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la valle di Matmata

 

 

 

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dintorni

 

 

 

 

 

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Peugeot d'annata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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benzina libica di contrabbano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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pasta, brik, zuppa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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imprevisti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

altre foto Tunisia

 

 

viaggi - tunisia

 

 

Ai Confini di Matmata

 

on the road again

 

Fuga da Douz, 3 dicembre

Esco alle 8 di mattina rinunciando anche alla colazione. Spero tanto nelle vitamine di un jus d'orange a Gabés. Poiché evito la verdura fresca, sono in debito vitaminico.

Per Gabsa, 9,35, come chiamano Gabes, per la Route de la Centurie. Sui muri si inneggia ad Harisse le Simbol de la Revolution. Attraversiamo gialle colline di sterpi. Vicino ai villaggi come in Marocco ovunque i campi, il deserto e i palmeti sono una discarica di sacchetti di plastica blu, bianchi e gialli portati dal vento. Intervallati da alcuni punti strategici dove campeggiano bottiglie, taniche di carburante e balle per gli asini. Al Hammah primo centro vivo e decente prima di Gabes.  Qui arrivo alla fermata del louage centrale, quello per Matmata è però cinquecento metri oltre.

Nella vita inseguiamo sempre qualcosa di più. Quando perdiamo qualcosa, la mancanza ci punge come un dispetto. Il deserto invece è rarefazione pura, silenzio pieno, un nulla infinito. Rischi di trovarti circondato da te stesso invece che da una folla di scalmanati. Puoi camminare, guardare, ragionare, riempire un cesto di piccole cose che pian piano ti arrivano col tramonto, le ombre, gli arbusti, la sabbia e il vento. Ma è una scelta che presuppone il coraggio di liberare il tuo cesto da ciò che lo ingombra...

 

 

Matmata

Dopo un bel po' di strada, appisolato e privo di punti di riferimento visivi, eccoci a Matmata Nouvelle, fermata obbligata che uso per recuperare qualche soldo dall'Atm. Sono l'unica anima strana in mezzo a un villaggio di poche case, nel frattempo già due bimbi usciti da scuola mi chiedono sfacciatamente  un dinar.  Un louage con la fascia gialla mi porta a Matmata Ancienne, luogo delle abitazioni troglodita, spero al mio hotel Matmata, e a visitare il ristorante Sidi Driss dove cenò Luke Skywalker.

Matmata ancienne: allo scendere dal louage un personaggio che si materializza dal nulla mi si affianca indicandomi la via verso l'hotel Matmata.  E' un ragazzo bene, per lo meno ordinato, con un giubbino con cappuccio bianco, e mi da il benvenuto con cortesia. Capisco che si propone come guida, anche se non gli do spago mi affianca e mi ripete tutto, questo hotel è così, quell'hotel è cosà, prima volta, da dove, bien venu... Trovo che l'hotel mi piace, 25 dr con colazione, 35 mezza pensione, che scelgo. Poi chi mi mostrerà cosa vedere? Il couch mi assicura: Ahmed è fidato. E allora ditelo...

Perciò va bene, mi assesto in camera e torno fuori. Facciamo un giro nelle case troglodite costruite sottoterra, dice che le famiglie hanno una lato di casa troglodita e uno normale, poi visitiamo il museo interrato, saliamo per la collina ad ammirare il paesaggio dall'alto. Fino a visitare il secondo hotel, quello con camere nelle grotte, che in realtà è più tipico, del Touring club tunisino, all'ottimo prezzo di 20 dinar la notte, cena compresa.

All'interno c'è anche il titolare di una agenzia di tour, mi propone delle visite con autista esclusivo. Tira e molla, alfine accetto il giro in auto per domani, vedrò varie cittadine, ksar etc.  a 220 dr, che ci vivrei una settimana, ma in fondo sembra l'unica cosa da fare, poi mi resta solo la modernità invernale del vacanzificio di Jerba. Ha preso solo uno spuntino di brick, 5dr con pane e acqua, poi do 20 dr a Ahmed che mi aveva detto "visto che non mi hai chiesto prima il prezzo, che non hai contrattato, accetto quello che mi vuoi dare". Che poi capisco che si lecca i baffi, anche perché non ci sono alte occasioni in città. Ma non sta me ribaltare la situazione economica di un anno, di un paese.

 

al bar fumando shisha

 

Torno in hotel, molti adesivi sulle porte a vetri, le solite organizzazioni di viaggio in moto, fuoristrada, avventura internazionali che lasciano la loro impronta al passaggio. Accendo il condizionatore a 31 gradi per scaldare lentamente la stanza che è gelida. Nessuno avrebbe pensato a un freddo così quest'anno, mi dicono. Anche io speravo meglio. Tra poco ceno.

Nella sala pranzo non c'è nessuno, sembro l'unico cliente in una piazza d'armi di tovaglie rosso scuro e tovaglioli bianci a cono. Dopo dieci minuti entra un cinese. Siede al tavolo vicino, ma poi per solidarizzare lo invito al mio, così dividiamo il tavolo e le idee. Teppei Tanaka. Già, che senso ha rimanere in due tavoli diversi in una sala da duecento posti vuota, fredda e buia? Che bevete? Qua serve un carburante per dare colore alla serata, l'unico colore possibile. Offro il vino, 23dr. Passeggiata notturna per digerire, solo lampioni, qualche cane, un paio di figure imbacuccate.

L'indomani alle sette e mezza mi presento a colazione. Sono solo, l'hotel più solo di me. Poter prepararmi un uovo e caffè e latte ci mettono mezz'ora, non se l'aspettavano, saranno andati a cercare la gallina in tutto il villaggio. Pago la stanza e l'autista mi aspetta fuori per il giro con una Megane blu elettrico.

La giornata offre un bel sole radente. Fuliggine tra le montagne aride e qualche ciuffo di palme ai bordi della strada. La salita ricorda i monti dell'Atlante marocchino. Prima fermata a Tujane - village berber, tanto povero che fanno solo i tappeti a "poco prezzo". Non abbocco. Poi una serie di villaggi scavati o costruiti nella roccia, abbarbicati su cocuzzoli. Ghomrasen, Ghermassa, Douirette, Tataouine, Gsar Awled Sultan, Mdenine. Ksar Hallouf, Ksar Hadada dove mi prendo una incazzatura.

 

 

La guida dice che è un luogo con hotel usato ancora una volta per le riprese di guerre stellari. Infatti il dedalo di sale è intrigante, sembra di e denti un albero incavato nel bianco.

Ma nessuna bellezza può reggere alla bestialità umana. Il solito rappresentante della razza umana mi bracca all'interno nonostante non siano previste guide o guardiani, dato che il sito è statale.  Mi precede a ogni passo per portarmi a fare le foto dove tu già andresti. Alla fine gli do un dr per ringraziarlo e mi guarda come se gli accessi fatto l'elemosina, guarda il dr nella sua mano e fa una faccia come per sputarci addosso. Allora non ci ho visto più, ho preso tutte le monete che avevo in tasca e gliele ho gettate in mano. Il mio modo strano di essere permaloso e bipolare. Penso; ti umilio dandoti una quantità irragionevole di soldi in modo che tu ti senta offeso a tua volta, per dimostrarti l'assurdità del tuo gesto, per dirti che non é una questione di soldi ma di equilibrio di cui tu sei assolutamente privo, e te ne faccio sentire il peso. Credo nessuno faccia come me, infatti non sortisco mai l'effetto voluto. Hahaha.  Dopo questo inconveniente mi sono chiuso in un mutismo significativo, e il mio autista sempre a insistere per sapere, Cosa c'è Max, cos'è successo, dimmi per favore. La morale è sempre la stessa. Mai, in maniera assoluta, prendere una guida in un sito, mai accettare l'aiuto di qualcuno che si offre solerte. In fondo anche se è un'agenzia che hai strapagato, ti porta sempre in bocca agli amici che vogliono approfittato di te. Piuttosto bestemmiare Allah in modo che se ne vadano incazzati. O, se proprio non siete pronti alla guerra santa, informatevi ogni santa volta su cosa dovrete attendervi dentro. Debbo pagare qualcuno, una guida, un guardiano? Lasciare una mancia? Ecco, altrimenti siete autorizzati a mandarli bellamente affanculo. Tanto ormai siamo tutti affamati disperati pezzenti uguali. Solo che noi dopo qualche decennio di illusorio benessere siano più restii a venire alle mani. Siamo anche vittime della categorizzazione, strana cura del mistero secondo razzismo. Proteggiamo od osteggiamo  categorie. Mentre non esistono categorie protette, nemmeno per volere di dio. Poveri, ricchi, palestinesi, ebrei, gente ci destra o di sinistra. Alcuni sono degne persone, altre sono carogne. In genere direi che occorre recuperare alla svelta il concetto del singolo essere umano, zeppo di qualità ma anche difetti spesso ignobili. Ambiente e società di riferimento generano accondiscendenza del comportamento secondo principi estesi. Ti faccio buonino o ti forgio per sopravvivere all'inferno della sopravvivenza. Infine, per quanto abbia ricercato l'equilibrio e la saggezza in lungo e in largo, e questa mi sia di aiuto, confermo che oggi resiste solo chi è non diciamo furbo, ma sicuramente scaldo. Mai l'illuso.

 

Il prezzo della benzina in Tunisia è basso. Circa 0,6 euro il litro. Nonostante questo le regioni ddl Sud, entro una distanza di 150 chilometri dalla Libia, godono dell' ulteriore vantaggio del mercato parallelo del carburante. Veloci pick up carichi di taniche portano dal confine l'oro nero libico, più a buon mercato e più potente. "Se con un litro della benzina Tunisia fai dieci chilometri, con quella libica ne fai addirittura 15", mi racconta Ibrahim. Il problema è la sporcizia, perché travaso dietro travaso un poco di sabbia ci entra. I motori a iniezione sono fottuti. Va bene solo per le auto a carburatore normale, o le moto. Costo? Qua la vendono alla metà di quella tunisina, ma in Libia costa 5 centesimi. Cioè, benzina tunisina 0,6 euro al litro, libica di contrabbando 0,3. I pick up fanno i soldi.

In mezzo al grande nulla non mancano le sorprese. Un tunisino che ha lavorato come autista in Italia si è costruito un castello nel mezzo del semi-nulla, però vicino a sufficienza da poterlo confrontare con le misere dimore dei suoi compaesani.

I blocchi di controllo della polizia sono praticamente in ogni strada. Devi rallentare e aspettare un cenno di assenso per poter proseguire. Ma prendono soldi? No, adesso no, gli hanno aumentato un po' di salario. Prima si, tutto volevano qualcosa per il caffè, per la birra... Adesso però possiamo parlare e allora rispondiamo: "che cazzo vuoi?"

La sfacciataggine con cui ti chiedono messier un dinar, bambine che escono dalla scuola e bambini che vorrebbero un stilo o un bombon, e se non lo hai sorridendo ti chiamano e ti tirano un sasso.

Un giorno a Matmata, a camminare e a fare un cazzo, al bar a bere un caffè e a leggere. Mi par strano, dispersivo, ma non era quello che volevo sperimentare?

La sera due ragazzi in jellaba stretti sullo stesso motorino mi girano intorno, fino a che al buio mi chiamano, mi invitano a mangiare sementi nere seduti sul muretto freddo. Mi faccio passare le loro musiche in bluetooth. Poi mezz'oretta al caffè all'aperto, conosco qualche altra ombra della notte, un brutto ubriaco di vita, due grafici egocentrici. Pago due caffè e un'acqua 3 dr. "Glieli porto io" dice uno. Sicuramente si sono guadagnati un dinar. Buono per le sigarette di domani, altro sacchetto di sementi, e il pieno del motorino con la benzina dei bidoni della Libia. I picchi amici del bar vengono a fare le presentazioni. Non ci siamo detti che poche cose. Il  froid l'ha fatta ampiamente da padrona della difficile discussione. Rincasando un altro dallo scudo in volto mi lancia uno sguardo significativo.  Oggi sono stato l'attrazione della serata, forse della settimana.

Consiglio di Ahmed. Avvisami quando vieni di nuovo, ti trovo una casa con riscaldamento. Rent a car, buoni prezzi la prossima volta. Ahmed insiste per portarmi a vedete un villaggio berbero vicino. Ci andiamo con il suo motorino tenuto insieme col nastro da pacchi. Ovviamente il discorso cade sulla carenza di opportunità che gli offre la vita. Rimanere a Matmata è un obbligo, almeno non si spende nulla.

 

bar di Luke Skywalker tra grotte troglodite

 

Il mio autista di ieri continua a frequentare il mio hotel nella speranza che accetti di fare qualche altra escursione. Mi racconta che ha avuto problemi con la polizia, se ti trovano in tasca uno spinello sono mesi di galera. :- Conosce Dubai. Ha picchiato uno a Dubai. Così ora può dire che c'è rimasto per un anno. In galera.

A piedi mi fermo per fare foto, verso sera mi attira un supetette, un mini supermercato che è solo una stanza, un portone di luce che dà sul buio come una bocca sul nulla, un motorino fermo davanti. Vedendomi armeggiare mi chiamano da dentro. È uno studente dallo sguardo intelligente che lavora per fare qualche soldo. Finiamo per parlare di geopolitica e controllo dell'informazione. Mi piace dare il la a giovani inesperti e famelici. La curiosità è l'unica arma contro l'omologazione. Mi chiede se ho saputo di qualche attentato terroristico in giro. No. Strano, tre settimane fa a Sousse hanno fatto esplodere una bomba al mercato. I salafiti tunisini? No, i salafiti somali. Strategie della tensione si espandono come cerchi d'acqua sullo stagno.

Certo adesso a Matmata non c'è nulla da fare. Come nel resto del paese. La brigade turistique della polizia locale mi avvicina con due quad neri per informarsi dove sto, da dove vengo e dove andrò, assicurandomi poi buona vacanza. Vogliono nel contempo farsi vedete e capire che aspettarsi da me in questo periodo fuori stagione, solo, osservatore. Magari avendo sentito che ieri ho mangiato sementi nere con i locali, seduto sul muretto.

I ragazzi ciondolano in due lenti sul motorino, con la sigaretta in mano. Girando guardano gli altri, lanciano richiami. Fumare è un passatempo per vincere la noia. Cosa fai infatti se non hai nulla da fare, ti metti le dita bel naso? No, fumi.

 

piccoli bulli crescono

 

Pago tre notti, 75dn. Ma non era 20 al giorno? Boh, ci tentano, il turista non è che abbia molta memoria, poi tutto è a buon mercato per lui, se ce ne sono pochi devi pur tirarci su qualcosa...

Domani torno a Jerba col bus. Così poi ho provati tutti i mezzi di trasport:  Peugeot cassonato d’annata, treno, louage, bus, carretto con asino, taxi, auto vip di agenzia, motorino senza freni.

Ovviamente la mattina per strada tutti mi sconsigliano il bus e si propongono come veicolo alternativo. Il pick up che fa da agenzia viola farmi da taxi a Jerba. Dice che ci mette troppo e fa un sacco di fermate. Il louage che ha sette persone e aspetta l'ultima mi consiglia di cambiare tanti louage fino a li. Se gli chiedo informazioni sul bus non sa, alza le spalle. Come vuoi, mon amis. La tendenza è di darti solo informazioni parziali, quelle che fanno comodo a loro, quelle che gli danno vantaggio, sul resto stan zitti.

Nell'attesa siedo sopra un pozzo al centro della piazza degli autobus, sotto di me un forte odore di piscio, non so se umano o di mulo. Dopo neanche tre minuti sono assolutamente convinto che sia di mulo. Nessuno piscia in maniera così fetente. Dopo quattro mi sposto.

Lascio Matmata con la sensazione che sia il primo paese dove mi sentirei ben ospitato per lungo tempo, anche se sono così fuori dal mondo che non puoi chiedere un jus d'orange. Compensa una interessante Gabes a mezz'ora di distanza. I sobborghi di Gabes hanno molto in comune con i sobborghi lontani della baixada di Rio.

 

sulla collina come Hollywood

 

   

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     2 - Cartagine e Sidi Bou Said

     3 - Hammameth davvero?

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     5 - Il Colosseo di El Jem

     6 - Tozeur e Nefta

     7 - Douz la port du desert

     8 - Matmata troglodita

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