Mappa del sito   .    Blog   .   Brasile    .   Vagabondaggio   .   Foto   .   Viaggi   .   Marocco    .  Libri   .   Contatti

 

HOME

  

 

 

 

 

 

escursioni

                                                                              Marrakech Flash

Valle della Draa

Cascate di Ourikaa

 

 

 

 

 

 

 

 

Marrakech-Kasbar-Tamadot.jpg (70150 byte)

 

 

 

 

 

 

 

 

marrakech - spa.jpg (44828 byte)

 

 

 

 

 

 

 

 

marrake - riad.jpg (61240 byte)

 

 1  

Avventura a Marrakech

1.

Poiché i giudizi dipendono dai preamboli.

Poiché, come diceva Proust, il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

 

 

 

       L’arabo è un modo di essere, un modo di marcare il territorio, un modo di ottenere. Che non prevede dialettica che non sia piegata all’ottenimento del risultato, l’intelligenza non essendo che l’arte di dissimulare la furbizia. 

 

 

Quando decido di non prenotare altro che il volo aereo, ed anche questo con scarso anticipo, so bene a cosa vado incontro. Orde di venditori, instancabili figuri che arrotondano procacciando un cliente agli hotel, ai ristoranti, ai luoghi commerciali, ai tassisti che a loro volta arrotondano pilotandoti tuo malgrado verso la loro ragnatela di luoghi predestinati. Ovunque l’affamata rete  turistica pesca così. Più sottile e seducente e preparata quella dei paesi sviluppati, più rude ed invadente quella dei paesi emergenti o decisamente poveri. Il rispetto per la privacy è un concetto che esiste solo qui nel Veneto e dintorni, fino a poco tempo fa  valle dimenticata e felice nella sua abitudine a farsi i fatti propri e a lavorare a testa bassa. Tutti gli altri la testa sembrano tenerla ben in alto, ad annusale l’aria, ad avvistare “la vittima”. 

 

Sono in Marocco. Solo alcuni amici sapevano del mio arrivo, ma c’è già un comitato ad attendermi.  Cugini, zii, parenti, amici degli amici, tutti premurosi e sorridenti. Conoscendo appena superficialmente la differenza tra gentilezza orientale e gentilezza araba, uno si prepara.

    Gli occhi nuovi guardano il mondo dall’interno di una VW Jetta vecchia di almeno quindici anni, provata dalla vita nelle strade polverose e da un’assistenza meccanica puramente esistenziale.

 

    Che c’entra tutto questo dispiegamento di meccanica primordiale con l’esuberanza di disponibile ospitalità?  La mia innata curiosità non si sentirà perduta ancora per molto.  Di lì a una decina di minuti verrò istruito con indelicata gentilezza sui metodi di importare una Jetta usata dall’Italia attraverso il confine spagnolo, cambiare i connotati della vecchia vettura marocchina con la nuova e ritornare in Europa col catorcio, che verrà testé rottamato. Tutto questo per aggirare una tassa sull’importazione dell’usato che ammonta al duecento per cento del valore della vettura. Forse suggerita dai produttori europei del nuovo?  

 

    Che differenza c’è  tra le strade di Casablanca e quelle di Mestre? Le auto vanno ai luoghi per via vettoriale, osservando direzioni e diritti come un incomprensibile ostacolo. O meglio gli automobilisti portano i loro mezzi là dove intendono, insofferenti dei desideri altrettanto egoistici degli altri automobilisti. Il concetto di conducente si addice più al carretto trainato dal mulo che a quello trainato dai virtuali cavalli vapore. Un’aggressione agghiacciante di diritti reciprocamente calpestati in un campo dove vale la legge del più furbo. Un furibondo claxonare per insultare colui che ti insulta per essere entrato in sesta fila anche ad un incrocio con sole cinque macchine. Nessuno spazio per il concetto di posticipare la realizzazione del bisogno a favore di una civica convivenza. Qui, chi prima arriva detta le traiettorie. I camion scaricano nell’aria un nero di seppia degno delle migliori megalopoli del sudamerica. La polizia presidia alcuni incroci al solo scopo di racimolare mance dalle auto sovraccariche. Oppure ti ferma cento metri dopo un rudimentale controllo radar contestandoti sorridendo di aver superato il limite di ben tre kilometri allora.            

 

Nessun litigio: la prevista multa di ottantamila lire viene sempre rimpiazzata da una stretta di mano che nasconde il passaggio di un ventimila.                                                                                                                      

E io rido. Chi ha insegnato a chi l’inossidabile arte di sopravvivere?

 

 

 

- Marrakech - 2001