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cronache di vagabondaggio interiore

 

Interviste, Invasioni e Urla

 

 Aspetti dell'esprimersi, problematiche e vie, rovelli e uso degli strumenti della scelta, furbizie e percezione sincera, notandone la collocazione, la dissimulazione, il versamento di pizzichi di decisione colpevole o cosciente. L'influenza dei sensi, il peso dei timori, la blandizie dell'avidità, il confine dell'ignoranza, le pastoie delle scuse, i chiaroscuri delle speranze. Tutto da dentro un corpo. Come dare le colpe, come giudicare se non attraverso i morsi delle proprie cadute? I figli della polvere e della ruggine accumulata nel proprio cieco percorso? E' una meraviglia questo pasticcio di singhiozzi e di risa.

 

ago 2010

 

 

Da ragazzo amavo scrivere, mi è sempre piaciuto. Costruivo racconti complessi, palazzi immaginari che sfidavano le leggi dell’edilizia letteraria. Poi ho abbandonato il cannochiale della fantasia, bruciando la distanza fra ciò che vedo e ciò che inseguo, pretendendomi reale.

Oggi annaspo fra immagini infinite, amandone troppe, abbandonando dietro di me storie che pesano come valigie d’altri, impicci e zavorre, intralci al dire.

 Non so cosa sia, solo che la memoria corre avanti e vorrebbe dire tutto. Nonostante l’amara evidenza: osservando, verso le parole ad una ad una, incessanti, come gocce di sangue sottratte al mio stesso corpo.

luglio 2011

 

 

Qi quotidianoitalia

Prostituzione primo wrestling,

Escort maschili e femminili, trans e gigolò

sono i prodotti esposti al supermercato...

 

 

max spuma 124.jpg (68746 byte)

Apri, ferma e vai...

Competere con la storia , con la gente, con il richiamo... Vesti le catene e riponi la chiave dove non sai. Amici sempre, soddisfazioni mai a sufficienza per pagare il debito sulle vene rosse della strada. Il pensiero è uno sguardo mancino, il tempo un vagabondo volontario. Io non mi fermo...

 

 

mare 33.jpg (258008 byte)

Il Mio Credo

La fiducia e la scavo dietro la maschera, affari che risucchiano la mia curiosità non si possono chiamare fede, né certezza. Le posso però percepire e saprei dire cosa non vi è allineato.

Credo che la vita abbia nonostante tutto un senso, così come il nostro ruolo sulla terra ci chiami ad un esame di coscienza personale. Non è una corsa di tutti contro tutti, non reputo importante perseguire un successo o una fama che siano genericamente riconducibili ad un generico meglio. L'esistenza mette alla prova le nostre abilità, limiti e meriti, mandando anche segnali di interesse o delusione che dovrebbero farci capire verso che cosa siamo più portati, le attività promettenti, le sfide da accettare.

 

 

 

 

desert 2.jpg (17815 byte)

Tu eviti il conflitto mi diceva il Jag dalla tv.  Ah, perché lo sport di squadra mi avrebbe insegnato ad accettarlo, se l’avessi fatto da piccolo.

Un motivo per essere vivo, frizzante, per curarmi nell’abbigliamento e nell’aspetto, sebbene la sicurezza io l’abbia trovata nel non preoccuparmi del mio aspetto esteriore.  Però un po’ di immagine serve, di decoro, di impatto.  Così mi presenterò come se andassi a Roncegno.  Ho riesumato il completo estivo con la camicia blu...

 

Max e Randone RRR.jpg (28742 byte)

Giornalisti


Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

 

Giorgio Gaber

"Tra una tazzina di tè e l'altra ho ricevuto una tale quantità di affetto da sfamare un riformatorio. Alla qualità non ci bada nessuno.
Sarebbe troppo difficile! Certo, bisognerebbe togliere il mestiere da ogni gesto.... Allora uno si fermerebbe con la mano a metà. Non è mica facile essere capaci di fare una carezza.
Spudorati, stonati, tremendi, finti come tutta la loro vita. Non erano cattivi. Non ho mai conosciuto una persona cattiva. L'unica cattiveria è la stupidità.
"C'è rimasto male, c'è rimasto male, poverino!"
Una civiltà che dice a un bambino "c'è rimasto male" meriterebbe di essere rasa al suolo..."  
                                                                            

 

 


“L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti” (Einaudi)


“Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
(Berlinguer)

 


L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque dovrebbe poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi  non  hanno bisogno di una tessera, il loro unico punto di riferimento è il lettore.
Si è firmato un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero Stato. Il primo punto richiede l’abrogazione della legge 66/1963, perché l’accesso alla professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici e corporativi di sorta.

Purtroppo dietro l'impalcatura retorica della deontologia si celano altri interessi.

Resta qualche fiammella celata ai più. La condizione di curiosi liberi, liberi raccontatori, liberi pensatori.

 

 

Con il reportage di Max dalla più grande favela di Rio de Janeiro continua l'iniziativa Cronisti per Caso, lo spazio dedicato alle cronache dal mondo.

 

              

              

 

 

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Una Risata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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