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    una città medioevale fra piazze, mura e portici

Treviso

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Treviso - 10 cose da vedere in una passeggiata

 

 

Treviso - map - le vie e le piazze

 

 

 

 10 cose da vedere

 

porta San Tommaso, uno degli ingressi della città storica attraverso le mura

 

Treviso è una antica cittadina medievale cintata da mura, fuori dai percorsi turistici più battuti (dista 25 chilometri da Venezia), e incanta il viaggiatore per la coesistenza pacifica e armoniosa tra la natura e le costruzioni umane.

 

La visita inizia sempre da Piazza dei Signori, cuore storico della città e luogo di incontro dei trevigiani. 

Il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Trecento (sede del Maggior Consiglio cittadino sotto il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia), la Torre Civica vivono a stretto contatto con portici, bar, taverne, negozi e botteghe storiche.

Da qui parte via Calmaggiore, la più importante strada commerciale di Treviso, con le botteghe protette dai portici, la antica struttura architettonica che ripara i passanti dal sole e dalla pioggia.

Se Piazza dei Signori è il cuore civile di Treviso, il Duomo e la Chiesa di San Nicolò sono quello religioso, insieme al Complesso di Santa Caterina, oggi museo. Nel passeggio tranquillo per la città vi farà compagnia l’acqua, l’elemento predominante ma discreto che rende Treviso bella come Venezia, più reale e vivibile, anche se meno caotica e "cartolina turistica".

Piazza dei Signori a Treviso

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Piazza dei Signori a Treviso è da sempre il cuore mondano e il salotto buono dei trevigiani. La piazza sorge infatti sull’antico punto d’incontro di epoca romana e nel corso del tempo è stata sede del mercato, oltre che luogo di discussioni politiche e culturali e anche da Berlina.

 

Sulla piazza, elegante, accogliente e molto curata, si affacciano eleganti portici, ristoranti, bar con i loro tavolini, negozi e boutique. Il panorama di Piazza dei Signori a Treviso è dominata da tre degli edifici più importanti della città: il Palazzo del Podestà, che risale al 1400, la Torre Civica e il Palazzo dei Trecento. Da Piazza dei Signori si apre Calmaggiore, la via principale di Treviso, che porta al Duomo. Si tratta in realtà di un vicoletto di selciato, stretto da portici e case storiche, caratteristico e molto ben tenuto come tutto il centro storico di Treviso.

La vita signorile di Treviso è stata resa famosa dal film di Pietro Germi del 1966 "Signore e Signori", che racconta anche le storie nascoste di relazioni e vicende boccaccesche.

Il Palazzo dei Trecento a Treviso

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Questo edificio, costruito nel 1210, domina la Piazza dei Signori e prende il nome dai 300 membri del Consiglio del Comune. Con le sue arcate di mattoni rossi, ancora oggi ospita le riunioni del consiglio comunale ed è uno degli esempi più importanti di architettura romanica della città.

 

I suoi interni sono decorati da affreschi duecenteschi e si possono vistare in occasione di mostre ed eventi culturali. I segni del bombardamento del 7 aprile 1944 sono evidenti in alto sulla facciata di questo palazzo: una linea continua tra i mattoni segna una linea continua, come una ferita per non dimenticare.
Piazza dei Signori ospita anche un edificio unico nel suo genere: si tratta della Loggia dei Cavalieri, una struttura ad archi dalla forma irregolare, aperta, costruita nel 1200 per permettere ai nobili di partecipare ai giochi di società.

 

Palazzo del Podestà e Torre Civica a Treviso

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Con la sua elegante facciata di mattoni rossi, Il Palazzo del Podestà domina la piazza dei Signori a Treviso. L’edificio fu costruito nel XIII secolo è stato ricostruito più volte. Alla sua base si trovano alcuni dei più tipici e rinomati bar per un fugace spuntino.

 

Come dice il nome, era la sede del Podestà, che per legge non poteva essere di Treviso né dei paesi vicini: per questo non aveva una casa e vi si trasferiva con tutto il suo seguito.
Oggi il Palazzo è noto anche come palazzo della prefettura e alle sue spalle si trova la Torre Civica, la torre più alta di Treviso, che con la sue inconfondibile struttura merlata domina la Piazza dei Signori. Ogni 7 aprile alle 13, i rintocchi della campana della torre ricordano il bombardamento che distrusse la città nel 1944.

 

Calmaggiore e la Fontana delle Tette a Treviso

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Calmaggiore è la via più importante del centro storico di Treviso. Originariamente il Cardo Maggiore di epoca romana, oggi è un elegante vicoletto costeggiato di negozi, boutique e residenze storiche.

 

fontana delle tette

 

Calmaggiore porta da Piazza dei Signori a Piazza Duomo e quindi da sempre collega il cuore politico di Treviso con quello religioso. Si tratta di una bella passeggiata sotto i portici, tra vetrine scintillanti, botteghe e boutique, a simboleggiare la perfetta armonia tra passato, presente e futuro e la simbiosi della tradizione con il progresso. Lungo Calmaggiore si possono ammirare i resti dell’antica strada romana: l’accesso si trova negli scantinati del negozio “Argenteria Marza”. Proseguendo, nel cortile di Palazzo Zignoli troverete una ricostruzione della famosa fontana delle tette: una piccola fontana sormontata dal busto di una donna, dai cui seni sgorga acqua. La statua originale, del 1559, è custodita in una teca nel Palazzo dei Trecento e merita una visita perché la fontana fu ideata per festeggiare il nuovo sindaco: ad ogni insediamento, quindi, per tre giorni la fontana delle tette elargiva vino bianco da un seno e vino rosso dall’altro.

La Chiesa di San Nicolò a Treviso

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Nonostante il Duomo, che con la sua facciata neoclassica troneggia appunto in piazza Duomo a Treviso, la chiesa più grande della città e che sicuramente merita una visita è la Chiesa di San Nicolò, costruita nel XII secolo dai frati domenicani grazie ai lasciti di Benedetto XI.

 

Si tratta di uno degli esempi più importanti di stile gotico in Italia, dalle forme molto allungate e davvero suggestive nella loro semplicità. La chiesa è stata restaurata varie volte soprattutto dopo il bombardamento del 1944, ed oggi le sue grandi colonne che dividono la chiesa in tre navate sono decorate da preziosi affreschi di Tomaso da Modena e dai suoi allievi, che risalgono al XIV secolo. Sulla navata destra spicca un grande organo con le ante dipinte e il presbiterio ospita il monumento sepolcrale del Senatore Romano Agostino Onigo, il cui sfondo dipinto è attribuito a Lorenzo Lotto.

Le Mura e i Corsi d'acqua di Treviso

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Treviso, l’antica Tarvisium di epoca romana, era circondata da una cinta muraria già all’epoca della sua fondazione, e le mura hanno sempre protetto la città. Oggi alcuni punti delle mura si possono visitare e fino a un passato recente si entrava in città soltanto attraverso le tre porte: Porta San Tommaso, Porta Santi Quaranta e Porta Altinia.

 

Vicolo dei Buranelli e il ricordo dello scrittore Giovanni Comisso

 

Il Leone Alato di Venezia si può ancora ammirare nei pressi delle Porte, a testimonianza che Treviso era l’avamposto più importante della Repubblica di Venezia sulla terraferma.
Le mura e la storia di Treviso sono legate a doppio filo a quella dei suoi corsi d’acqua, che circondano le mura e che si ammirano a piedi o in biciletta: troverete ville affacciate sul fiume con gli antichi lavatoi sospesi, giardini, parchi curati e una quiete assoluta.
Lungo il percorso vi consigliamo una sosta sul ponte di Dante“dove Sile e Cagnan s’accompagna”, come dice appunto il Poeta nel canto nel suo Paradiso. Dal 1865 una stele ricorda Dante Alighieri, ma questo ponte è noto anche come “ponte dell’impossibile”, perché anche dopo la sua ricostruzione in pietra i trevigiani temevano che sarebbe crollato come gli altri ponti di legno travolti dalle piene dei due fiumi.

Isola della Pescheria e la Festa dei Buranelli a Treviso

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L’isola della Pescheria prende il nome dal mercato del pesce che ha luogo qui ogni mattina. L’isolotto si trova proprio nel centro di Treviso, sul fiume Cagnan Grando, ed è collegato al centro tramite due ponti che si attraversano a piedi o in bicicletta.

 

Si tratta di un’occasione unica per assaporare le tradizioni e la vita quotidiana di Treviso, e per ammirare anche uno degli antichi mulini che servivano per lavare la piazza Monte di Pietà quando il mercato del pesce si trovava sulla terraferma. Il mercato fu spostato nel centro del fiume Intorno al 1850, unendo tre isolotti naturali. Se vi trovate a Treviso nella seconda metà di giugno, non potete perdere la Festa dei Buranelli: si tratta di una serie di eventi che prende il via nel sottoportico dei Buranelli in centro, e che comprende concerti, spettacoli di marionette e degustazioni della gastronomia locale.

Il Complesso di Santa Caterina a Treviso

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Il complesso di Santa Caterina è il polo principale delle rete dei Musei Civici di Treviso, che comprende anche il Museo Luigi Bailo, al momento chiuso al pubblico, e il complesso Ca’ Da Noal – Casa Robegan – Casa Karwath.

 

Il complesso comprende la chiesa e il convento, restaurati di recente. La chiesa di Santa Caterina è un interessante esempio di stile gotico e merita una visita per gli affreschi realizzati tra il Trecento e il Quattrocento, mentre l’ex convento è aperto ai visitatori con due chiostri racchiusi nel verde e un’interessante sezione archeologica che testimonia la vita quotidiana dell’uomo in queste zone fin da suo primo insediamento, 300.000 anni fa.  

Per gli appassionati di musei, a fianco del Duomo si trova anche il Museo Diocesano d'Arte Sacra.

 

Mosaici paleocristiani

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I Mosaici Paleocristiani sono una delle opere dell'uomo rimasteci che collocano la antica città di Treviso nella storia della comunità italiana agli albori degli insediamenti umani.

 

Li potete trovare nella calle che porta dalla piazzetta Pola alla Piazza del Duomo.

 

Cosa mangiare a Treviso

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Se pensate che Treviso sia soltanto radicchio e Prosecco, vi sbagliate di grosso. È vero che qui il risotto col radicchio è una vera delizia e che il Prosecco è inimitabile, ma Treviso è una terra ricca di armonie di sapori lagunari e di terra, che da sempre rendono i piatti sostanziosi, gustosi e davvero molto saporiti.

 

Oltre al radicchio, quindi, che è ottimo con riso e salsiccia ma anche soltanto grigliato, scoprirete pesce e secondi di carne, annaffiati da alcuni dei migliori vini italiani: Prosecco di Valdobbiadene in primo luogo, ma anche Cabernet, Merlot e Pinot Bianco e Grigio.
Non potete iniziare un pasto senza un aperitivo in uno dei bar di Treviso: oltre al Prosecco potete chiedere 
un’ombra (un bicchiere di vino bevuto all'ombra dei portici) o uno Spritz, accompagnati da gustosi rompidigiuno come polpettine, frittatine e pane con sarde e mozzarella. Ottimi anche gli snack tradizionali, i panini con la porchetta, i tramezzini, i cicchetti nelle varie locande e bar.

 

Per un veloce snack

sono molti i locali in centro che propongono prodotti tipici regionali. Ad esempio Hosteria Dai Naneti con i filoncini di pane fatti al momento con affettati e formaggi a vostra scelta, accompagnati da una ampia scelta di vini, in vicolo Broli 2, accanto al Palazzo dei Trecento; o l'Osteria Dalla Gigia in via Barberia 20, con la sua curiosa collezione di vecchi cellulari attaccati al muro.

Hosteria Dai Naneti


Se volete sperimentare la vera cucina locale, tra i primi sono da non perdere la 
pasta e fasjoi e la pasta fatta in casa, come i bìgoi all’anedra, gli gnochi, le tajadèe Tra i secondi merita un posto d’onore la sopa coada, un piatto unico a base di pane raffermo e carne di piccione, e i pesci di acqua dolce, come trote, carpe, anguille. Conclude il pasto il tiramisù, tipico dolce fatto di biscotti savoiardi intinti nel caffé e liquore e ricoperti da una crema di mascarpone con una spruzzata di polvere di coccolato, ricetta che è nata proprio qui a Treviso.

 

Risultati immagini per tiramisù treviso

 

 

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Itinerari turistici di Treviso

 

 Da Treviso inizia anche un piacevole percorso in bicicletta lungo la Restera, area che fiancheggia il fiume Sile.

 

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Treviso: tradizione e un occhio al futuro

Treviso città d'arte e città d'acque. Sono infatti i fiumi (Sile e Cagnan, citati anche da Dante nella Divina Commedia, e ricordati in una lapide nei pressi del Quartiere Latino) e i numerosi canali a tratteggiare l'identità della città: non è un caso che uno degli scorci più belli e caratteristici della città sia quello intorno al ponte dei Buranelli, che attraversa il canale omonimo e nei pressi del quale si tiene la Pescheria, il tradizionale mercato del pesce.


Il salotto di Treviso è però la piazza dei Signori, incorniciata dal Palazzo dei Trecento, edificio romanico che fu pesantemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e pertanto ricostruito nel dopoguerra, dal Palazzo della Prefettura e dal Palazzo Pretorio. Il lato occidentale della piazza è delimitato dal Calmaggiore, elegante via porticata che conduce al Duomo, la cui veste attuale è quella risalente agli interventi secenteschi in stile neo-rinascimentale. Il pronao e la scalinata antistante, invece, sono ottocenteschi. L'interno custodisce l'Annunciazione Malchiostro di Tiziano. A sud-ovest del centro storico, merita una visita la chiesa gotica di San Nicolò, edificio religioso più grande in città.


Ricca di prestigiose testimonianze del passato, Treviso è però anche una città che pensa al futuro e che appare propensa al cambiamento. Lo dimostra, ad esempio, la recente risistemazione (2006) dell'area limitrofa all'ex Ospedale di Santa Maria dei Battuti: è il cosiddetto Quartiere Latino, cuore della vita universitaria (qui sono ospitate infatti le sedi distaccate delle università di Padova e di Venezia) e notturna della città. 


 

La Marca Trevigiana tra città murate e castelli

Il territorio della provincia di Treviso coincide con quello della Marca Trevigiana storica, integrata nei domini veneziani di terraferma dalla metà del Trecento. Fortificazioni, castelli e strutture difensive di età medievale ci raccontano una storia intensa, fatta di battaglie, conquiste e passaggi di mano.
 

È il caso di Castelfranco Veneto: città natale di Giorgione e nota per la Pala di Castelfranco, opera dell'artista conservata in Duomo, fu fondata nel 1195 come fortezza a difesa di Treviso dalle rivali Padova e Vicenza. Per incentivare l'insediamento nella città-castello, gli abitanti erano esentati dal pagamento di tributi (da cui il nome di Castel-franco). Il centro storico è racchiuso entro le mura di mattoni rossi del Castello a pianta quadrata. Il perimetro è scandito da sei torri, una delle quali (quella che guarda verso Padova) è divenuta il campanile del Duomo.

Altro interessante esempio di fortificazione è Conegliano. Quando, nel sec. XII, la città si organizzò in libero Comune, si dotò di un Castello, struttura difensiva assurta a simbolo dell'identità cittadina e nei secoli potenziata dai diversi "conquistatori" (da Treviso alla Serenissima). Del complesso originario, in cima al colle di Giano, non rimane molto: resti delle mura, la Torre della Campana (che oggi ospita il Museo civico) e la chiesetta di Sant'Orsola (parte dell'antico Duomo di San Leonardo). Da qui, tuttavia, si gode di un bel panorama sulla pianura veneta e sulle Prealpi. Meritano infine una visita Portobuffolè, autentico gioiellino rinascimentale, e Asolo, nota per gli edifici cinquecenteschi e l'imponente Rocca (sec. XII) che domina la città. Entrambe sono annoverate, a ragione, tra i "borghi più belli d'Italia".