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Personalità difficile

In una città dalla grossa personalità come Rio, accade di sentirsi spesso pervasi da una ansia sottile, una bruma perenne che nasce dall’ampiezza delle possibilità di divertirsi.  Quando si pensa a cosa sta accadendo là intorno ci si sente scivolare il tempo fra le dita dei piedi, come la sabbia dell’ennesima spiaggia.  Un atto usuale e banale come andare a prendere il sole,tipico rituale quotidiano, dà già adito a discussioni. Andiamo a Flamenco qui davanti? O facciamo un salto a Copacabana? E in questo caso in bus,  in bici, in rollerblades?  Feste popolari circondate da tendopoli fumanti di salsicce e pannocchie bollite, show sportivi, balli proibiti, nuovi bar tedeschi e ristoranti peruviani, inaugurazioni di shopping center, liquidazioni di costumi bermuda e magliette, rave con bala inclusa, programmi beverecci di strada ed eventi musicali di magazzino. C’è il pericolo di rimanere schiacciati da tante possibilità, mentre le belle cose da fare, tantissime, esigono un esame di coscienza e soprattutto una scelta.

                                                                            

 

 

 

Una bella esperienza di vita

 

 Aspetti dell'esprimersi, problematiche e vie, rovelli e uso degli strumenti della scelta, furbizie e percezione sincera, notandone la collocazione, la dissimulazione, il versamento di pizzichi di decisione colpevole o cosciente. L'influenza dei sensi, il peso dei timori, la blandizie dell'avidità, il confine dell'ignoranza, le pastoie delle scuse, i chiaroscuri delle speranze. Tutto da dentro un corpo. Come dare le colpe, come giudicare se non attraverso i morsi delle proprie cadute? I figli della polvere e della ruggine accumulata nel proprio cieco percorso? E' una meraviglia questo pasticcio di singhiozzi e di risa.

 

Apri, ferma e vai...

Competere con la storia , con la gente, con il richiamo... Vesti le catene e riponi la chiave dove non sai. Amici sempre, soddisfazioni mai a sufficienza per pagare il debito sulle vene rosse della strada. Il pensiero è uno sguardo mancino, il tempo un vagabondo volontario. Io non mi fermo...

 

 

Tu eviti il conflitto mi diceva il Jag dalla tv.  Ah, perché lo sport di squadra mi avrebbe insegnato ad accettarlo, se l’avessi fatto da piccolo.

Un motivo per essere vivo, frizzante, per curarmi nell’abbigliamento e nell’aspetto, sebbene la sicurezza io l’abbia trovata nel non preoccuparmi del mio aspetto esteriore.  Però un po’ di immagine serve, di decoro, di impatto.  Così mi presenterò come se andassi a Roncegno.  Ho riesumato il completo estivo con la camicia blu...

 

Il Mio Credo

La fiducia e la scavo dietro la maschera, affari che risucchiano la mia curiosità non si possono chiamare fede, né certezza. Le posso però percepire e saprei dire cosa non vi è allineato.

Credo che la vita abbia nonostante tutto un senso, così come il nostro ruolo sulla terra ci chiami ad un esame di coscienza personale. Non è una corsa di tutti contro tutti, non reputo importante perseguire un successo o una fama che siano genericamente riconducibili ad un generico meglio. L'esistenza mette alla prova le nostre abilità, limiti e meriti, mandando anche segnali di interesse o delusione che dovrebbero farci capire verso che cosa siamo più portati, le attività promettenti, le sfide da accettare.

 

 

Giornalisti


Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

 


“L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti” (Einaudi)


“Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
(Berlinguer)

 


L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque dovrebbe poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi  non  hanno bisogno di una tessera, il loro unico punto di riferimento è il lettore.
Si è firmato un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero Stato. Il primo punto richiede l’abrogazione della legge 66/1963, perché l’accesso alla professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici e corporativi di sorta.

Purtroppo dietro l'impalcatura retorica della deontologia si celano altri interessi.

Resta qualche fiammella celata ai più. La condizione di liberi pensatori.

 

Qi quotidianoitalia

Prostituzione primo wrestling,

Escort maschili e femminili, trans e gigolò

sono i prodotti esposti al supermercato...

 

 

"Tra una tazzina di tè e l'altra ho ricevuto una tale quantità di affetto da sfamare un riformatorio. Alla qualità non ci bada nessuno.
Sarebbe troppo difficile! Certo, bisognerebbe togliere il mestiere da ogni gesto.... Allora uno si fermerebbe con la mano a metà. Non è mica facile essere capaci di fare una carezza.
Spudorati, stonati, tremendi, finti come tutta la loro vita. Non erano cattivi. Non ho mai conosciuto una persona cattiva. L'unica cattiveria è la stupidità.
"C'è rimasto male, c'è rimasto male, poverino!"
Una civiltà che dice a un bambino "c'è rimasto male" meriterebbe di essere rasa al suolo..."  

                                                                                  Giorgio Gaber

 

 

Con il reportage di Max dalla più grande favela di Rio de Janeiro continua l'iniziativa Cronisti per Caso, lo spazio dedicato alle cronache dal mondo.

 

 

Art of Hustling

At this point in my life, I think I could write some safety steps based on personal experiences.
I can thankfully say that I do not consider most of the people I have met in Brasil being bandit or garotos as hustlers. But, there have been a few encounters and subsequent episodes that fit the bill.
It's amazing how hustlers in other international cities as Rome, San Francisco, Marrakech and Madrid behave exactly as those in Rio, though they seem to be worlds apart.
Many of normal travelers have never experienced the art of hustling.    And, I call it an art because it is truly a expert game of mental chess, i.e. pawn sometimes takes sly or timid trourists. 

Arrivati a questo punto, credo di poter scrivere alcuni passi sulla sicurezza basate su esperienze personali.
Posso dire che per fortuna non ritengo la maggior parte delle persone che ho incontrato in Brasile dei banditi  o che i  garotos e le garotas conosciuti siano tutti dei pusher. Ma, ci sono stati alcuni incontri ed episodi successivi che danno la dimensione del problema.
E 'sorprendente come prostitute in altre città internazionali come Roma, San Francisco, Madrid, Marrakech si comportano esattamente come quelle di Rio, anche se sembrano essere due mondi a parte.
Molti dei viaggiatori normali non hanno mai sperimentato l'arte di fregare. E io la chiamo un'arte, perché è davvero un gioco esperto di scacchi mentale, vale a dire che  turisti furbi o timidi vengono spesso mangiati come un pedoni della scacchiera dopo la preparazione di un'abile mossa.

 

su NYTravel Brazil

Hustlers


I do love a mental challenge, and there are, of course, different  chess plays one might encounter.
Hustlers love the classic chess move of "bait and switch".  It's in all their play books, but to get them off their script, all you have to do is move your knight to the appropriate possition and sit with your arms crossed and say "No".  It does take some patience to play the game though.
Don't expect that the person you're playing has any sense of honesty about the situation, to him it's a game that he'll later brag about to his friends.  I call it recreating the truth... and the more times they repeat their version of the truth, the more they think you're likely to believe it.
 

Budging at all is the opportunity that they're looking for, and may cause them to raise the stakes even higher.
My first night on my last trip, I encountered someone that I thought I trusted, who woke up the next morning demanding more money or he was going to call his relative in the police department.  OR I would never ever set foot in Brazil again.  First it was R$200 that she wanted, then R$300, then R$500, and this is after I had given her the agreed upon amount.
OK, boys and girls, Go ahead and make that call.
Check mate, and she lost!

My point of the story is, never let the art of hustling affect your enjoyment of you travel, and in the rare event you do encounter a hustler, remember it's just a mental game of chess, with usually no reality associated.

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TAXIDRIVER

I arrived in Rio that morning and immediately encountered the game as soon as I left customs.
I arrived on a different side of the terminal than usual.  I was bumped from my intial flight and missed my airport transfer so I decided to play along and see what was the worse I could encounter for the benefit of our first time travelers.
I bypassed the currency exchange window after asking what was the best exchange rate they could offer me for US dollars.  1.90 Reals to the Euro.  Nope. I bypassed the girls sitting at the taxi counter waving at me to get my attention.  I had already heard they were charging R$80 for a trip to my hotel.  Sorry gals, you don't do anything for me.

I didn't even make it outside the airport when a nice looking black gentleman befriended me as I went outside.  Normally, there are lots of taxis outside, but this morning there were surprising few.
He asked if I had Brazilian currency.  I said no, but I had 40 Euros.  That would have been more than a reaonable price to pay according to various advices.  But, he had a worried look on his face and I could somewhat understand that NO ONE wants Euros anymore. 

I asked him if he knew where an ATM machine was, and he said yes, and he'd show me where it was.  So, he began the hustling game by winning my trust, helping me with my luggage, and taking the time to go to the 3rd floor of the terminal I was at, to the Banco do Brasil ATM machine.  I withdrew R$500 and felt like I had at least accomplished one of my goals upon arrival.
Along the way, I asked if he was a motorista and if he had an identification card.  Unfortunately, I didn't specifically ask if HE was going to be MY driver.  OK, chalk one up for him.
Once we got back downstairs to where the taxis were parked, he rolled my luggage up to his friend's taxi and before I could utter a word, all of my luggage was locked inside.  I WAS able to check to make sure the driver was in one of those yellow cabs with the blue stripes down the side and he had an identification card posted up front.
At this point, the hustler feels he has the upper hand.  He believes he's won over your trust and confidence, and all of your belongings for your trip are mentality held captive inside his friend's taxi.
So, he pulls out a well worn sheet that supposedly lists taxi prices to various hotels in Rio and Copacabana.  Hey, it's in writing, it must be legitimate.

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So, he goes down the list and points to a price of R$175.  OK, the game's over for me.  I raise my voice and say take my luggage out immediately, that's no where near the going rate, and I want the taximetro turned on.  He says no that doesn't apply and when I do mention a reasonable rate, he says OK, is that for me?  I said NO, I will pay the driver.  He then says, "OK, let's negotiate".  Negotiate what????
I jump in the taxi, gave him a few bucks for helping me to the ATM machine, and he departed with a sour look on his face.
But, that is a classic example of hustling: (1.) endure your trust, (2) bait and switch, (3.) make you feel that the hustler has the upper hand, and in most cases by reinventing the truth, and (4.) finally try to cash in.

Plain and simple, that's how it works.  But, for my continous encounter in Brazil, it didn't work for him... since, I'm a pretty good chess player myself.

 

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 AGENCY

During the  last three months of my stay I was horribly hustled by my apartment agency who sort of sub let me to another agency which was a group of hustlers. They constantly charged more than usual for electricity and tried to get my security deposit back by creating false scenarios of damage, e,g,torn under curtains, etc.. 
Their security harassed my guests to the point of one of them almost having a big argument with him. Then they complained that my guests were nasty and could not be trusted and threatened to get the police involved or calling the American consulate and telling them that they have a troublesome Americano in the apartment building.
This was all during my last months stay when they realized I was leaving. The final straw was when I had a group of people over for the weekend for a beach party. There was the wife of my good friend and his mother and sisters along with their children. The apartment manager stopped me in the garage along with a so called witness ...an old hag who looked like something out of les misserables
He stated I had violated the aparment rules and had more than fourteen people sleeping over; The fine for this was 1,000 dollars. I told them I never had over fourteen people sleeping over my apartment and would sign no paper stating that I did. Finally I threatened to leave the apartment and call both the Italian and Brazilan consulate and tell them they were trying to extort money from me.

This finally shut them up.

 

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  maxb su NYTravel Brazil

 

 

 

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Una Risata

 

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