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Il Caso battisti

- aggiornamento permanente -

 

 

 

Rio agosto 2012 - Il giudice federale Alexandre Vidigal ha disposto la ricerca di cesare battisti nel territorio nazionale, intimandone la comparizione entro 5 giorni oppure la denuncia di scomparsa e conseguentemente il rischio di deportazione. Il caso si è reso necessario dopo che le autorità di polizia hanno constatato che il rapinatore omicida, poi alleatosi al nucleo dei Proletari Armati per il Comunismo, rifugiatosi in Francia e poi premiato con la cittadinanza brasiliana, aveva preso per il naso ancora una volta le autorità e si era reso irreperibile all'indirizzo dichiarato.

Non c'è niente da fare: c'è sempre qualcuno che sa come cascare in piedi ridendo del sistema, mentre la gente comune continua a leccarsi le ferite e pagare al posto suo.

 

 

Rio gennaio 2012 - Invitato a sfilare per il Bloco Bola Preta, il terrorista - show man risponde: "Ci andrò con gioia!"

 

 

Qualcuno dice che presto potrebbe anche candidarsi in politica, data l'assiduità delle sue presenze in pubblico. La fedina penale in questo caso aiuterebbe...

 

08 febbraio 2012

 


 

Cesare Battisti: la procura Brasiliana chiede l'annullamento del visto

14 ottobre 2011

Per il Pm dovrebbe essere trasferito in Paesi dove viveva prima si arrivare in Brasile: Francia e Messico.

Il giudice Heringer si rifà alla sentenza con cui la Corte suprema definì «comuni» e non «politici» i crimini di Battisti. Di conseguenza, «il visto non andava concesso». Inoltre, ha aggiunto il giudice, la decisione di Lula non sarà violata se Battisti non sarà trasferito in Italia.

http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_13/battisti-chiesto-annullamento-visto_83d0752e-f5d5-11e0-9479-439a0eb41067.shtml

Dal Forum di Brasile 2014

http://brasil2014.mastertopforum.net/index.php

 

Sono state spese migliaia di parole su questa vicenda, specie nei media brasiliani, per cercare di giustificare con argomentazioni pseudo giurichiche il veto che lula ha posto all'estradizione di battisti (in un Paese di diritto, il potere esecutivo non controlla quelllo giudiziario, che dovrebbe invece essere l'unico sottoposto solo alla Legge e non ai politici!). Nei Paesi in cui il Diritto ha la D maiuscola, il potere giudiziario processa regolarmente primi ministri e politici, se violano la Legge, e non é il Governo che dice ai giudici quali devono essere i loro pronunciamenti, anche in materia di relazioni e diritto internazionali. Infine, la questione é una sola: il colore politico e le provenienze ideologiche di cesare battisti e di lula sono identiche, e per questo e solo per questo l'estradizione non é stata concessa! Non ci sono giustificazioni di carattere giuridico di nessun tipo. Allora, se il Brasile ed il sistema politico attuale del Brasile sono cosí libertari e disponibili verso coloro che sarebbero impediti di esprimere liberamente la propria opinione politica nel Paese di origine (come ha voluto far creder lula ed il suo ministro della giustizia), perché non é stato concesso lo status di rifugiato politico anche a quegli atleti cubani che qualche anno fa, mi sembra in occasione dei giochi panamericani o altro, chiesero asilo politico in Brasile? O ancora, perché la beneamata democratica e perseguitata dilma non ha fatto nulla perché a quella scrittrice -sempre cubana- di cui si sono occupate le cronache giorni or sono (sfortunatamente mi sfugge il nome al momento) -questa sí realmente perseguitata e giá incarcerata dal democratico governo di cuba- fosse concesso il permesso di uscire da Cuba e venire in Brasile? Certamente perché Cuba é un paese molto piú democratico dell'Italia, e la sua giustizia non lascia dubbio alcuno sulla sua obiettivitá, mentre gli avvocati brasiliani di battisti ed i giudici del "supremo" brasiliano hanno avuto la faccia tosta di mettere in discussione la legittimitá delle condanne espresse contro battisti (sic!!!!) Qualcuno si é chiesto che fine hanno fatto quegli atleti cubani che sono fuggiti dall'albergo ove era la rappresentativa cubana per chieder asilo politico, e dopo solo una settimana sono stati coattivamente deportati e rispediti in uno degli ultimi paradisi della democrazia di marca marxista-leninista ché é cuba? Non se ne é piú sentito parlare.. Se sono stati fortunati, hanno buttato loro e le loro famiglie in qualche orrendo carcere o in qualche clinica psichiatrica, o magari in una colonia di lavoro forzato -goulag- per riabilitarli e rieducarli all'ideologia stalinista-castrista, come era comunemente praticato nella defunta unione sovietica.....!

Questo cesare battisti é un assassino, indipendentemente dal suo colore politico, e quindi non dovrebbe essere trattato come un perseguitato politico perché tale non é; mi sarei ugualmente risentito se avesse esibito un'altra etichetta politica, ma i fatti sono quelli che ho evidenziato, e ribadisco che il battisti ha cercato (ed ottenuto) rifugio ed asilo in un paese governato, guarda caso, da gente della sua stessa matrice politica. Governanti che nei confronti di altri soggetti -non accusati di assassinio, questi sí veri perseguitati politici - hanno usato tutt' altro peso ed tutt'altra misura!

 

 

 

san battisti libero

san battisti libero

Fa schifo !

Agosto 2011. Con il ritorno alle cronache del "caso Battisti", dopo la scarcerazione, ma soprattutto dopo che il governo di Brasilia gli ha concesso il permesso permanente e la possibilità di muoversi nuovamente nel mondo a piacimento, sono molti gli amici italiani che mi chiedono spiegazioni. Noi che viviamo molto tempo in Brasile diventiamo così, agli occhi dei nostri amici in patria, una specie di "reporters in prima linea".

 Cesare Battisti, ex leader dei Proletari armati per il comunismo, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo per quattro omicidi, se ne sta libero e tranquillo in Brasile, avendo ottenuto un visto di permanenza definitivo. Cosa che per un italiano normale è assai difficile. Ma il governo brasiliano ha la scusa pronta: "E' a causa del suo stato di scrittore, ingaggiato da una casa editrice brasiliana per scrivere un libro, niente di illegale quindi - riferisce il suo avvocato.

Strano suona il fatto che lo stato di "collaborazione professionale" sia stata concessa così alla svelta, senza la necessità di presentazione di documenti del Casellario Penale italiano, cosa indispensabile per chiunque altro. Ma forse, sapendo che sarebbe stato alquanto "sporco", han deciso di trovare un'altra scappatoia!

Potrebbe starsene tranquillo a godersi del regalo che gli è stato fatto. Invece no: intervistato dalla rivista brasiliana Piauí, Battisti ci fa sapere di strasene benissimo in Brasile, di adorare “Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale” che gli ricorda Napoli e Marsiglia, “posti dove mi è piaciuto stare”. In attesa di lanciare il suo libro, “Ai piedi del muro”, dove parlerà della sua esperienza carceraria. Avendo letto altri suoi scarsi tentativi letterari, sarà difficile prevedere che otterrà un qualche successo di pubblico, ma probabilmente a lui e ai suoi sponsor politici basterà l'euforia per lo scopo raggiunto.

Chissà se in cuor suo pensa mai a dove sarebbe piaciuto stare alle quattro persone – Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna – che secondo la giustizia italiana lui ha ucciso. Gente che non potrà mai scrivere un libro, e neppure guardare una bella ragazza camminare piena di grazia sull'arenile di Ipanema.

16 agosto 2011

 

 

venditore di frutta in Largo da Piedade

 
Sul caso Battisti noi espatriati siamo come dei Reporters in prima linea...

Tutti i miei amici italiani si sono, senza eccezione, dichiarati esterrefatti dagli atteggiamenti tenuti dal Brasile. La frase più utilizzata per riportare la vicenda è stata: fa schifo!  Non solo da parte di chi appoggia lo schieramento del centrodestra. Gli amici più polemicamente di sinistra hanno avuto invece la possibilità storica di tacere, facendo buona compagnia ai loro referenti politici.

Una cosa appare però evidente. Che non c'è dubbio che l'Italia abbia gestito male la questione, prendendola sottogamba, credendo di avere a che fare con persone educate agli stessi principi e pregni delle medesime nostre abitudini. Così non è, e i risultati si sono visti. Ogni etnia ha i propri riti, e il Brasile non ne è esente.

Fermo restando che la questione eccita interessi internazionali (molto la Francia), e di parte (le sinistre in genere), l'avvocato di Battisti, influente eminenza del PT, ha astutamente solleticato un tema caro all'orgoglio brasiliano, cioè le lotte sostenute dai suoi compatrioti contro le forze del regime militare degli anni '70, equiparando la vicenda Battisti ad esse.

I giornali sono stati infatti riempiti di struggenti frasi del tipo "un intellettuale che ha lottato contro il regime, ed ora dopo 60 anni un governo di destra vuole vendicarsi". Nessuna menzione delle vittime acclarate o dei familiari in attesa di giustizia giusta, indipendentemente dalla latitudini della danza.

Tutti in Brasile hanno giocato benissimo le loro carte: Battisti che ha recitato la parte del traumatizzato, citando furbescamente le vicende del coinvolgimento di Berlusconi con "prostitute", instillando quindi la tesi del complotto. I giornali che hanno presentato la cosa con omissioni oggettive e parzialità evidenti, facendo quindi un pessimo servizio alla verità, imboccando i lettori ignari con un punto di vista preconfezionato. Lula che ha aspettato fino all'ultimo minuto prima di tirare la pedata all'Italia. La Corte Suprema che si è lavata le mani come Ponzio Pilato, piagnucolando che non era possibile intrufolarsi in decisioni "politiche" prese da altri organi. Dilma che prima delle elezioni, per non inimicarsi i voti delle chiese fondamentaliste aveva annunciato che "avrebbe riesaminato la questione", salvo poi defilarsi. I potentati politici di sinistra che hanno dimostrato un'ottima strategia per far fare brutta figura a un governo italiano "totalitario".

I nostri rappresentanti si sono presentati impreparati, credendo che fosse solo una fastidiosa passeggiata, ma sicuri che le norme e i cardini del diritto romano valessero più della distanza storica.

E' la dimostrazione evidente di quanto poco i nostri amministratori sanno delle alte etnie e delle popolazioni al dilà dei confini del proprio prezioso orticello.

Un suggerimento: in questioni di crisi come questa, avrebbero dovuto servirsi di esperti di questioni brasiliane, persone che avrebbero potuto dare suggerimenti in base a conoscenza approfondita della situazione antropologico-culturale del paese verdeoro.

christian

 


 

Sono in molti comunque a credere che il delinquente Cesare, che in prigione per furti e borseggio scoprì che gli conveniva "convertirsi" alle bande armate ideologiche, sia venuto a conoscenza nel tempo di cose che lo hanno in questi anni protetto. Ne ha saputo ben approfittare e ha avuto anche il culo di non essere eliminato.

 

da : http://brasil2014.mastertopforum.net/il-caso-cesare-battisti-vt31.html

 


 

«Mi faccia un favore. Non chiami Battisti un ex-terrorista: non si è dissociato, non ha spiegato quello che ha fatto, non ha chiesto scusa». Allora lo possiamo chiamare terrorista? «Neanche, sarebbe troppo. E’ solo un delinquente».

Maurizio Campagna è il fratello di Andrea, il poliziotto ucciso il 19 aprile 1979 da Cesare Battisti. Maurizio è molto cauto non solo nelle definizioni, ma anche nelle valutazioni: «Giuridicamente, i giochi sono già stati fatti. Lula è convinto di avere in mano il Che Guevara italiano. Pazienza, lo valuterà la storia. Se non volessi essere polemico o cinico, direi che Lula ha preso un abbaglio. Ha fatto tante buone cose, per carità, ma in questa è stato consigliato male. Poi Battisti ha il suo carico di persone influenti pronte ad appoggiarlo…Penso a Fred Vargas, a Bernard Henry Levy, a Carla Bruni. Dubito che abbiano letto la documentazione. Io sì».

«Non m’interessa incontrarlo, visto che dice che è innocente ma non collabora seriamente con la giustizia. Al posto suo implorerei le autorità di sottopormi al test della macchina della verità. Ma Battisti non ha nulla a che fare con i terroristi: è solo un delinquente comune, che si è affacciato sul mondo del terrorismo, trovando la sua America e facendola franca per 30 anni».

«E’ talmente furbo che riuscirebbe a non rispondere alle mie domande. E poi, anche in Italia, riuscirebbe a farsi due annetti e poi verrebbe liberato dal sistema che lo protegge. Mi domando che cosa vogliono salvare in quest'individuo. Lui ha visto mio fratello in tv, si è fatto giudice ed esecutore e l’ha ammazzato in modo vigliacco, piantandogli da dietro 3 colpi alla testa con una 357 magnum»

da: verdersmares

 


 

Quello che veramente colpisce i tutta questa vicenda, è la caparbia insistenza del governo brasiliano di paragonare Cesare Battisti alla presidente del Brasile, Dilma Vana Rousseff.

Perché al di là delle motivazioni presentate, il vero scoglio da superare è il fatto che la Dilma Vana Rousseff si è resa responsabile degli stessi reati contestati a Cesare Battisti, a cui si aggiunge il sequestro di persona.

Accettando di estradare Cesare Battisti, il governo, implicitamente riconosce che i reati di terrorismo e i pluriomicidi non hanno scadenza, non sono una pagina da dimenticare e cancellare, ma sono validi e devono essere puniti.

Facendo questo riconoscimento implicito, estradando Cesare Battisti, sarebbe gioco facile per l’opposizione parlamentare brasiliana richiedere che per similitudine anche l’attuale presidente del Brasile, Dilma Vana Rousseff, paghi le sue colpe, pur tardivamente.

da: verdersmares

 


 

Troppi Stati a proteggerlo (Messico, Francia, Brasile). Nessun ex brigatista (rosso o nero) ha avuto le protezioni di Cesare Battisti. Io credo che dietro Battisti ci sia qualcosa di molto più grave o più importante degli omicidi che ha commesso.

albatros

vedi :http://brasil2014.mastertopforum.net/il-caso-cesare-battisti-vt31.html

altri commenti : http://www.mostachetti.net/verdesmares/

 

 

Il caso Battisti, ex rapinatore convertito al terrorismo che il Brasile rifiuta di estradare, scatta una fotografia interessante delle formazioni in campo nella partita  Italia-Brasile.

La squadra nostrana, improvvisata e personalista, pur forte di quattro sentenze di ergastolo, si è trovata ad affrontare l'azione di rogatoria internazionale con tipico atteggiamento mafioso (nel senso di metterci davanti sempre l'amicizia e la tardiva leggerezza), ma soprattutto poca preparazione generale, non conoscendo la storia altrui ma pretendendo che gli altri conoscessero la propria.

Un accorgersi tardivo di quali fossero i ruoli giocati, con il Brasile ovviamente teso a sostenere e proteggere, a ragione o a torto, tesi e interessi anche mediatici delle sinistre nel mondo. Lula si è abilmente nascosto dietro il dito mancante, come dev'essere per un presidente che non voglia far valere il suo peso su una situazione di cui i contorni sono stati delineati già da tempo.  

Battisti, che poteva disporre di capitali che a un normale turista il Brasile contesterebbe come "riciclaggio",  fu accolto su suggerimento della Francia che doveva liberarsene perché troppo esposta in Europa. E che oggi probabilmente trarrà profitto dalla sospensione degli accordi militari italo-brasiliani.

 Paesi come la Francia mandano avanti gli idealisti a gridare con le bandiere, ma sottobanco ne approfittano per fare gli affari. Storia vecchia, che nessuno ancora sembra aver capito. Non sappiamo nulla della funzione di ruolo, in compenso esauriamo tutte le nostre risorse nelle polemiche.

La stampa è presa fra i fuochi dell'ignoranza e dell'emergenza, quando non della faziosità colpevole. Una cosa appare evidente, ed è l'assordante silenzio della sinistra. Ma non delle persone e degli opinionisti di sinistra, che vivono con malcelata soddisfazione quello che può, in mancanza di meglio, essere considerato uno schiaffo all'odiato governo berlusconiano.

Prova ne sono i vari commenti nei siti che parlano di Brasile a vario titolo, magari solo culturale, ma che non perdono l'occasione per definire "loschi figuri" chi protesta davanti ai consolati, inclusi i parenti delle vittime beffate. Per poi difendere ingenuamente la posizione del Brasile che, avendo lottato negli anni '70  contro un regime militare, facilmente si commuove per ogni colpo di pistola che parta da sinistra, stigmatizzando come repressione fascista ogni pretesa dei governi di processare i terroristi, come se la democrazia potesse stare solo da una parte. E' vero, il Brasile non estrada persone verso paesi che prevedano il carcere a vita. Eppure nel combattere l'esplosione del crimine di strada Lula non utilizza frasi umanitarie ma l'esercito per riconsegnare i quartieri agli abitanti, strappandoli agli spacciatori. Né più umani paiono i raids commissionati dai municipi sotto le feste contro i  meninos de rua che poi semplicemente "scompaiono" definitivamente.

Agghindarsi della simbologia altrui senza conoscerla equivale a beffarsi della babele che ancora esiste fra i due mondi, finendo per litigare sui propri eroi. Se fra sinistre di qua e di là dell'oceano passano strizzatine d'occhio e complici segni di "ok", saranno inconsapevoli del fatto che, in brasiliano, quel gesto equivale a un "vaffanc...". Questo dimostra esattamente due cose: che pur trovandosi nell'epicentro del nuovo consumo, loro sono ancora troppo giovani per dar lezioni di civiltà e che noi, per quanto considerati  "primeiro mundo" siamo assolutamente impreparati ad esserlo.

 

 

smil, det smitter

 

I cittadini delle «economie emergenti» sono molto piú fiduciosi sulle proprie prospettive finanziarie, rispetto a chi vive nei Paesi sviluppati. Tra le ventiquattro Nazioni oggetto della ricerca, il maggior ottimismo si registra in Brasile, ove il 78 per cento degli abitanti si dichiara ottimista, contro, tanto per fare un esempio, il misero 4 degli italiani, non diversamente dai colleghi europei.

 

Oramai alle ortiche la famosa frase danese "smil, det smitter" : sorridi, è contagioso...?

 

Ciabattando a Salvador de Bahia
 

Eccomi nel continente Brazil, dove la frutta è una propaggine dei diritti, i marciapiedi sono mostra negozio e magazzino degli ambulanti che vendono inutili cose cinesi al doppio che in italia, eppure tutti partecipano a una sorta di respiro circolare alimentato dall'illusione del consumo. In tv sfilano i balli pelvici e per la strada vesti la temperatura corporea e non quella delle giacche a vento...

martedì 18 gen - alle 12.00 

 


 

 

Dvd Cd un real... un real, un real un real...

21 jan 011

 


NEW YORK (TheStreet) -- Rate hike worries were pressuring gold prices Thursday as Brazil led the charge to control inflation.

Most Recent Quotes from www.kitco.com

Gold for February delivery was shedding $18.30 to $1,351.90 an ounce at the Comex division of the New York Mercantile Exchange. The gold price has traded as high as $1,370.90 and as low as $1,351. The spot gold price was down more than $22, according to Kitco's gold index.

Brazil took the lead with an aggressive interest rate hike of 50 basis points to 11.25% after inflation almost reached 6% in 2010. One of the big pressures on emerging-market economies has been the slide in the U.S. dollar especially leading up to the second round of quantitative easing.

An inflow of U.S. dollars into the system wreaked havoc on higher-yielding currencies which became more attractive to foreign investors. Brazil took the step last Friday of essentially trying to buy up dollars to eliminate some pressure on the real, but Thursday's move is much more aggressive.

Although countries like Brazil will have to hike a lot to really make a dent in the inflation picture, the move was pressuring gold. China might be sure to follow even though its path is shaky.

20 jan 011

 


Lavare i peccati alla chiesa del Signore di Bonfim

I l pedrero, cioè il muratore, era realmente bravo, sapeva il fatto suo, cosa di per sé inusuale in questa terra di latente responsabilità, dove l'ora della cerveza, della birra, è un diritto così inviolabile che si protrae oltre il giorno, fino a cadere invadente nella mattinata del giorno dopo. 

Solo che aveva un fratello che faceva parte di una banda che rubava e uccideva, per dare un po' di aria macha alle sue scorribande.

Una domenica i fratelli bevettero un po' più della media e finirono con la banda ad assaltare un alimentari.

Il proprietario tremando aprì di botto la cassetta dei soldi. Loro tremando ubriachi, si agitarono di fronte al gesto inatteso, e fu così che ci scappò il morto.

La notizia delle malefatte si era oramai sparsa per la regione, tanto che la polizia militare si era messa sulle loro tracce e anche diversi familiari delle vittime gliel'avevano giurata.

Due della banda, sorpresi a nascondersi in una fazenda fra vacche e porci, non arrivarono vivi alla gendarmeria.

Il jeitinho brasileiro, la furbizia, consigliò di trovare una scappatoia, passando per le mani adunche di un avvocato e un prete. Quale che sia la base cosciente, il patto è questo: se esiste una norma, usiamola.

Fu così che dopo un lavacro spirituale alla chiesa di Bonfim, giusto per dare una azzimata all'anima, decise di costituirsi, azzimato come per andare a messa, ma nel municipio di Itacarè Velho altrimenti la polizia di Araruama, una volta preso, non lo avrebbe fatto arrivare alla prigione. Una pallottola costa meno di una zuppa al giorno. Forse la notizia di quello che era già successo ai suoi due compari ebbe una parte nel ragionamento. 

Una donna di una banda di poliziotti che si era data quella specifica missione li inseguiva di bar in bettola.

Una sera li vide che giocavano a biliardo in una pousada di paese, un po' fuori mano. Musica di vaccari, fumo e cerveja fredda. Lei si finse scontrosa, ancheggiando e mandando sguardi di una stanchezza infinita. Significava che era disposta.

Loro prima sghignazzarono, poi si avvicinarono, facendo le avances concesse a dei veri banditi duri; lei civettuola buttò i capelli all'indietro, storse la bocca in una specie di sorriso e li freddo'.

18 jan 011

 


 

facebook notes

E' proprio vero che la distanza si è ridotta per i viaggi, ma è restata uguale per la cultura e le informazioni, basta che un giocatore venga nel Primeiro Mundo ed è già icona dei sogni inconfessabili dei suoi compatrioti...

martedì alle 11.58 ·

Matheus Venancio

Muito Samba, muita Lapa, muito Pagode... muito dinheiro, menos treinar e menos jogar buahhhh....

Ci sarà molta samba per lui, molte festa a lapa fino all'alba con alcol e droga, molta musica... molto denaro, ma sicuramente meno allenamenti e meno partite, seguendo l'esempio dei furbi predecessori Ronaldo e Adriano... buuuuh...!!!

 


 

 facebook notes
Esempi degli altri

 

Que vergonha, o cara e lixo aqui e chega no Flamengo em festa e com um salario mlionario.. e os outros sem salario e u caralhw....

Che vergogna. questo qua in Europa è ormai spazzatura, ma quando ritorna al Flamengo di Rio è accolto in festa con un ingaggio milionario, mentre gli altri non hanno neanche un salario decente...

 

street smarts

Lula su facebook

Addio Lula, uomo dei banchieri che hai fatto arricchire a dismisura,fortunato cavaliere inconsapevole del periodo di massima crescita del Brasile, resterai nella nostra memoria come «complice di un assassino pluriomicida», il tuo finanziatore elettorale Battisti. Manca poco alla fine del tuo mandato, dopo aver comperato l'87% dei tuoi consensi con i soldi dello stato, tornerai a deturpare isole protette con le tue ville con eliporto privato, o a erigere statue della tua famiglia e di te stesso ( in vita!) pratica di dubbio gusto ma per la quale hai ingigantito la tua fama negli stati più umili... hahaha...
 
musibrasil.net
Ancora poche ore alla guida del Brasile per Luiz Inácio Lula da Silva che porta a termine oggi il suo secondo mandato presidenziale con un nuovo record
  • Max Bonaventura ‎.
    ... ma no, non è lui che si è costruito la villa col eliporto sulla cima dell'esclusiva e protetta isola di Noronha, è stata la moglie...
     

    Christian Ouahi Ah, si, scusa, ho proprio toppato...! hahaha
    ci sono sempre due pesi e due misure in questo mondo, anche se siamo al tropico... !
31 dicembre 2010 ·

Max Bonaventura ‎.
.
.. va beh, mi sembri un po' cinico, dài, lo amano tutti, anche perché è stato il primo presidente operaio, e ha aiutato l'elezione della prima presidentessa donna...
 

31 dicembre ·

Christian Ouahi

si, certo, operaio per un giorno fino a quando non si è tagliato un dito per entrare nel sindacato a tempo pieno. E poi degna erede questa Dilma ex terrorista...! hahaha... che spasso vedere il prosciutto sugli occhi della stampa progressista inrternazionale, ma forse fa parte del gioco cinico delle parti politiche in lotta... hahaha

31 dicembre ·

Giacomo Vianello

voçe non esqueça que Lula lutou contra o governo militar...
Non dimentica che Lula ha combattuto contro il regime militare nel suo paese...

31 dicembre ·

Christian Ouahi
 

Ah..., ottima questa citazione.
Giusto per ricordarci come mai dalla famosa delezione dei nomi si salvarono solo Lula, Dirceu e Valerio, i tre amichetti che alla fine si sono arricchiti a dismisura col governo del PT brasileiro... tu...tti scandali nascosti dal parlamento brasiliano in cambio dell'aumento delle scorse settimane degli stipendi ai parlamentari da 27 mila a 37 mila reais mensili.... hahaha
Ma credo sia meglio non alzare un polverone su questa materia, qui siamo in democrazia ma solo se i nemici sono quelli additati, e di altra gente si deve solo parlare bene... hahaha
...


 

 

 

divertirsi a Rio

 

 

 

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gennaio 2011

con aggiornamento permanente sul caso battisti

 

 

 

 

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