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1. Wrestling

 

E' la mia teoria più antica, figlia legittima del senso di smarrimento infantile e del sospetto giovanile. Una regia perfetta, sublime. Ognuno di noi è portato a pensare, grazie ad una forma di educazione culturale letterarie romantica e per un certo verso retorica, che la colpa sia come un orco che dilania a morsi la vittima. Forse occorre mutare la visione verso una direzione meno casuale. O semplicemente ampliare il panorama.

 

Già dall'epoca di Prost in Ferrari, mi pareva strano che ogni volta che c'era un francese di mezzo, la Ferrari avesse dei problemi ad essere al 100%. Dopo un po' la Renault fece il suo ingresso ufficiale in Formula 1, Prost saltò a piè pari nel team francese, anche pagando una penale più di andare con il tema che rappresentava la patria. E fu tutto chiaro. Da allora...

 

Potete leggere l'ultima news letter di questa saga senza fine:

 

A due giri dal termine del Gp del Brasile non credevo ai miei occhi! Vettel togliendo ad Hamilton la quinta posizione vanificava tutta la mia decennale teoria sul WRESTLING e la pianificazione a tavolino della Formula 1 recitata in pista.

 

    Ma ecco che a due curve dalla bandiera a scacchi ...

 

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 segue - 5

 

 

 

 

2. Giudizio finale

 

Ognuno di noi è un frutto o un fiore, esattamente come vediamo in Natura. Non ha senso rendersi la vita infelice tentando di uniformarsi a un fiore bello considerato puro e perfetto. Credo che alla fine saremo messi di fronte ad uno Specchio dove vedremo senza inganni quale tipo di Frutto siamo, e allora il nostro premio o la nostra punizione sarà che diremo: "Ahh...!"

 

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segue - 4

 

 

3. Scopo

 

Credo che l'esistenza di ognuno abbia uno scopo, che travalica il nostro egoismo e le nostre piccole pretese.

 

Migliorare lo status sociale è un bene sociale, appunto, che non è necessariamente legato al Piano di Sviluppo diciamo così Cosmico. Non parlo di religiosità o di profumi orientaleggianti.

La cosa mi appare un po' come ciò che accade nonostante la nostra volontà.

 

Un bosco che brucia crea disagio agli abitanti e ai turisti, provoca disastri alle abitazioni e fors'anche morti. Ma al sottobosco fa bene, cosicché le piante ricresceranno più rigogliose. La natura se ne frega di quello che fa comodo a noi. E a noi nessuno insegna a scivolare al ritmo del fiume che ci contiene.

 

Per lo stesso motivo è difficile dare soddisfazione al contributo di ognuno obbligandolo a sottostare a determinate leggi di sviluppo educativo. La preparazione dovrebbe essere fatta per aiutare l'individuo a comprendere e accettare il concetto di rispetto, per padroneggiare gli strumenti di comprensione, più che quelli di ripetizione conforme.

 

Non fasciamoci la testa se non passeremo alla storia per aver eretto la Torre Eiffel. Chissà. Alla fine, lo scopo di qualcuno potrebbe anche solo essere quello di lasciare delle impronte sulla sabbia, a beneficio del prossimo che passa.

 

 

 

4. Potenti

 

Le teorie sull'allunaggio girano da sempre. Si sospetta che gli Usa, spaventati dallo schiaffo subìto dall'URSS che mandò per prima un uomo nello spazio, Yuri Gagarin, con la Soyuz, coinvolgessero la totalità delle proprie strutture allo scopo di dare una risposta adeguata alla propria immagine mondiale. Non a caso, questa sembra essere una delle tipiche gestioni dell'immagine alle quali l'epoca moderna ci ha abituati. Roswell e gli Ufo, gli scienziati tedeschi e la Bomba, Saddam e Bin Laden, il volo Itavia nel Mediterraneo, l'11 settembre. Tutto in funzione della gestione del problema futuro, una grande paura diffusa nell'opinione pubblica, allo scopo di ottenere mani libere per la realizzazione di progetti dichiarati "utili" ma inconfessabili. L'esplosione delle bolle blu della finanza tecnologica nel 2000, a guadagnarci furono sempre le banche, mentre a perderci fu in larga parte la finanza degli emirati arabi, che vi avevano investito i profitti di decenni di petrolio.

Ricordando come similmente fu gestita la preoccupante scalata giapponese ai grattacieli e all'economia USA, con il crollo del mercati immobiliare nipponico e il ritorno delle aziende Usa nelle mani degli antichi proprietari, potrebbe non sembrare illogico che con lungimirante freddezza anche l'attuale crisi globale avesse un unico obiettivo. La Cina era già indicata nel report della Cia redatto nel 2000, come il pericolo del nuovo millennio, il dominatore del futuro: se qualcosa non fosse intervenuto a mutare drasticamente il corso degli eventi, gli Stati Uniti sarebbero stati definitivamente scalzati dal loro piedestallo. Ma non ci si poteva comportare con il il Grande Dragone al pari di una qualsiasi repubblica delle banane: una guerra era esclusa. Ecco che, con questa crisi economica globale, sacrificando pedine importanti, a perderci è stata proprio la Cina che, con nessuno più in grado di comprare i suoi prodotti dal prezzo aggressivo, ha dovuto pigiare violentemente sul freno, e rimandare a tempo indeterminato i propri sogni di predominio. Una boccata d'aria per i vecchi leader. Che cosa staranno rimuginando attualmente...?

 

 

5. Potere Primitivo

 

C'è sempre e solo una dualità che si scontra per il dominio su tutto il resto. Non c'è mai un lungo elenco.

In Italia sono stati sin dall'inizio della storia le classi contrapposte. Alla nascita dei partiti, questo ha creato i fronti opposti. Dal dopoguerra la corsa degli emarginati opposti agli altri, i detentori dei privilegi, scivolando via via fino ai giorni nostri, dove le posizioni sono irrimediabilmente confuse.

Gli occasionali comprimari non sono stati mai nulla più che pulci sul dorso del bufalo, approfittando degli avanzi. Tutti concordi nell'evocare una crescita per poi accapigliarsi nella spartizione dei proventi. Mentre a nessuno sembrava mai balenare l'idea di un diverso concetto di esistenza.

Per afferrare la sfuggente Barra del Potere si è arringato il popolino votante con paroloni altisonanti quanto indeterminati: Dio, Patria, Libertà, sfumati con belletti estetici quali Dignità, Orgoglio, Avvenire, scivolando poi su cerotti come Democrazia, Resistenza, Solidarietà, Pace, Dignità etc., usati come grimaldelli per aprire la cassaforte delle coscienze, esorcismi contro il carattere, slogan coesivi, trombe assordanti per abbattere le mura della ragione.

Il Benessere offerto dai conservatori è stato pagato con l'indebitamento immorale.

La risposta della parte avversa ricercava legittimazione estetica, attraverso prestidigitazioni semantiche evocate dal palcoscenico della sovranità oligarchica allo scopo di piegare il pubblico alla macchina da guerra contro gli avversari di turno, che in realtà vengono additati come nemici. Un miraggio del rovesciamento atteso attraverso una immagine mitica: quella della Rivoluzione. Francese, Bolscevica, Antifranchista, la cui perpetua rappresentazione si aizza nelle Piazze riempite di volta in volta da Lavoratori Donne Studenti Pacifisti Ambientalisti e domani Immigrati. Dopo innumerevoli stagioni, la strategia di questo Potere Primitivo si alimenta di Controllo di Gestione scambiato per Stabilità, assalito da aggressività e odio chiamati Pace o Indignazione. Come sempre il Potere Primitivo si alimenta di azioni forti. Versata la benzina, si spera nel cerino.

La politica italiana è un classico esempio della dualità del Potere Primitivo, in guerra per la supremazia, per il dominio delle spoglie, quindi non aspettiamoci una logica equilibrata.

 

 

6. Daja-vu

 

La gente ama parlare di vite precedenti, ma noi non ne abbiamo prove certe.

Un po' meno enfaticamente, analizzando la poca qualità storica delle scene "rivissute" nelle classiche esperienze di percezione classificate come Daja-vu, o "scene riviste", la mia posizione è la seguente. La memoria viene archiviata attraverso i sensi, i quali inviano un'informazione al cervello, che cataloga i dati in "Cassettiere" legate al senso determinato. Maggiore incrocio di sensi prelude a una memoria più vivida e facilmente estraibile, come già è stato provato. Io mi immagino una memoria che per qualche "loop" meccanico viene archiviata dal cervello attraverso due percorsi, il primo evidentemente visivo, il secondo in qualche modo più tortuoso, forse a causa di una emozione o di un pensiero che la rallenta. La percezione visiva, rapidissima, giunge al cervello prima di quella "frenata". Si ha così la strana sensazione di avere come "due visioni" della stessa scena, la seconda delle quali appare già nota, e produce il dubbio di averla già "vissuta" precedentemente. Certo, magari solo un milionesimo di secondo prima.

 

 

 

 

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