Mappa del sito   .    Blog   .   Brasile    .   Vagabondaggio   .   Foto   .   Viaggi   .   Procedere a scatti    .  Libri   .   Contatti

p  r  o  c  e   d  e  r   e        a        s  c  a  t  t  i

 

 
   

HOME

   i m m a g i n i    c o n    i n t o r n o    u n a    s t o r i a 

 

A r t i   a g i l i,   n o r m a l i t à   l i q u i d a

aqui em postugues

 

Gambe svelte, mani svelte, occhi svelti, svelta fame, tutti arti necessari in un marciapiede in perpetua ebollizione. Più passano gli anni e invece di sentirmi vicino mi scopro al di là di una barriera di plastica culturale.

Non è che siamo irreali noi che guardiamo, professionisti della sottolineatura, privilegio di una zona del mondo abituata a mettere le parentesi intorno alle cose, alle persone, agli oggetti, alle azioni, alle rivoluzioni altrui?

 

 

Le ragazze ridono, pelle cioccolato che spezzerebbe la fermezza di un evangelizzatore gesuita. I ragazzi si passano delle pasticche senza alcuna fretta apparente. Un bambino osserva il proprio salsicciotto infitto su uno stecco gigante.

Gli scarafaggi camminano padroni del loro livello base, macchine perfette per rapidità, sopravvivenza e intelligenza reattiva, il tutto alimentato da scarti di pattume. Una giornata resa profittevole dalla festa, la patina di allegria e permissivismo che cancella colpe e delusioni, riproponendo l’uguaglianza di un popolo di fronte al samba, di fronte a una lattina di birra gelata.

 

 

Già la domenica è giorno di rischio ovunque, nel centro città. Avenida Rio Branco è deserta alle sei del pomeriggio. Una turma formata da cinque ragazzi scalzi e una ragazzina in abiti che non si formalizzano per la polvere, mi incrociano all’angolo, io rasento la vetrina di una banca. Passano spavaldi, io sorpreso del loro camminare svelto e privo di pregiudizi, loro attirati dalla mia solitudine. Incedono senza rallentare.

Nonostante il mio cuore abbia rallentato di una frazione, nonostante la mia sudorazione si sia raffreddata di una frazione. Non si fermano, non mi parlano, non mi chiedono una moneta o un aiuto per comprare del cibo. Un ragazzino mi guarda il collo con insistenza.

Fissa per quella frazione infinita di secondo, ma non si ferma. La collana è sotto la camicetta, lo so, ho avuto l’accortezza di nasconderla. E' il tipico "cordao" di favela, però è sempre argento, segno distintivo di fazione malandra. Alla vetrina seguente giro lo sguardo a specchiarmi, per cercare di decifrare tanta insistenza. Da dietro il collo della maglietta vedo spuntare un centimetro lucente.

 

 

18.apr.2013

Pernas saradas, mãos ágeis, olhos rapidos, rápida fome, todas artes necessárias na calçada da fervura perpétua. Mais os anos se passam e em vez de se me sentir mais perto eu me encontro além de uma barreira de plástico, talvez separado por uma cultura que precisa ainda se alimentar.

Não é que olhando nos somos irreais, na nossa ênfase profissional, chegando de uma área privilégiada do mundo aonde a historia enrola-se millenaria. Talvez esta enfasi faz nos colocar parentesis em torno das coisas, das pessoas, dos objetos, das ações, das revoluções aleias...

As meninas ficam rindo, pernas de chocolate que iria quebrar a firmeza de uma evangelizador jesuíta. Os meninos passam-se os comprimidos sem qualquer pressa aparente. A criança olha para a salsicha gigante conflita no espeito.

A barata anda orgulhosa pe lo seu nível mais básico, máquina rapida e perfeita, inteligência ágil de sobrevivência, alimentada por lixo.

Um dia recheio de festa, a pátina da alegria e da permissividade que elimina falhas e decepções, propondo a igualdade entre as pessoas na frente do samba, na frente de uma lata de geladinha.

o domingo é de risco em todos os lugares no centro da cidade. Avenida Rio Branco está deserta às seis da tarde. Uma turma  composta por cinco meninos descalços e uma menina de roupa num excesso de poeira, cruza a esquina, eu estou a beira da janela de um banco. Me surpreendo pe lo  andar rapido deles e sem preconceitos, eles atraídos da minha solidão. Passar sem abrandar.

Apesar do meu coração desacelerar para uma fração de segundo, apesar de o meu suor esfriar de uma fração de grau. Não parar, não falar, eles não me peçam uma moeda ou uma ajuda para comprar comida. Um menino olha para meu pescoço com insistência. Fixando o pescoço. Meu cordao é sob a blusa, eu sei, tive a precaução de escondê-lo. Na janela seguinte vou me espelhar, para entender tanta insistência. Por trás do pescoço da camisa aparece uma polegada do colar brilhoso.

 

 

 

 r e t r o s c e n a     s c a t t i

 

 

accoppiamenti retorici  vento in faccia    sagre d'estate    bunda export   scuola di lingua   

orgoglio bandito    porci per strada     fisco nord-sud    tavares Jazz

tavolo soffocato    graffitari     autobus in città    rondine    scoasse tropicali    tassa cadute   

zen del cesso    l'unico palcoscenico    nuove droghe    a suon di raffiche    mostrarla da piccola    buddhismo dubbio

fiera del ladro    furto del futuro    volo familiare    pistola nella cinta     scacco al re nero    protezione forzata

 

maPpa del sIto                                                           Blog 2012

 

a l t r e    s t o r i e

L'Unico Palcoscenico

Universo Parallelo

Divertirsi a Rio de Janeiro

le Spiagge e i quartieri

 

 

ReD AlerRt

I racconti di barkus da leggere con le cinture allacciate


 

 

max.bonaventura@gmail.com

 

Mappa del sito   .   Blog  .  Brasile   .  Vagabondaggio  .  Foto  .  Viaggi  .  Procedere a scatti   .   Libri   .  Contatti