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Le mie letture a giugno 2019  -  (21)

 

 

Sadik Al-Azm - La Tragedia del Diavolo

voto : 7 1/2

Una credenza senza conoscenza è alla base dell'oscurantismo integralista di islam come del cristianesimo conservatore e a nulla serve il tentativo di spergiurare sulla fratellanza profonda fra religione e scienza. Questa raccolta di saggi, proposta da un intellettuale libanese creativo e osteggiato quando invita il sistema a scuotersi dall'immobilità, presenta numerose analisi interne al controllo politico della religione islamica, accostate a chicche di esegesi teologica e sorprese inattese, nella lettura critica della figura ambivalente di Satana come ribelle. Il diavolo fa il male per ottemperare alla volontà di Dio, che accentra in se ogni cosa quindi anche il bene e il male stesso. Poiché Dio comanda alle sue creature ogni cosa anche in contraddizione con i suoi stessi comandamenti. Fare il male è quindi una necessità, uno stimolo e un indirizzo verso il bene, ossia verso la comprensione di noi stessi come marionette nel teatrino delle ombre. Is ha scelto di compiere gesti conformi alla volontà divina del male, in una eterodossia jihadista.
Per spiegare l'integralismo islamico occorre comprendere come, dopo la scioccante e inattesa sconfitta del 1967 contro Israele, l'ideologia religiosa sia diventata, in maniera inconsciamente o consapevole, la fondamentale arma ideologica della reazione araba contro le forze progressiste interne al mondo islamico. Anche il fallimento dell'utopia dell'Unione Araba (v. Lawrence) ha spinto molti governi ad appoggiarsi alla religione per trovare il sostegno popolare. Cosa che purtroppo ha portato a un immobilismo e addirittura a una regressione culturale.
E' curioso considerare come la critica all'integralismo islamico sia stata fatta storicamente solo da parte di intellettuali arabi di sinistra, quindi di matrice rivoluzionaria marxista ispirata all'illuminismo francese, e manca tuttora una seria critica di destra. A parte forse Magdi Allam.

 

Javier Cercas - Il Punto Cieco

voto : 7

C’è un punto cieco al centro delle cose migliori, soprattuttc degli autori importanti e dei loro romanzi. Il paradosso consente alla realtà di parlare attraverso questo silenzio, e alle domande di darsi una risposta che nella realtà non esiste. Ironico, ambiguo, sensibile e contraddittorio, l'autore de Il Punto Cieco cerca di portarci nel suo mondo fatto di ricerca critica, confronti eruditi e rimandi letterari, nei quali si specchia la sua volontà di essere assolutamente qualcosa, la realizzazione del suo sogni infantile di esserci e di raccontare, e di non essere assolutamente certi rappresentanti della letteratura altisonante.
 

 

Paolo Trapani - Viaggiare Low Cost

voto : 7 1/2 

Fare il turista o il viaggiatore è sempre stata l'antica dicotomia di chi gira intorno al mondo. Sono due stili, due scelte, due decisioni assolutamente inconciliabili. Da una parte la comodità, il costo, la brevità. Dall'altra l'adattamento, il budget, la libertà del tempo e degli spazi. In quest'ottica si pone il racconto dettagliato dell'esperienza di una coppia che si è proposta di spendere solo 10 euro al giorno.

Al centro dei suoi romanzi, osserva Javier Cercas, e di quelli che ammira, c’è sempre un punto cieco, un punto attraverso il quale, in teoria, non si vede nulla. Ma è proprio attraverso quel punto cieco che, in pratica, il romanzo vede o, potremmo dire, il silenzio parla. In questi libri (quelli che lo interessano) pulsa una domanda centrale, e l’intero romanzo consiste nella ricerca di una risposta che in realtà non esiste. O meglio, «la risposta è la ricerca stessa di una risposta, la domanda stessa, il libro stesso: una risposta essenzialmente ironica, equivoca, ambigua e contraddittoria, l’unico tipo di risposta che possa permettersi un romanzo». Il romanzo, insomma, scrive l’autore dell’ Impostore, è il genere delle domande; sta al lettore riempire i vuoti lasciati dallo scrittore con la propria sensibilità e le proprie informazioni.
 

 

Andrés Neuman - Frattura

voto : 7 

Descrittivo, interiore, elaborato. Con eufemismi e sinestesie, questo scrittore argentino trasferito in Spagna dipana una serie di pensieri e visioni che escono dalla testa del suo personaggio, sfuggito alla bomba di Hiroshima e incappato in un violento terremoto in Giappone. Per leggere uno scrittore sudamericano ci vuole abbastanza pazienza, Borges era irripetibile e a noi vien lasciato tutt'alpiù Bolano, il quale appunto si premura di osannare Neuman come uno dei futuri cardini della letteratura contemporanea.
 

 

David Diop - Fratelli d'anima

voto : 9 

Narrazione spontanea e diretta che prende alle viscere come quella di un grande bambino, narrando la nascita, la scoperta dell'amore e le virtù fisiche di corpi che continuiamo a vedere sapendo che ci sono lontani. Un dramma accettato attraverso la vicenda di un manipolo di africani andati in guerra per salvare la patria Francia (!!!). Una Francia che ha bisogno che i negri facciano i selvaggi quando le fa comodo. Che ha bisogno che siano selvaggi perché i nemici hanno paura dei loro machete. Poiché loro sono obbedienti, fanno la parte dei selvaggi, fanno a pezzi le carni nemiche storpiando decapitando e sventrando, entrando nelle trincee che sembrano le vagine di una grande terra.
Ma nel soggetto narrante, un bambinone forte e muscoloso di nome Alfa, c'è lo sciorinare del pensiero ormai libero che ricorda gli insegnamenti ancestrali, perché "finché non è morto un vero uomo non ha finito di essere creato".
Scorre negli occhi il ricordo degli animali smarriti lungo il cammino e sempre ritrovati, vivi o morti, ma mai abbandonati, il calore umido del corpo sotto i lombi della prima donna amata dove il piacere è molto meglio di quello della mano.
Attraverso rivisitazioni semplici, ci viene proposto il più grande segreto che insegna l'anziano del villaggio: Non è l'uomo a dirigere gli eventi, ma gli eventi a dirigere l'uomo.
Ci rimane impalpabile la carneficina delle guerre prodotte dalle grandi civiltà europee, dove oltre ai suoi giovani corpi l'Africa perde l'anima. Rimaniamo senza parole fra metafore e allegorie, fra le parole dignitose di una lingua che sa di luoghi aperti e di destini piccoli, fra le ripetizioni e le eco di una mente pura e acerba.
 

 

Umberto Galimberti - I Miti del nostro tempo

voto : 8 

Sono più che altro definibili culti, idolatria, ossessioni e tirannie i miti del nostro tempo, la moda, la religione, la giovinezza, la sessualità, la diversità di razza, la supremazia del maschio sulla femmina. Studiando e approfondendo le aree di pensiero da cui derivano, la natura sociale più che naturale della loro nascita culturale, ciò che più si apprende è la loro dimensione ingannevole.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mahi Binebine - Il Grande Salto

voto : 10 

In principio era la discarica. Di bambini, di uomini, di sogni, scarti di prodotti consumati al dilà del muro, nella città di Casablanca. Sidi Maoumen, baraccopoli  cresciuta a forza di lamiere e stracci, è diventata anche la fabbrica di incubi.
Da parassiti a ferventi musulmani, da nullità e martiri. La vita di sei ragazzi, una piccola colonia di mascalzoni che germoglia attorno alle montagne di pattume prese d'assalto dai cercatori di speranze. I giochi, i cibi, la corrente alternata tra la religione del calcio e le truffe ai negozi, le zuffe, la colla e gli sballi della quotidianità coraggiosa nella bidonville più povera e sventurata di Casablanca.
Ascolti le parole dolci di una madre indaffarata e subito dopo ti trovi nel caos dei souk fra urla, litigi risate e rutti, o sotto le mura in mezzo a babbucce, couscous e siero di latte, purè di fave con olio di argan e teste di montone ben arrostite. Sfide polverose e spensierata vigliaccheria, il condensato di un formicaio, le briciole di vite perdute che nutrono la miseria fra detriti abbandonati.
" Khalil il lustratore di scarpe se la cavava, non cadeva in tentazione come altri ragazzi della sua età: di rado scopava con i turisti benché gli fruttassero il guadagno di una giornata. No, non era il suo genere, o lo era solo in casi di estrema necessità.
Fouad invece aveva iniziato a sniffare colla. Più volte lo avevamo sorpreso strafatto dietro la sua bancarella, mentre lasciava che i bambini gli fregassero i dolci preparati dalla madre e dalla sorella senza reagire, senza allontanarli a colpi di pietre come avrebbe fatto normalmente. "
Dettagli di una vita a noi lontana, di cui i critici salottieri di casa nostra nulla sanno. Mobiliterebbe lo sdegno di perbenisti e moralisti, o ale di antifascisti e antirazzisti. In realtà le nostre deboli abitudini privilegiate non sopravvivono già al benessere, né alla miseria. "Festeggiammo, Khalil si era procurato un tocco di hashish di prima qualità, verdastro, quasi nero, gommosa meraviglia..."

Yashin, fan sfegatato di un famoso portiere suo omonimo, racconta la sua storia da morto, con parole tristi di vita, ricordando la promessa degli angeli che lo porteranno nel paradiso delle vergini, della giustizia, della luce e dei banchetti senza fine.

Inutile intestardirsi, è il destino che crea le occasioni. Cede spesso all'incrociare situazioni interessanti inseguendone altre, arrivando in punti inattesi assecondando le proprie pulsioni.
Inseguivo una lettura di ragazzi arabi, è così iniziato il mio salto, ascoltando il loro salto definitivo per colpa di quelli che avevano conosciuto al garage e che venivano chiamati l'emiro e i suoi compagni. Erano in quattro, provenienti dalle bidonville vicine per condurli sulla retta via. Conoscevano il Corano a memoria e le parole del profeta come se gli avessero vissuto accanto. Li facevano sentire inferiori. Abdul diceva che era sufficiente impegnarsi per essere come loro, imparare era alla portata di tutti, per riscattare con la morte un'esistenza che non era vita.
Così il pensiero aveva rimpiazzato i pugni. Le corse frenetiche, gli insulti, le stupide liti, era tutto finito. Finita la vita da scarafaggi sugli escrementi degli infedeli. Avevano espulso la rassegnazione iniettata loro nelle vene da genitori ignoranti.
Aggrapparsi alla morte e volare con lei, attraversare i sette cieli e rinascere altrove, lontano , il più lontano possibile da Sidi Moumen e le sue lamiere ondulate, il suo marciume e la sua gentaglia.
Ma gli angeli stanno ancora aspettando.

 

 

Steinbeck - Nomadi

voto : 7 

Trattasi di una raccolta di articoli e osservazioni e denunce che l'autore americano fece sulla situazione degli immigrati e i lavoratori del settore agricolo, portando l'attenzione degli abitanti della California su un fattore di dignità che lui considerava impresceìindibile.

 

 

Angelo Lungoni - L'amore migliora la vita

voto : 8 

I figli maschi di due famiglie diversissime si mettono insieme e questo scompiglia le aspettative dei genitori, che tirano fuori il peggio, così come gli amici dei ragazzi. L'approccio narrativo, una  presentazione esterna che tutto vede e tutto commenta, all'inizio lascia un po' infastiditi. Poi ci si abitua a lasciare che la narrazione svolga il suo lavoro, che è quello di andare da una parte all'altra a spiare ed ascoltare i discorsi dei genitori e dei figli, dell'ex fidanzata e degli amici. Ciò che all'inizio pesava inizia a prendere lentamente il suo posto nel panorama delle vicende, che sono chiare sin dall'inizio, ma che riservano qualche sorpresa che alla fine appare persino intrigante. Ogni tanto un commento sociologico o esistenziale ci insegna o redarguisce come una saggia bacchettata sulle dita, ma ormai hai già deciso che vuoi andare fino in fondo, per vedere la luce dentro quel tunnel di recriminazioni, luoghi comuni e sentimentalismo che ti caria più di un dolcetto arabo. Però vabbé, ci sta.

 

Hemingway - Racconti

voto : 8 

Più che per le vicende, ho scelto questa lettura per investigare sulle regole di scrittura di uno dei più acclamati scrittori del novecento. Ho apprezzato le descrizioni vivide che escono da "Una domanda semplice", da cui molti critici ravvidero una qualche propensione di Hemingway per l'omosessualità, e "La notte prima del a battaglia", da cui traspare una delle forme di elusione della trama più evidenti, strategia alla quale l'autore si atteneva spesso, per dar modo al lettore di immaginare cosa sarebbe accaduto, o forse per non descrivere ciò che il lettore ha già capito che accadrà. E questo mi pare comunque una pregevole forma di suggerimento.

 

H.P.Lovecraft - I ratti nei muri

voto : 7 

Demoni, riti satanici e follia in uno dei racconti di orrore fantascientifico del maestro del novecento inglese.

 

 

Alan Hollinghurst - Il Figlio Dello Sconosciuto

voto : 8 1/2 

Inizia con Cecil e George che rincasano attesi dalla sorella, in una magione di campagna dell'Inghilterra degli inizi del 1900, con gli echi della guerra con la Germania in arrivo. L'ambiente scuro della casa, il parco ampio, il rapporto fra gli abitanti della casa, la famiglia, le visite, i primi amori, l'inquietudine di calare qualcosa che all'epoca, nell'Inghilterra Vittoriana, era ancora un peccato indicibile. Hollinghurst mette al fuoco parecchio materiale, le era passano, il mito dei poeta morto in guerra regge, la modernità inizia a vedere con meno moralismo bacchettone i peccati così frequenti fra i maschi di Cambridge ed Oxford. Sembra di notare lo spirito che farà nascere, molto più tardi, il romanzo Chiamami col Tuo Nome, che rimane comunque una cartolina al confronto di questa opera enorme ed erudita, piena di dialoghi che descrivono al di là di ogni cosa un'epoca e soprattutto uno stile di essere inglesi.

 

Cat Chaser - Elmore Leonard

voto : 8 1/2 

Thriller notevole, ambientato tra le velate spiagge di una Florida invernale e le assolate piscine della Repubblica Dominicana in cerca di una "gatta" che gli era sfuggita al tempo in cui il personaggio principale era un provetto cecchino dell'esercito. Affatto scontati i risultati delle pennellate di Elmore, in un thriller dai personaggi emblematici che non lasciano mai indifferenti. Stile e paradosso che rasentano la genialità, con il racconto che si dipana con una freschezza che ci fa sentire "vicini" e partecipi. Un risultato di rara bellezza che porta ai vertici del tripudio i lettori di genere noire, cosa che non ci deve sorprendere, visto che questo autore ha saputo rapire registi del calibro di Tarantino.

 

Greg Iles - Il pianto dell'angelo

voto : 8 

Thriller di buonissima fattura, tale da lasciare in bocca il gusto di una serie di letture dello stesso autore che verranno. La ricerca di un omicida alternativo a quello di un medico amico, perché non è possibile che sia stato lui a commettere quell'omicidio barbaro della ragazza diciassettenne, pur dopo aver ammesso di avere avuto con lei una relazione. Ragazzi esuberanti del college, spaccio, feste da sballo, e altri omicidi a complicare la scena...

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Ian Manook - Mato Grosso

voto : 7 1/2 

La trappola velenosa della foresta e della natura lussureggiante, della vita spassionata e allegra di Rio de Janeiro, , declinata attraverso la riproposta di eventi passati, una vendetta preparata con cura, affrontata dalla parte sbagliata della memoria.

 

Terry Hayes - Pilgrim

voto : 7 1/2 

Thriller americano del post 11 settembre, con l'inevitabile attacco terroristico in suolo americano, lotta senza quartiere, personaggi arabi a bizzeffe, armi pericolose come non se ne erano ancora viste. Nonostante il canovaccio sia quello che tutti ci possiamo aspettare, le scene sono proposte con brio e precisione. Non manca neppure un decente approfondimento introspettivo dei personaggi.

 

Frederick Forsyth - L'Afghano

voto : 8 

Forsyth si è distinto particolarmente per i romanzi di spionaggio seguiti alla seconda guerra mondiale, la ricerca degli assassini SS da parte degli ebrei e cose conseguenti. In questo lavoro si produce in un'abile dissimulazione, inviando un americano fra le fila degli arabi. E' comunque l'occasione per descrivere in lungo e in largo le vicende che hanno condotto la superpotenza americana a fronteggiare i problemi di Afghanistan e mondi arabi.

 

Sylar Gilmore - Finché non mi vedrai volare

voto : 7 1/2 

Racconto sulla vita adolescenziale di un ragazzo gay italiano, con le sue pulsioni trasgressive, i rapporti difficili con la famiglia, gli sguardi agli amici, il tirare avanti semiserio. Esplicito con una punta di sentimento, nemmeno provocatorio nella sua crudezza, a riprova che il buon esercizio di scrittura proviene da lontano. Dà l'impressione che dietro il narrare del giovane milanese che racconta la quotidiana lotta per la sopravvivenza erotica ci sia un vero scrittore. Non appaiono infatti né gli strafalcioni né le ingenuità del narratore improvvisato, e il tutto lascia la piacevole sensazione che la spontaneità sia stata pilotata con leggerezza, proprio per non deludere la narrazione in presa diretta.

 

Jeffery Deaver - Nero a Manhattan

voto : 8  

Personaggio principale una ragazza che lavora in una videoteca, alla ricerca del motivo per la morte di un anziano cliente che noleggiava sempre lo stesso film di un antico furto, la trama dimostra buona verve, quasi cinematografica. Thriller ben scritto, anche se denota la sua età un po' datata, consente di annoverare Deaver fra gli scrittori da inserire nella lista dei preferiti.

 

Ronen Bergman - Uccidi per primo

voto : 8  

Interessante per la visuale che concede dietro la pesante cortina di divieti. Il racconto delle strategie messe in atto dalle maggiori agenzie spionistiche israeliane, dai servizi segreti espliciti o meno, destinati ad eliminare nemici giurati e pericoli incombenti, prima che questi si esplicitino in una inarrestabile aggressione. L'occasione per una scorsa ai segreti più ben costruiti di una delle agenzie più mitizzate e segrete del nostro tempo moderno, nonché una fonte utile per valutare  la situazione morale e politica della nostra storia più recente.

 

Piergiorgio Paterlini - Bambinate

voto : 6 1/2  

In una specie di racconto a rincorsa, a flashback, il soggetto narrante inizia a caricare le immagini di un'infanzia di campagna, tra la chiesa e la collinetta fra i campi, la scuola e i giochi tra amici che a volte diventano sadici e crudeli, intestardendosi a cercare sempre la stessa vittima. Non è un filmato ma piuttosto una serie di foto da smartphone, che porta progressivamente verso il finale inevitabile anche se non scontato. Forse un modo per spostare la colpa in quello di loro che era il più feroce, il capetto che ha finito per dimostrare tutta la sua vulnerabilità

 

 

 

Recensioni senza riverenze

Cosa leggere? Nessuno può dirlo. Se sia migliore l'Idiota di Dostoiewskj o il Centenario di Jonasson può deciderlo solo il lettore. Ognuno davanti a una storia e uno stile deve risolvere la questione da solo. Ammettere una autorità nella nostra biblioteca con il suo egocentrismo alimentato da boriose partecipazioni ai talk show, e lasciare che ci dica come leggere, cosa leggere e che valore dare a ciò che leggiamo vuol dire distruggere lo spirito di libertà che è il soffio vitale di quel momento sacro. In qualsiasi altro momento siamo costretti da leggi e convenzioni, ma qui non ne abbiamo.  Ma dobbiamo anche controllarci. Non dobbiamo dilapidare le forze in modo disperato e rozzo, allagando la casa per dare l'acqua a un cespuglio di rose.  Solo se accettiamo di essere intimamente onesti, potremo evitare di pretendere che una storia confermi i pregiudizi che abbiamo già. L'esperienza migliore in una lettura proviene dai nuovi spazi che ci apre.  Leggere è un processo molto più lungo e complicato del vedere, ma per questo consente di accompagnare più in profondità.  E in sé contiene già il privilegio di essere scopo.

(parafrasando Virginia Woolf)

 

 

 

in coda di lettura    

 

 

L'isola dei naufraghi - Natsuo Kirino

Promettimi che sarai libero - Jorge Molist

Un Mondo battuto dal vento - Jack Kerouac

La biblioteca segreta di Timbuctù - Joshua Hammer

Arabia Deserta - Charles M:Doughty

Meridiano di Sangue - Cormac McCarthy

Kendo - Takuan Soho

 

 

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Storie narrate;

  - Sotto protezione di Zé Pilintra, storie di religione e macumba

  - Serata danzante alla Feira do Paraiba

  - Se in favela piovono paracadutisti

  - La coperta birichina, trasgressione in autobus

  - Abitudini del gusto, il bandito che si fece prendere per la gola

  - La carne fresca, minorenni alla caccia del gringo

  - Uomo in mare, perdersi fra le onde del Nordeste

  - Fuga verso la libertà, nascere viado nei sobborghi brasiliani

  - L’arte del raggiro, turisti a caccia di gnocca tornano col bernoccolo

  - “Vale Tudo”, a Carnevale, pazzie e libertà senza rete

  - L’orologiaio, storia di una adozione complicata

 - Rivendicazioni con stupro, non è tutto oro ciò è indio

 - Pelle a vista, tatuaggi come vestiti

 - Il pau-brasil non si estinguerà mai, quando anche le donne fanno turismo sessuale

 - Film di strada, arrangiarsi senza padre

 - Solo di rado, il mondo grigio intorno alle azioni umanitarie

 - I confini del regno, invito a cena con pistola

 - Chi lavora, il ciel l’aiuta, sopravvivere con simpatia

 - Universo parallelo, le favelas di Salvador de Bahia

 - Colpevole innocenza, assalto di strada e cultura dell'approfittare

 

Dopo Paraiso do Pecado, ecco il secondo appuntamento letterario di Barkus, nomignolo sotto il quale si cela un ex imprenditore del nordest italiano, che ha lasciato i suoi obblighi responsabili e pacifici per dedicarsi alla rincorsa di un mondo non facile, devastato da miserie e fame rapace. Avventure e personaggi a sud del mondo, in una raccolta di racconti già usciti sulla testata online musibrasil.net che descrivono i colori della strada al dilà dei facili luoghi comuni della retorica del turismo di massa.      

(vedi qui)

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Lo scrittore, come artista e come creativo, ha il diritto e il dovere di essere presente nella realtà con il suo punto di vista, di esporlo e di imporlo senza compromessi.

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