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viaggi  - Asia 6 Mekong

 

 

Rotta sul Mekong river, il Bel Danubio Giallo

 

contadina vietnamita con il tipico copricapo

 

 

     Non c’è un'atmosfera rilassante a Ho Chi Minh Ville (detta alla francese): il caos e l’anarchia rotolano sugli pneumatici di milioni di motorini, dissimulati dai gas dell’inquinamento. Alla fine le mascherine nascondono anche i sorrisi. I giovani volti butterati dall'aria che respirano sono il leit motiv di una rincorsa che non guarda in faccia ai ritardatari. Ecco che, svegliatomi al grido di GoorMorningVietnam! decido di darmela a gambe, proiettandomi verso l'interno asiatico gremito di misteri...

Si può attraversare il confine ed entrare in Cambodia in diversi modi. In aereo, ovviamente, oppure in autobus. L’opzione barca mi è sembrata la più avventurosa. L’autostrada d’acqua chiamata Mekong River fa lo stesso lavoro del Danubio nell’Est Europa: segna i confini e poi attraversa gli stati. Anche il Mekong unisce e separa Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam irrigando le terre con le sue acque melmose che portano pesce, colture di riso, fiori, ma anche piantagioni di papavero. I Signori della Droga governano i territori del Triangolo D’Oro, su al nord, dove la produzione di oppio è protetta da veri eserciti privati, oltreché da innominabili connivenze.

il fiume giallo

La motobarca scivola ticchettando fra alghe e acqua limacciosa, con quel colore fangoso che ti fa capire subito perché lo chiamano il Fiume Giallo. La costa ripropone all’infinito palafitte di legno, campi, alberi e acquitrini in cui si bagnano gli abitanti, che ti salutano beati. Ogni tanto ci fermiamo in qualche fazenda, a provare chessò del riso soffiato o la melassa di barbabietola: in questa avventura culinaria stringo amicizia con Vu, apprendista guida appassionato di giochi di prestigio. Combattiamo la noia inventando magie, ridendo del comportamento degli altri passeggeri, ma sperimentiamo anche caramelle al cocco e zenzero, o whisky di serpente, e te al gelsomino e miele, da prendere con moderazione, perché c'è scritto che "improving the impotence". Cioè che fa, l'aumenta?

whisky di cobra e di scorpione

La mia comprensione del vietnamita è assai labile, ma il loro inglese direi che è anche peggio. They budda (put) the rice here, then they sell in the river by bou (boat).  Il tragitto è lungo e noioso, ci vogliono sette ore per raggiungere il confine con la Cambodia. Giocoforza i momenti più interessanti li vivo a poppa con Vu; mentre gli altri scattano foto ai villaggi su palafitte, alle barche e ai bambini nudi a bagno, noi ce la spassavamo con giochi di prestigio. Quell'allegria tutta di giochi mi ricorda Alex, il mio amico carioca di Rocinha, anche lui prestigiatore autodidatta. Vu fa i suoi e io faccio i miei, anche se nessuno vuole cadere nella rete dell’altro. Alla fine il vecchio turista si sente sempre un po’ superiore coi suoi kilometri in saccoccia, ma il giovane asiatico, gentile e simpatico, sa che fa breccia con la sua faccia da bambino, l’intelligenza vivace celata dietro due sottili fessure, la smania di conoscere, la coscienza che noi siamo in qualche modo attratti dalla gioventù di un popolo come loro dall’esperienza dei conquistatori di un tempo…

 

Prima tappa è a Can Tho, dove tutte le escursioni fanno base per l’ingresso in Cambogia. Mi separo da Vu e proseguo in compagnia della mia solitudine. In serata dal mio hotel, che prevede connessione Internet a tutto fuorché Facebook, esco in cerca dei famosi locali a bordo fiume. Where is the river? River Mekong. Sorridono e fanno scena muta, ragazzi, vecchie, venditori e poliziotti. Mi pare strano che con tutto il turismo che passa di qui nessuno abbia ancora memorizzato questo nome. Devo recuperare dalla memoria il concetto di An Dao per raccapezzarmi, e finire in un ristorante cinese. An Dao e Mekong same same, dico. Vietnamiti del minchia. Tutto alla rovescia, tutto un mondo loro. Tanto qui, a febbraio, siamo ancora nel vecchio anno, come noto dai manifesti dell'evento di dopodomani.

 

Le strade sono gremite di bancarelle, vestiti, ceste, dolciumi, angurie col bollino dell'anno nuovo. Scelgo due piatti ma me ne portano solo uno. Che sia in vigore la legge dello scaccia? Ma non importa, a due euro a botta posso anche fare stravizi. È che volevo stare in dieta, ma qui non è che ci sia molto da fare la sera, oltre che sorridere, per cui mi tocca arrendermi al vizio della gola. Mi ritrovo come al mio primo viaggio in America, solo a contemplare la grandiosità del panorama. Barche, barche e ancora barche.

 

Il floating market è una delle tipiche esperienze di queste parti: famiglie che vivono fra quattro assi bagnate e vendono coltivazioni di fiori, cocchi, bonsai e ananas. Piroghe a motore con l’elica alla fine di un lungo tubo o mosse da due remi posteriori agitati come una danza, o una mistura di entrambi i sistemi, dove una sola persona usa due mani e un piede. Bambini che salutano, galli in piedi a poppa, preoccupati di controllare la direzione. Sullo sfondo palafitte in legno, strutture miste in legno e concreto ancorate sui fondali molli, colture di mangrovie commestibili recintate, barconi in secca.

 

Pausa pranzo in un ristorante su palafitta, riso e verdure bollite, brodo piccante dove galleggiano pezzetti di cose sconosciute. Arriviamo nel pomeriggio a Chau Doc per il timbro di uscita dal Vietnam, poi a Thuang Phuoc all’approdo cambogiano diamo al responsabile i passaporti e le foto per il visto di ingresso, cosa che dev’essere una farsa anche perché chi non ha le foto paga una penale ma poi le foto non le fa, gliele ricavano da quella del passaporto. Tutto condito da una sana attesa. Poi ci incamminiamo a piedi verso il border, superiamo le transenne senza che nessuno ci fermi, poi ci sediamo all’ombra di un albero, in attesa del bus che viene a prenderci da Phnom Penh, ma forse non si sono capiti bene, perché nonostante ripetute telefonate nessuno si fa vedere. E’ l’attesa, baby, l’arma della sopravvivenza!  In ultima analisi la sensazione in Vietnam è che le persone in contatto con i turisti vogliano sempre trarne profitto oltre gli accordi pattuiti...

 

gennaio - aprile 2014

 

6 - continua prossimamente su :  il fascino poderoso della Cambogia

 

qui l'inizio del reportage    Asia 1 - Istanbul

 

  Turchia - Istanbul   Vietnam - Saigon province - Ho Chi Minh City -  Mekong River
  Cambodia - Phnom Penh - Siem Reap - Angkor Temples - Prahear province   Laos - Vientiane - Luang Prabang
  Bangkok - Chiang Mai - Koh Larn - Pattaya   Malesia - Kuala Lumpur

20 - Thai Suggerimenti per Bangkok e Chiang Mai

 

 

Visitare Marrakech

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Asia 1   -   Istanbul, porta d'Oriente

  2 - Vietnam: cappelli a cono e voglia di dollari

  3 - Vietnam : sorrisi e mine anti-bambino

  4 - Indocina Mon amour e disfatte coloniali

  5 - Vietnam  :   profferte e conti della serva

  6 - Mekong  :   il Bel Danubio giallo

  7 - Cambodia : corruzione a Phnom Penh

  8 - Phnom Penh : le gioie del woterfront

  9 - Cambodia: non mi fregare, monaco!

  10 - Cambodia: pallottole benedette

  11 - Siem Reap   :    Pub Street

  12 - Laos   :    Luang Prabang

  13 - Thai   :   Chiang Mai

  14 - Thai  :  Bangkok

  15 - Thai  .  Pattaya

  16 - El Nido : Le spiagge filippine