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Onibus in Belfort Roxo

 

 

 

 

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Stazione Centrale dei Treni

 

 

 

 

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Onibus in Nova Iguaçù

 

 

 

 

 

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Onibus a Rio de Janeiro

 

 

 

 

 

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la "catraca"

 

 

 

 

 

 

 

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D e a m b u l a r e    O m n i b u s

 

 

Lautobus in Brasile si chiama onibus, dal latino omnibus, cioè per tutti, ma non so quanti qui sappiano il latino. E' che siamo distanti millenni. Non per farne un torto ai brasiliani. Una volta ho conosciuto un universitario di Minneapolis che era convinto che il latino fosse la lingua dell’America Latina.

Gli onibus che arrivano dai paeselli sono piccoli, con una ventina di posti. Il conducente è coadiuvato da un assistente che fa i biglietti, detto cobrador, e se il mezzo è di una ditta privata, grida anche il nome dei punti toccati dal percorso, per convincere i clienti. Qualcuno addirittura scende e si mette a proporre sconti e lusinghe, soprattutto se è una bella ragazza.

Tutti sono abituati a questo comportamento. Per comprare o per vendere, c'è sempre un tentativo di ottenere un vantaggio o un privilegio. Si chiama prezzo con choro, cioè con il pianto. Insomma "lagna porta guadagno", e sono tutti abituati alla guerriglia del prezzo: quanto costa? 100. E quanto mi fa? 90. E se ne compro due? 170. E se pago in contanti? ... e via trattando. Poi si trovano male quando vengono in Europa dove il prezzo è e resta quello esposto. Analogamente si trovano bene con noi turisti della domenica, che siamo abituati a pagare sempre il prezzo richiesto, E quelli si fanno di quelle risate... 

In città invece gli onibus hanno un meccanismo rudimentale ma molto efficace per controllare il flusso dei passeggeri. E’ un tornello di tubo di ferro, che si chiama catraca, nome che forse discende dal rumore preoccupante che fa quando si passa. E occorre spingere con forza, perché il meccanismo è duro.

Il bigliettaio seduto a lato spesso tiene ferma la catraca fra le gambe, e concede di passare solo quando hai pagato il pedaggio. Sono tutti preoccupati che l’arnese faccia un giro a vuoto, perché poi è difficile convincere i controllori dell’errore. Qui hanno capito che per guadagnare occorre preoccuparsi della singola moneta, e ha ragione: dove il controllo non è così preciso, si ruba alla grande. Gli onibus sono sempre pieni zeppi, la popolazione brasiliana è tanta, i mezzi numerosi, la maggior parte scassati, ma sempre affollati.

Quel pazzo pilota di formula uno dell’autista, chiamato motorista, spesso sa anche riparare il motore, non è raro vederlo osservare un cofano aperto in mezzo alla strada asciugandosi le mani con uno straccio, come un chirurgo imbrattato dal sangue nero del suo paziente. Una avventura in onibus, grande o piccolo, aiuta molto bene a entrare nella mentalità dei brasiliani i quali, sapendo di essere in balìa dell'imprevisto, riempiono i mezzi circolanti di decalcomanie religiose: "Condotto da me, ma guidato da Dio" si legge sopra il posto guida. Quindi, se le cose van male, sapete con chi dovete prendervela...

Occorre essere accorti, preoccuparsi di tutto, conoscere le arti divinatorie per capire la direzione, farsi largo fra la gente al momento buono per riuscire a scendere. C’è un cavo collegato a un campanello che spesso non funziona, ma nessuno se ne importa, al momento buono basta gridare li mortacci sua all’autista.

 

 

 novembre 2011

 

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