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Colosseo di El Jem

 

 

 

 

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Colosseo di El Jem

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Colosseo di El Jem

 

 

 

 

 

 

 

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venditore di spremute

 

 

 

 

 

 

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mercato a El Jem

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mercato a El Jem

 

 

 

 

 

 

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trasporto

 

 

 

 

 

 

 

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trasporto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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targa pubblicitaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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El Jem, Kairouan, Sfax

 

 

L'Ultimo Colosseo di El Jem

La mattina mi sveglio alle 9, per cena avevo finito gli ottimi biscotti, sta mattina mi basta il guaranà. Ieri per andare dalla stazione dei louage avevo pagato meno di 2, stamattina alla piazza Martyr ne vorrebbero subito 5. Anche il meter taxi che accetta il viaggio per 3, alla fine mostra che il counter era arrivato quasi a 5. Gli dico che "ne marche pas bien", non funziona bene, un eufemismo per non dirgli in faccia che ho capito che lo ha manomesso per fregarmi. Se c'è una cosa che ho capito, nei mie decenni di deambulazioni per il mondo, è che lamentarsi e fare casino non porta al risultato sperato. In più un arabo accusato da un europeo di essere ladro è fastidiosamente verboso, finisce col cercare il sostegno di amici per farti perdere un'ora in mugugni dialettali, col rischio poi di piantarti lì senza bagaglio...

E' rapido il riempimento del furgone per El Jem, mentre la stazione è il solito girone di storpi e mendicanti e incasinati che vanno a caccia di una moneta. La genere sembra comunque abbastanza disposta ad aiutare. Fra poveri il sostegno è più frequente, domani potrebbe toccare a te. Mi siedo vicino a una donna dai denti cariati che mi offre un confetto della sorella che si sposa oggi.

Dopo cinque minuti ci ferma la polizia per un controllo documenti, tutti danno le loro identità su carta di credito e il poliziotto li comunica via radio. La donna mi dice che questo avviene da dopo la rivoluzione. Poi aggiunge che prima anche il louage costava meno, adesso dopo la rivoluzione tutti i prezzi sono saliti. Le domando come pensa sia la vita adesso. Mi dice varie cose che non comprendo, ma alla fine ci accordiamo su questo: Con Ben Ali la vita era bella, adesso è triste.

L'anfiteatro di El Jem vale la gita, l'impatto è folgorante, una colonizzazione di cultura romana in terra araba, osmosi frequente che oggi il turismo osserva con gli occhi annebbiati dall'architettura, mentre l'impatto sui popoli causato da guerre e imposizioni è per lo più dimenticato. IL colosseo molto più recente di quello di Roma, infatti è l'stato l'ultimo ad essere costruito, coi soldi del più grande mercante di olive dell'epoca. All'interno saremo due o tre turisti, si entra con i soliti 10 dt più uno per le foto, a Roma sarebbero almeno 40 euro e un'ora di coda. Poi la kefiah ti dice mezzo diario, ma quando glieli do, dice che era solo per la bandina che si fissa sulla fronte, per il drappo ne vorrebbe altri 35. Mercanti va bene, ma truffatori no, inoltre mi rogna fare sempre la figura del gringo in tutto il mondo, solito allocco che deve essere fregato. Reagisco con amichevole fermezza, inframmezzando con imprecazioni in arabo che ho appreso in anni di Maghreb. Alla fine scende a dieci ma io gli do solo 5 e lui è contento, gli tiro anche una foto. In compenso per una spremuta d'arancia, in un bar vuoto di fronte all'anfiteatro con un ragazzo accasciato sul bancone mi chiedono 3, ho sbagliato a non contrattare prima. Comunico il mio disappunto al ragazzo, ma lui si appoggia a un inamovibile "L'ha detto il padrone". Già, perché il prezzo così usuale di una spremuta va chiesto ogni volta al padrone, che così ha modo di dare un'occhiata al cliente e decretare il prezzo giusto per l'occasione.

Ma il padrone è Allah? Costeggio la provocazione.

Avrei potuto ribattere che allora era un ladro, ma avrei innescato una seconda rivoluzione araba. Ben mi sta. Evito come la peste una foto col cammello e la vendita di tappeti e rose di sabbia.Poi però una banana al mercato mi viene 0,45 d non 1,50 come a Bizerte.

Ritornato a Susa approfitto dell'orario normale, sono le 15, per sperimentare il ristorante du Peuple sulle mura. Un ottimo antipasto tipo triangolino primavera fritto, salsina col pane, cous cous di pollo, grani di passion fruit in acqua di rosa, te digestivo e Sprite Boga, per 8,3p. Contento conteggio 0,9 di mancia. La guida Routard merita un plauso per il consiglio di questo localino sito vicino all'economico hotel Paris. Al ritorno mi immergo nei vicoli della medina, più moderni di quelli di Tunisi o Hammameth, anche se la migliore rimane quella di Sfax. Fra le calli in sasso camminano madri e bimbe con la cartella, anziani diretti al caffè, ragazzi che vanno all'internet point col berretto da baseball rosso appoggiato sul cucuzzolo, come fosse una mela. Quasi nessuno muove gli occhi vispi in direzione del turista.

La sera pago le mie notti, fa 45 in tutto. E la lavanderia? Ma, quella te la regaliamo.

Beh, stasera ho battuto ogni record, sono a letto alle 17:30, adesso veramente sto esagerando. Una visitina al colosseo e basta, non sto facendo un cazzo. Va bene risparmiare sul hotel, ma da domani mi converrebbe girare e vedere, visto che anche i louages e treni costano poco.

Con due pantaloni la cintura tira ancora.

A piedi per il louage, direzione Kairouan, con la sua bellezza misteriosa dalle volte a cupola, le stradine silenziose, le porte dipinte di azzurro pallido. Cadono alcune gocce dal cielo coperto. Stavolta un ragazzo per strada mi incrocia e mi punta gli occhi senza lasciarmi, comunicativo.

Kairouan

Città d'importanza religiosa. Cosa significhi questo per l'Islam non è chiaro ai più, ma vale la pena fare un parallelo con qualsiasi altra religione, con nascite dei profeti, erezione dei maggiori luoghi di culto, etc. I cinque pilastri della religione impongono la testimonianza (C'è solo un dio, Allah, e Muhammad è il suo profeta...), la preghiera cinque volte al giorno, il Ramadan e la visita alla Mecca. Oltre alla città sacra ne esistono altre minori, importanti per la pratica sociale della religione. Kairouan è la quarta città sacra dipo Mecca, Medina e Gerusalemme, con la grande moschea Qayrawan, la più antica del Maghreb, famosa dall'epoca del califfato nel IX secolo, quando gli emiri la consacrarono capitale dopo la caduta dello splendore di Cartagine.

Il ticket del louage viene 4,8 dinar. Il furgone è un Fiat piccolo, ma sempre con 8 posti, lontano anni luce come immagine dagli spaziosi Toyota. Davanti non si può stare, i due posti sono stretti. A mezzo già una donna voluminosa mi farebbe soffrire. Aspetto che due ragazzi mingherlini prendano posto dietro e ho il mio posto confortevole con loro. Riempiamo in 2 minuti, siamo fortunati, la destinazione è popolare.

Mi perdo in una laterale di Bab Chouhada e mi ritrovo con le mappe del cellulare, Google map e i suggerimenti di Lonely, praticamente unico turista oggi a Kairouan. Ovviamente attiro qualche attenzione dai venditori di antichità e artigianato, sopratutto bambine e tappeti. Ma la Medina è così bella che accetto tutto.  Viottoli bianchi e porte decorate, non molte ma originali e non turistiche, cunicoli bui e stretti, negozietti inoculati nei corridoi a volta contengono sarti e ciabattini in due metri quadri.  E poi mezzo chilo di pasticcini a un'euro.

Mi sono rinfrancato la vista con i numerosi minareti che svettano in ogni angolo in miniatura come le torri di San Gimignano. Vedere le moschee non mi interessa, a meno fino a quando non mi spaccio per muslim. Col mio navigatore a piedi ricerco la direzione per il ritorno. Molti mi salutano, bonjour, hi, hallo, sopratutto bambini. Tre mi suggeriscono di fare una foto ai passeri di una vetrina, poi prontamente mi chiedono un dinar, sguazzano. Il leit motif del turista che fa foto a tutti e del tunisino che cerca di guadagnare su tutto diviene macchietta, più che cultura.  Mi sorridono orafi e panettieri. Qualcuno mi indica che la Medina è dall'altra parte. Quando ringrazio dicendo che vado ai louage mi indicano con solerzia la direzione che sto già seguendo. Un ragazzo mi precede e mi prende le misure. Capisco dallo guardo, mi attende agli angoli, poi mi indirizza alla stazione di louage facendomi fare mille deviazioni, fino a presentarsi, una volta datagli la mano non ne la lascia e se la porta varie volte sul pacco, dove percepisco il tiro. Vuole invitarmi a casa sua, che è lì vicino. Una maison berbére, per fare un massaggio, nessuna paura, tranquillo, insiste. Ma io ringrazio, diniego e sorrisi, seguendo fermo la mia strada. Mangio al Roi de Cous cous, pollo alla brace, patate e couscous di verdure piccanti, limonata e te, a 12dt compresa parlata in italiano. E mi dirigo a Sfax.

Dopo tanta fortuna, questa volta l'attesa supera l'ora. 8,80 il costo.

Bou Hadjila 15,30 bella uscita da scuola.

 

Sfax

Smabra che da queste parti quando uno va a prendere davanti a scuola la ragazza con la nuova Renault rossa, va con gli antinebbia accesi.

45 dt per la mia stanza al Tyna e mi sento ritornato viaggiatore anonimo in un angolo moderno circondato di tradizione. Lo stesso al bar dei musulmani ubriaconi, come ne é piena la Tunisia. Alla fine io pago 3 rais una birra che tutti pagano 2,50, ma almeno vedo molti tunisini repressi e la linea di fondo del mondo che è fregare. Lo capisco anche nelle notizie sulla decadenza di Berlusconi che per l'amor di deus vedo da molto lontano, così non mi fanno acidità, di fronte alla creduloneria popolare. In questi momenti desidero non essere nessuno, gettarmi in un villaggio sperduto del deserto e lasciare che il destino segua il suo corso, nonostante le ambizioni marce degli umani.

Il barista mi propone anche profumi fake a 5 dt. Buono a sapersi per il futuro. Ma gli spiego che non viaggio con il peso di grandi bagagli nel deserto che mi aspetta. Annuisce a malincuore, non ha ancora strategie per questo tipo di obiezione.

Lofti da Tunisi mi bracca con messaggi perché vuole che gli mandi dei soldi. Non ha capito nulla di me e della vita, forse la mia solarità ha causato disastri. Fanculo, blocco il suo numero, cazzi suoi.

Ci sono tre tipi di tunisini. Quelli che vogliono ubriacarsi, quelli che vogliono fregarti e quelli che vogliono dominare il mondo con l'Islam. Spesso i primi due coincidono. Mi dispiace dirlo, ma i terzi, per motivi sbagliati, almeno sono più onesti nei miei confronti. Alle 19 comunque è tutto chiuso, a stento riesco a trovarmi un panino freddo e un maklud, costo 1,4 d totali.

Una sola coperta in questo hotel che mi è come le notti a Sousse. Faccio tutto in fretta, mangio anche due uova per riempirmi al petit dejuner, Giro in taxi per farmi portare in tempo al treno delle 10 per Tozeur, che poi posso raggiungere comodamente a piedi, ma scopro che il treno del mattino in inverno viene abolito, e quindi partirò solo alle 13.30. Non mi resta a malincuore, che visitare l'ennesima Medina, sacco in spalla.

Mai voltarsi quando ti chiamano: messier, messier...!

Un po' di foto, qualche nome aggiunto in Facebook per mandarle a loro, poi dritto a un Internet Pont per copie delle foto. Ovviamente dalla volta precedente i miei devices sono infetti da virus tunisino. Ovviamente occorre abituarsi alla tastiera AZERTY.

Anche a Sfax, sguardi e sorrisi di strada. Un inverno primaverile, molti ragazzi in camicetta, qualcuno in felpina. Solo la sera serve il giubbino.

Ho chiesto quattro volte al controllore sulla porta, si, si, il treno è questo. Ma, se va verso Tunisi! Si, si, è questo. Ma io non pago, domando anche a un altro. No, non è quello per Tozeur, non è ancora arrivato, è in ritardo. Testa di cazzo, ha un lavoro perché è parente di qualcuno, o ha pagato per un lavoro.

Alla fine farà un'ora di ritardo.

 

 

 

القيروان

5 - continua in     6 - Tozeur e Nefta

 

 

novembre-dicembre 2013

 

 

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     1 - Tunisi e rivoluzione

     2 - Cartagine e Sidi Bou Said

     3 - Hammameth davvero?

     4 - Il mare di Sousse

     5 - Il Colosseo di El Jem

     6 - Tozeur e Nefta

     7 - Douz la port du desert

     8 - Matmata troglodita

     9 - Jerba europea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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