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... effamoce 'sta foto...

Praia de Buscavida - Bahia

 

 


 

Più show, meno pelle

 

    In un clima di gala e spasmo amiotico, nella umida nottata di domenica che ha visto anche alcuni momenti di pioggia sottile, la folla ha reso questo carnevale 2011 ancora più  indimenticabile, accogliendo le proposte di Vila Isabel, Mangueira e Portela con tifo calcistico, cantando a squarciagola le loro canzoni di sostegno.

La scuola di samba Unidos da Tijuca sfilava al sambodromo proponendo il tema del cinema, con film di terrore e di impatto. Il direttore artistico Paulo Barros ancora una volta fa la differenza e viene accolto dalla folla ululante con il coro di Bi-cam-pe-ao...!

Non posso dire di essere un esperto, essendo un neofita alle sfilate nel sambodromo Sapucai, ma posso dire, avendo assistito al passaggio di cinque scuole dalle normali alle più quotate, di aver visto una scheggia di perfezione. Finalmente la grazia del Brasile mi ha toccato senza lordarmi della sua burocrazia, pericolo o superficialità, testimone di una esperienza catartica come solo mi era successo allo stadio Maracanà, o ad una partita di Hockey sul ghiaccio canadese: il senso di un'epoca, l'energia di un popolo, il respiro di un mito alitato nel mio volto, abbracciato dal tifo di migliaia di persone che sanno cantare per intero le canzoni di samba di tutte le scuole che sfilano.

E' come se a Sanremo il pubblico accompagnasse instancabile al gorgheggio tutti i cantanti nella propria performance, senza cannare una nota o una rima.

Lo scenario dei corpi senza testa, la piattaforma mobile, le azioni cardine dei film ripetute all'infinito per i milioni di presenti nel chilometro scarso della passerella, tale da lasciar stupefatti come di fronte ad una specie di Cappella Sistina del Samba, in un  incalzare frenetico della batteria ritmica, sospinto dalla magia della folla che non pareva assistere, quanto accogliere il fluire delle fantasie come globuli nelle proprie vene.

max  - 10 marzo 2011

 

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Memorie in gara

Manfredo Zavodniak, tedesco di Brema, oggi sposato con la nordestina Marta. Nella luculliana cena ospite di Alan Kurti, ex boss delle feste nuziali di Chicago, nella affascinante isola di Paquetà, perduta nelle ere antiche della baia di Guanabara, un territorio immaginario senz'auto, percorsa da cavalli, carrozze e biciclette, i famosi eco taxi sui cui pedali i giovani scaricano tutta la voglia di riscatto in un angolo separato del paradiso tropicale. Manfredo nella serata ha profuso la sua venticinquennale esperienza di whisky sviluppata nel suo business americano, il più grande magazzino di liquori a ovest del Mississippi.

Una gara fra le memorie di whisky canadesi e single malt irlandesi, sottolineata da lezione di assaggio che sono terminate inevitabilmente in una piacevole nebbia cerebrale...

 

 

 

Fu massacro o liberazione?

guarda le foto della storia tropicale

 

 

Spingi spingi

Quando diciamo che hanno diritto all'accoglienza, non spieghiamo a loro e a noi stessi che non siamo preparati ad accoglierli, che non siamo preparati al futuro, ma solo alla speranza. Non sappiamo cosa fare, è giusto ammetterlo. Forse non sappiamo nemmeno quali diritti tutelare, o quale rapporto ci debba essere fra misericordia e giustizia. Sicuramente non abbiamo mai cercato di capire quale è il punto di vista delle varie etnie nel mondo e ci accontentiamo di rigirare nella coscienza frasi fatte. Che cosa vogliamo quando diciamo che dobbiamo accoglierli? Crediamo che loro abbiamo il diritto di diventare come noi non vogliamo più essere? O abbiamo altri scopi inconfessati?Vogliamo metterli a lavorare al nostro posto? Vogliamo immetterli nel computo del voto futuro di casa nostra per modificarne gli equilibri? Siamo coscienti dell'illusione che alimentiamo? Conosciamo la loro cultura al punto da dire che è meglio per loro venire qui? Esiste qualche altro paese al mondo, progredito o sottosviluppato, che consente a noi di fare lo stesso?

   

 

 

 

 

 

ReD AlerRt

I racconti di barkus da leggere con le cinture allacciate

 

 

 

 

 

 


 

Brasile, paura del nucleare?

Se accadesse qui, assisteremmo ad una differente presa di posizione generalizzata, del tipo: "Il reattore brucia? Mettiamoci sopra la carne e facciamoci un bel churrasco...", l'immancabile grigliata alla quale nessuno sa rinunciare in un giorno di festa. Cosa che non impedisce di pensare ad una bella pennichella salubre ed energetica, sostitutiva anche nei giorni della settimana di eccessive preoccupazioni.
Una vera filosofia di vita che si riassume in ombra e acqua fresca.

 

 

 

 

bahia - 16 marzo 2011

 

carnevale di Rio 2011

 

... Secondo il censimento della prefettura, sono oltre 450 i blocos di strada, le sfilate autonome che prendono sempre più spazio rispetto ai tradizionali sfide delle ricche scuole di samba. Le classiche Bola Preta di Cinelandia, Bloco di Ipanema, Tò Nem Aì e molte altre, riempiono le strade all'inverosimile, nonostante questo carnevale sia iniziato sotto gli auspici della pioggia, che non diminuisce l'afflusso della popolazione festante, i venditori di lattine e salsicce.

Per capire il senso di questa usanza, come di altre espressioni dell' espansività carioca, occorre rendersi conto che nella centralissima Copacabana, per esempio, gli appartamenti sono per lo più dei semplici buchi dove dormire. La vita in strada è quindi un imprescindibile valvola di sfogo sfogo familiare.

 

rio, 5 feb 2011

 

La Grandi manovre per il carnevale di Rio sono iniziate con la storica sfilata del bloco di Ipanema, seguito dai Tò Nem Aì (Non ci penso neanche), Cachorro Cansado (Cane Stanco), Bola Preta (Palla Nera) e centinaia di altre, mentre la strada è complice degli incontri che il Carnevale non può impedire, ma solo legittimare, più e ancor meglio della strada di ogni dì...

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Carnevale carioca

qui

 


Una nuova storia di Barkus

Colpevole innocenza

 

...

L’ultimo sole infuoca il cielo di Rio, dieci chilometri di vagabondaggio sulle spiagge di Leblon e Ipanema pulite dal vento terso, i piedi inumiditi dalla lingua di spuma che umetta il bagnasciuga. Due ragazzini cenciosi gli corrono intorno e lui si aspetta che vengano a domandargli la solita moneta per mangiare qualcosa. Invece uno con un guizzo gli mette al collo un pezzetto di metallo. Fabrizio gira il braccio in un movimento rapido attorno al suo sforzando l’osso. Si percepisce un tàk. ...

(segue)

 

 


Aula di Kite

Ore 12, mano destra verso le ore 3, poi torna al mezzogiorno, cala alle nove, no... lasca un poco...

 

 

Prigione sotterrata dalla storia

Questa Barra sembra il ritrovo dei perduti, gente che non e' ricca ma non lavora. Una nuova baia dei pirati. Quelli che all'alba del XVII secolo arrivavano con le navi in cerca di pau brazil, l'albero dal legno più duro e pregiato della storia, che cresceva in duecento anni, di cui tutta la regione nordestina era ricca ed ora è estinto. I nativi aiutavano, i gringos di allora pagavano in barba alle leggi umane e terrene. Solo chi osa può resistere. Oggi noi gringos siamo di un'altra pasta

 

Qui l’affare del kite surf è poca cosa. Non dà da vivere tutto l’anno. Solo Ulla costruisce appartamenti, resort, ville da vendere ai connazionali, gli altri si arrabattano con baretti e ristorantini sempre vuoti, con luci tristi e solitarie nella notte deserta. O corsi di surf e kite promossi online. La miriade di piccoli nullafacenti devono arrotondare.


 

 

 

 

 

Credo che la classe degli opinionisti  non si sia ancora messa alla prova su questo terreno, accontentandosi di passarci solo polpette intellettuali avvelenate. Il lavoro da fare è molto più ampio. E' un mare sconosciuto, dove i naviganti nostrani non si sono mai avventurati che come turisti frettolosi, o come  idealisti teorici. Shame on chi fa calcoli e tatticismi. E' tutto un ripiego, noi abbiamo invaso loro e loro invadono noi. Basta questa convinzione a lasciare che tutto accada ancora in maniera insufficiente?

Siamo in mezzo a un mare di ipocrisia, dove affrontare il problema criticamente  consegna in pasto alla parola razzismo. Mentre i confini del progresso tornano a chiudersi, e le ambizioni bellamente rimbalzano. Nessuno ha il coraggio di affrontare la verità e così, come sempre, la soluzione all'italiana va in scena, sotto gli occhi di un mondo che cambia assai più velocemente dei nostri pregiudizi...

4 aprile 2011

 

 

 

lotta al turismo sessuale

il Potere d'acquisto dei Brasiliani

 

 
 

 

 

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