principe incontrastato della Federazione Internazionale Automobilistica Max Mosley, personaggio altrettanto carismatico quanto discusso, affinché il programma fosse solo uno per tutti, avesse una blindatura che per sicurezza ne limitasse  la continua manomissione delle prestazioni in corsa dalle squadre ai box, ma che la copia originale fosse tenuta dalla Federazione. Un tempo la lotta era fatta con le armi delle guerre puniche: forza, ferro, gelosie e tradimenti. Le trame erano comunque sotterranee allo sfavillìo del Circo della Formula 1, che essendo il fiore all’occhiello di alcune case automobilistiche europee, in particolare Fiat e Renault, registrava fedeltà e sottomissioni trasversali fra tecnici e piloti di nazionalità concorrenti. Molti ricorderanno come il mitico Alain Prost, pluricampione del mondo con la Regie Renault, una volta sbarcato a Maranello riuscì con errori da neopatentato a ritardare di ben due anni la conquista del campionato del Mondo da parte di una Ferrari pur tecnicamente superiore. A volerci proprio vedere del marcio…

 

 

    La mia ossessiva curiosità teorizza che il salto dalle corse alla vita reale sia stato, per quanto celato alle coscienze, assai agile e sorprendente. Il vero problema è sempre di origine economica, ergo di controllo. Le scoperte meccaniche e i trucchi delle vetture in Formula 1 riuscivano a far incamerare troppo presto vantaggi tali da consegnare la vittoria nel Campionato con largo anticipo, facendo perdere interesse del pubblico sulle ultime gare e, cosa assai più grave, mettendo in crisi i lucrosi interessi di zio Bernie e i benefici commerciali delle Aziende Reali che si stavano affiancando a quelle che all’inizio erano solo anonime officine artigiane ad alto livello. Dal momento fatidico della rivoluzione informatica, il fattore umano che un tempo era preponderante ed insostituibile è diventato via-via sempre più comprimario per la corretta canalizzazione degli interessi delle Case Automobilistiche Mondiali, che hanno potuto rivolgersi all’Organizzazione dello Spettacolo del Wrestling più costoso e famoso sapendo di non dover affrontare, oltre ai notevoli costi della preparazione meccanica, anche gli accidenti incontrollati della Sorte. Sono così cessate le storture impreviste e le sperequazioni di immagine causate in passato dalla ingestibile prevalere delle squadre più innovative. Portando al mirabile risultato di garantire più o meno un biennio di successo di immagine e marketing ad ognuna delle grandi multinazionali dell’Auto nell’arena: Fiat, Renault, Honda, Mercedes e così presto BMW e Toyota, ognuno a seconda della quota di investimento disponibile.  Tutti contenti. Case, Gestore, e Popolino. Da quel momento la regìa è stata ottima. Attraverso il dominio politico della Fia e quello economico della Foca, l’organizzazione che comprende i costruttori delle vetture, il meccanismo si è andato sempre più oliando, consegnandoci un quinquennio di Tenzoni zeppe di coup de théatre e combattute sino all’ultima gara. In momenti del campionato ancora lontani dalla fine, lo strapotere di capacità umane o tecniche veniva saggiamente controbilanciato con inappellabili decisioni arbitrali, provvidenziali guasti meccanici o repentini contrattempi tutti imputabili a  inspiegabili malfunzionamenti elettronici, uno fra tutti l’accensione del semaforo verde che faceva ripartire Massa dai box col bocchettone del rifornimento ancora attaccato. Tale direzione sapiente ha portato a campionati equilibrati e combattuti sino all’ultimo gran premio. Quest’anno, tenere il mondo col fiato sospeso sino all’ultima curva è stato un capolavoro.

 

Il wrestling, proprio perchè truccato, é piu simile alla realtà, sacrificio coreografico inevitabile per dare in pasto al pubblico adrenalina e nutrimento.

 10 dic 08

 

°°o0§0o°°°

 

 

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