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Per chi ama il Brasile a tinte forti, fuori dai luoghi comuni turistici

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raccolta di storie

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La neve di Rio - 3

 

 

Quel pomeriggio, aggirandomi fra le baracche di libri all’aperto, avevo notato il libro che raccontava la storia del Comando Vermelho, una delle fazioni che dominano le favelas. Costava 40 reais, e all’inizio, in preda alla mia tirchiaggine, l’avevo considerata una cifra alta, riservandomi di guardare in altre librerie in seguito.  Alla sera era in programma un salto in discoteca: The Week era piena di ragazzi che aspettavano un segnale, un segno, lo scoccare di una scintilla di vita che non sarebbe mai arrivata. Ma si accontentavano della musica, delle bibite e dell’inebriante atmosfera arroventata. 

 

            La maggior parte era li perché c'erano tutti, in cerca i tutti. Quale istante si salvava nell'universo temporale, fra lampi verdi e corpi costruiti per sembrare? Sono rimasto due orette, girando fra la folla gremita sotto il vento gelato, li dove le casse facevano sentire in petto un cuore tutto suo. Potevi essere morto e i bassi ti tenevano in vita, meglio dell'ospedale, nei bagni un viavai di gente senza camicia che usciva strofinandosi il naso e osservandosi allo specchio. Una bella esperienza, poi avevo le gambe stanche e avevo visto la fauna. Scappo per primo. Il tutto per 50 reais di entrata e ventiquattro di whisky nazionale e splash.

Il giorno dopo sono corso a comprarmi il libro, mentre sui giornali gli specialisti lanciano l'allarme: il consumo di droghe sintetiche e già diventato un problema di salute pubblica.

            Samuele di 21 anni, è uno dei cinque spacciatori presi dalla polizia, tutti ragazzi di classe media. Nell'interrogatorio rivela che la sua squadra riceveva le compresse di estasi da tre fornitori e che le pillole venivano da Amsterdam. Samuele, che è stato catturato mentre dormiva in un condominio di Jacarepaguà, afferma che nei rave, frequentati anche da 10.000 persone, c'è un elevatissimo numero di venditori di ecstasy, perché non tutti hanno il denaro per comprarsi la droga. In giro per le feste ce ne saranno almeno tremila. Allora tengono in tasca una decina di compresse per venderle e guadagnare il denaro per mantenere il proprio vizio.

La cattura dei cinque giovani di classe media accusati di vendere droghe sintetiche nelle feste giovanili, ha rivelato dettagli di come funziona lo schema del traffico che circonda gli eventi di musica elettronica a Rio. Secondo Samuele, di spacciatori con migliori connessioni finanziarie viaggiano per Amsterdam, capitale olandese, dove acquistano ogni compressa per il valore di circa un dollaro.   Le comprano in quantità enormi circa 10.000 compresse, che rivendono nelle feste per un valore moltiplicato dalle 12 alle 15 volte. Nelle mani di tremila spacciatori.    Centomila dollari ne fruttano così quasi un milione e cinquecentomila. ma con l'aumentare dei controlli e della repressione della polizia, i prezzi salgono ulteriormente di un 30-40 per cento. I principali fornitori dei giovani spacciatori abitano a Recreio, la nuova zona costiera di sviluppo edilizio della classe media, i quali organizzano il commercio di altre zone famose fra i giovani. È il caso di Florianopolis, emergente zona balneare dello Stato di Santa Catarina, dove i giovani di giorno cavalcano le onde con il surf e alla sera volano fra le ali della musica.

 

 

La neve di Rio - 4

  

 

I giovani di Rio sono abituati a spendere circa 300 reais a persona per cada festa in alcol e droghe (ed è solo il dato del 2008).

Molto spesso, a causa dell'alto costo della serata, rimangono senza niente in tasca e vanno in giro alla ricerca di cinque reais in prestito per arrivare a casa o di un passaggio con qualche amico. è una perdizione, l'utilizzo di droghe è arrivato ormai al 99%. C'è gente che prende 15 per notte, le mischia con vodka e Red Bull, che le chiama "succo". tutti diventano istupiditi, spesso qualcuno sta male. questo è oramai un canovaccio tipico che pervade non solo le classi sociali più elevate, ma finisce per attrarre sempre di più anche i giovani delle classi disagiate, che per far fronte alle spese si devono inventare una qualche forma di reddito, la maggior parte delle volte illegale. Cosa che capita anche a figli di famiglie bene, che non vogliono continuare a chiedere troppi soldi ai genitori. Conosci ragazzi e ragazze di buona famiglia che arrotondano offrendo il proprio corpo a pagamento, in modo discreto. Non è un dramma per nessuno, la gente lo sa e va bene a tutti. 

E' molto facile abituarsi a questo stile di vita, che passa attraverso cocaina e LSD a seconda delle stagioni, perché alle feste c'è molta "bella gente", vestita alla moda, una visione ambita che tira la volata all'immaginario collettivo di successo e di divertimento. L'hai presa una volta, continui la seconda. C'è gente di tutte le classi, famosi, artisti, giocatori di calcio, poliziotti e perfino poveri, che vendono per pagarsi la festa. Per questo il traffico si va moltiplicando. E non smette.

 Samuele ammette che stava alla festa del  Tribe Rio, quella mattina di domenica in cui un adolescente di 17 anni morì e altre 20 persone furono internate con segnali di abuso di alcol e droghe. In quel caso la polizia iniziò a investigare sulla denuncia che parlava di addetti alla sicurezza che vendevano droghe ai frequentatori. Dopo qualche giorno in cella assieme ad altri quattro "colleghi", Samuele dice di essere pentito. "Vorrei smettere. Ho un figlio di due anni, non voglio che faccia questa vita. Se lo facesse glielo impedirei, o andrei là e gli mostrerei che non è un posto per lui..."

Parenti e amici dei ragazzi presi aspettano nella stanza del commissariato. Abbattuti, si rifiutano di commentare fra loro una madre dice solo che è stata consigliata dall'avvocato non commentare la cattura del figlio. Afflitti e in silenzio, padri, sorelle e innamorate aspettano per ore la opportunità di vedere i figli catturati. Alcuni portano acqua, cibo e vestiti di ricambio ai ragazzi che dividono la stessa cella in fondo al sordido seminterrato del commissariato di Vila Isabel. Samuele non trattiene le lacrime di pentimento, scaricando la tensione e lo stress, ringraziando Dio per la prigione, nella curiosa esuberanza del sentimentalismo brasiliano. "è l'unico modo che ho per smettere di drogarmi. Giuro che non voglio più andare a un Rave Musicale ". Lacrime di uno spensierato coccodrillo che finora ha approfittato dell'amicizia di Carlos Domingos, detto Carlao, da dieci anni re incontrastato delle droghe sintetiche a Rio, con un fatturato minimo di 5000 euro la settimana. Momenti di nervosismo per migliaia di giovani i cui nomi sono stati trovati nei biglietti dei "venditori" con accanto il numero delle richieste: 200,300, qualcuno anche mille pasticche. Notti d'ansia anche per le compagnie di amici che ordinavano solo qualche decina di pillole per "rallegrare" un'escursione di carnevale a una serata in discoteca.

 

Max Bonaventura

 Rio de Janeiro, 31 maggio 2008

 

leggi in seguito:  Come diventare spacciatore

leggi anche : La neve di Rio - 1
La neve di Rio - 2
La neve di Rio - 3

 

 

:

max.bonaventura@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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