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  Il nuovo potere d'acquisto dei brasiliani

 

 

La crisi non è uguale per tutti.

Latitudine e statistica spiegano però i cambiamenti più della ubriacatura di pessimismo.

Il Brasile è cresciuto molto negli ultimi dieci anni: lo possono constatare coloro che in questo decennio hanno fatto spola fra il primo e il terzo mondo, notando un poderoso sforzo soprattutto nel settore immobiliare, da sempre trainante di una economia.

Ne è prova lampante la continua novità che colpisce chi ritorna nel paese verdeoro anno dopo anno, confrontata all'immobilismo che invece si riscontro ogni anno tornando in Italia.

 

 

Gettiamo l'occhio in tasca a un brasiliano: decisioni come l'allargamento del credito, il piano di sostegno per l'acquisto della prima casa e il recente piano di finanziamento decennale per l'acquisto di elettrodomestici fan sì che le strade brasiliane siano un pullulare instancabile e gioioso.

In Italia il potere d'acquisto dei salari negli ultimi dieci anni si è invece ridotto. Anche alcuni prezzi di prodotti e di servizi sono rimasti al palo, a causa della mancanza di richiesta.

Il ritardato tempismo dei controlli all'illegalità fiscale ha fatto sì che lo Stato abbia iniziato a pestare sulle tasche degli italiani nel momento meno propizio.

Indipendentemente dai problemi causati dalla mancata crescita, l'Italia si trova inoltre a dover affrontare fuori dai suoi confini anche un aumento dei prezzi che non può pagare col medesimo portafogli dell'ultimo decennio, con i salari rimasti al palo.

 

 

 

 

 

Il costo di vita in Thailandia per esempio negli ultimi dieci anni è cresciuto circa del 100%.

Il Brasile molto di più, direi che per un europeo la percezione è di una crescita oltre il 500%, se consideriamo che nel 2002 anche in una grande città la vita costava la metà che da noi, e nelle zone meno centrali anche un terzo. Accade così che per una meccanismo di cambio difficile da comprendere per un europeo,nel 2012 a Rio la vita costi molto più che in Italia.

Il fatto che una società in crescita come quella brasiliana contenga al proprio interno ancora degli spazi per "arrangiarsi", consentendo a chiunque di vendere lattine o cibo in spiaggia o alle feste o agli angoli delle strade senza regolare licenza o partita iva, spiega come, a fronte di un salario di base ancora esiguo, lavoro ce ne sia sempre e nessuno muoia di fame.

L'effetto maggiore però lo fa il potere d'acquisto dei brasiliani all'estero. Un tempo eravamo noi a viaggiare in tutto il mondo. Anche gli americani, i giapponesi. Oggi sono i brasiliani, oltre ai russi e a i cinesi.

Se consideriamo che nel 2002 il salario minimo era di 240 reais, pari a 63 euro del cambio di allora (3,8), e nel gennaio 2012 il salario minimo è stato elevato a 622 reais, pari a 283 euro al cambio(2,2), notiamo che a fronte di un aumento quasi triplicato in nove anni, un salario brasiliano oggi può comprare in euro quasi cinque volte quello che poteva acquistare nel 2002! E' chiaro che tutto questo sia elettrizzante!

 

Un lavoratore che percepisce un salario minimo non potrà mai pensare di viaggiare in Europa. Ma un funzionario o un dipendente pubblico, in virtù del multiplo di salari minimi percepiti,  ha una busta paga superiore a quella di un collega italiano. Ad esempio un addetto alle fotocopie del Tribunale di Rio, che nel 2002 era stato assunto con uno stipendio mensile pari a 20 salari minimi, pari all'epoca a 1200 euro, a causa della rivalutazione del salario minimo base percepisce oggi in busta paga 5600 euro.

Chi è terzo mondo adesso?

 

max - mag 2012

 

(Nel 2020 e 2021, a causa della crisi dei paesi industrializzati che hanno comprato meno materie prime dai paesi del terzo mondo, anche il cambio del real è tornato a cadere in confronto al dollaro e all'euro. Noi stranieri, nutriti a moneta forte, possiamo così godere di un cambio molto favorevole, attorno 6,50 per euro, che nonostante l'inflazione annuale brasiliana consente di ottenere un vantaggio in ordine di acquisto su tutto ciò che è localmente prodotto.

Un esempio pratico. Nel 2015-2016-2017 un cocco in spiaggia a Ipanema passava da 5 a 6 reais, che al cambio era quasi 2 euro. Nel 2021 il prezzo del cocco non è cambiato, ma ora ci costa meno di 1 euro.

In confronto a pochi anni prima, si torna così a pagare molto poco per vivere in Brasile.)

 

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