Mappa del sito   .    Blog   .   Brasile    .   Vagabondaggio   .   Foto   .   Viaggi   .   Procedere a scatti    .  Libri   .   Contatti

 

 

HOME

 

 

 

 

Rio de Janeiro

 Nordeste

Salvador

 

Suggerimenti

Salute

Sesso e salute

Foto Brasile

 

 

 

La guerra  di Rio...

 

 

sesso a  Rio

 

 

Qi quotidianoitalia

 

 

                       

t e o r i e

 

CNN

Corriere

NYT

Lettera 22

National Geografic

FORBES

El Universal

ComIt - Rio

Foglio

Espresso

Panorama

Giornale

 

 

                            

  

 

F

 

 

 

bLOg mAx

 

 Prigionieri in un pullmino di Formula 1

        

 

Gara fra Kombi.    

Partono a razzo dalla piazzola, tu pensi che se ne fregano delle sospensioni che scricchiolano sul pavé, dei cerchioni che sbattono sulle lombade, le temibili nervature messe lì a smorzare le velocità, senza alcun decreto su altezze e conformazioni. Le trovi all'improvviso, segnalate da un cartello quasi tutte, inconsapevole del motivo, magari fatte dall'abitante della strada di fronte che non vuole uscire di casa e trovarsi un'auto che sfreccia a razzo: ma le dimensioni le decide lui e se il materiale che recupera sbatte sotto il pianale di ogni auto, chisseneimporta.

Il Van continua la corsa pazza anche sulla rotonda, affrontata in sfregio alla forza centrifuga. Sei nel paese degli assi di formula 1, pensi un po’ irritato. Il confort è opzionale, il rispetto della meccanica nullo. Il guidatore aveva appena discusso con un collega sull’eventualità di forare le scocca  per mettere o no un filo di ferro a fermare la base di un sedile. “E tu chi sei? Il proprietario? Il boss? Io un buco qua sotto non lo faccio di jeito nehum…!”

La corsa prosegue e nessuno ti chiede il biglietto,  Gettano sguardi sul retrovisore, il cosiddetto bigliettaio urlante rimasto in piedi piegato sullo schienale gira la testa all’indietro, come a cercare un’orda di indiani al’inseguimento. Appena raggiunta la comoda Linea Verde è tutto un tirare di marce fino al collo. Un minuto ed è un vociare concitato. “Filho da puta, caralho…!” Un altro van, un grosso Mercedes argentato con la bozza dell'aria condizionata sul tetto, sorpassa a fatica ma deciso sulla doppia linea continua, mentre la strada sale sale verso un promontorio. Ha più potenza. Il nostro autista non dà segno di decelerare, mentre la sommità della strada si avvicina e io mi aspetto con un velo di ansietà  il muso di un autobus o di un camion apparire in senso contrario.

Finalmente il Mercedes passa e continua la sua corsa guadagnando metri ulteriori. All’interno è sceso un silenzio pesante. Inizio a capire: è un concorrente di un’altra cooperativa di trasporto viaggiatori, che appena il nostro è partito, lo ha raggiunto e superato, per rubargli i clienti in attesa alle fermate. Dopo quattro chilometri appare la rotonda di Pojuca, che noi affrontiamo a velocità un po’ eccessiva, sobbalzando sulla ennesima lombada, sperando di sopravanzare il concorrente che si è fermato a raccogliere una mamma con la spesa e un nero con la mochila, Ecco, adesso dovremmo ristabilire il primato, immagino. “Para aì, para aì…!”, urla il bigliettaio. Un attimo di incertezza, poi il motorista frena stizzito. Meno male che siamo seduti.


 

 

ReD AlerRt

I racconti di barkus da leggere con le cinture allacciate

 


 

 

Praia case 1.jpg (40589 byte)

Arembepe 264 ssa 13.jpg (92232 byte)

 

Praia do Forte - Bahia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci fermiamo intraversati sul ciglio della strada, il portello scorrevole si apre violento per far scendere di fretta due mesti viaggiatori, mentre il Mercedes dietro di noi riparte e ci supera con un offensivo urlo del motore. 

 

Di lì in avanti non c’è storia, ci siamo tutti arresi alla sorte e alla superiorità di tattica e potenza. Il motorista ripone l’acceleratore in posizione di vittima, mentre agguanta il cellulare che l’altro gli porge. “vaffan…, chi è il guidatore di quel van? Voglio sapere il nome, cazzo! Amico, siamo compagni, mi diceva alla partenza. Compagni un cazzo… appena partito mi ha superato per rubarmi la strada!... ah, è uno nuovo? Ma devi dirgli che non si fa così, siamo tutti qui per lavorare, no…?”

Mestamente proseguiamo per la via lunga e assolata, spolpata di clienti, poi dopo un po’ prendiamo un ritorno e cambiamo per la corsia opposta. “Ci fermiamo un attimo qui a Jojuba, gente… facciamo presto…” Che? Non andremo mica a menar le mani? Siamo tutti silenziosi e partecipativi, almeno idealmente, ma ad addentrarmi nelle beghe di una cooperativa di trasporto, magari al limite dl legale, non ci sto proprio. Diamo un giro al lungomare, il copilota con la testa fuori grida Salvador, Litoral, Yguatemi!, con una nota di disperazione nella voce, apostrofando ogni cane che va ignaro per la sua strada. Fortunatamente ne becchiamo due. Tutto il kombi esulta.

Ora un po' più calmi riprendiamo la strada per Salvador, mentre ad ogni fermata il copilota scende dalla postazione fino sul marciapiede, a cercare di convincere indecisi e renitenti a salire sul suo furgoncino, magari trattando sul prezzo. Io intanto avevo pagato i miei 3 reais con due note da 2, e ancora aspetto il resto.

Non lo vedrò mai. Qui siamo tutti compagni, si dividono lotte, sobbalzi, sacrifici e perdite…

 

 

 

 

bahia 7 april 2011

 

 

 

Salvador de Bahia

Come si vive a Salvador

Praia do Forte - Bahia

Arembepe, Buscavida e Imbassai

Italiano sarà Lei!

Prigionieri di un pullmino di Formula 1

Bahia Italiana e pizze trevigiane

Giocare allo Tsunami

Universo Parallelo bahiano

Salvador : sputi compresi

Rio trasgressiva

 

°°°o0§0o°°°

 
 

 

 

 

 

 

Blog 2012

 

novembre

ottobre

settembre

agosto

luglio

giugno

maggio

aprile

marzo

febbraio

gennaio

 

Blog 2012

 

Blog Braz 07

 

Blog Braz 10

 

Blog Braz 09

 

Blog Braz 08

 

Blog Braz 07

 

Blog Braz 06

 

 

 

 

viaggiare  sicuri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mappa del sito   .    Blog   .   Brasile    .   Vagabondaggio   .   Foto   .   Viaggi   .   Procedere a scatti    .  Libri   .   Contatti