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Per chi ama il Brasile a tinte forti, fuori dai luoghi comuni turistici

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La neve di Rio – 2

 

 

   

La società di oggi sembra costruita apposta per incamminare le nuove generazioni all'uso indiscriminato delle droghe.  Esistono numerosi prodotti farmaceutici chiamati Smart Drugs, cioè droghe furbe, che sostengono lo sforzo atletico, l'energia psico-fisica, l'attenzione, la concentrazione. I genitori spesso non nascondono di appoggiarsi a sonniferi, o eccitanti, pur sconsigliandone l'uso ai figli. Ma come salvarsi dall'ipocrisia di un mondo che al mattino critica un atteggiamento, e al pomeriggio dimostra di prediligere il risultato in ogni campo, dallo sport allo spettacolo?

La discoteca è oramai il luogo deputato al tracimare delle abitudini.  E' un'oasi di libertà dai controlli e dalle responsabilità, in cui il giovane finalmente si lascia andare al tipo di eccessi in cui si specchia la maggiorparte degli amici. La musica battente sembra fatta apposta per chiedere un rifornimento che ne potenzi l'effetto. Con l’utilizzo dello Special K, il ragazzo si sente spesso in preda ad allucinazioni secondarie, che diventano pericolose in presenza di mistura con alcolici ed altri cocktail di droghe. Accade così che il giorno dopo, quando l’effetto del micidiale cocktail “batte” ancora nelle vene e cerca di essere debellato dall’organismo, il cervello finisca in preda a disturbi ottici e sonori, le percezioni producono effetti veramente allucinatori.

 Molto utilizzata dai giovani alle feste è il Ghb, un liquido costituito dal principio chimico che forma anche le pasticche di ecstasy, e delle innumerevoli e variopinte pasticche che rientrano nella categoria delle MD, le meta-anfetamine.   La cocaina è ormai la regina indiscussa di ogni festa privata, della maggiorparte delle riunioni in casa di amici della borghesia media, ma e dovunque si vada in cerca di una carica tonica ed eccitante.  Cadere sotto la morsa della coca significa percorrere la strada del vizio che porta fatalmente al furto e ad ogni tipo di attività atta a garantire la dose giornaliera di stimolante, senza il quale la realtà si presenta in tutta la sua miseria.  Il costo molto basso di approvvigionamento nelle “bocche” delle favelas rende fluida l’osmosi fra necessità e servizi, mentre a farne le spese sono i rapporti interpersonali, che perdono i già labili contorni di rispetto e di riservatezza.

 La Pillola più di moda è comunque l’Ecstasy, che essendo importata dall’Europa assume presso i giovani il fascino dell’esotico, il classico prodotto del “primeiro Mundo”.  La cosiddetta “Bala” dà energia per ballare tutta la notte.  Tutti i gruppi di ragazzi hanno un amico che é esperto, spesso amico personale di qualche fornitore.

 La bala dà effetto, cioè batte dopo dieci minuti o mezzora, e da lì uno balla agitato ma percepisce una dolcezza che finisce con l'effetto. Ma il giorno dopo continua una assenza di forza, una leggerezza, una percezione dolorosa della sensibilità che sembra un bagno schiuma alla menta sulla pelle, con brezza sul corpo. Il pericolo è moltiplicato dal fatto che molte delle pillole arrivate dall’Europa sono scadute o frutto di misture non controllabili.

 La pellicola detta Dolce, divisa in quattro parti si applica sotto il palato e diffonde una lieve allucinazione estatica. Non come quella che provocò un incidente curioso ad un amico che in discoteca accettò di bere una vodka nella quale era stata disciolta una intera cartina e la notte telefonò per dire che vedeva formiche invadere il letto, scarafaggi alle pareti gli impedivano di avvicinarsi alla porta, e la faccia enorme di un amico rideva dal muro. Solo una settimana prima una donna dallo spirito debole aveva trovato scampo gettandosi dalla finestra del dodicesimo piano in preda alle allucinazioni. Non volendo che capitasse lo stesso anche a lui, mi intrattenni al telefono per un’ora, fino a quando un amico riuscì ad arrivare al suo appartamento.

 

Max Bonaventura

continua - Rio de Janeiro, 31 maggio 2008

 

 

leggi anche : La neve di Rio - 1
e : La neve di Rio - 3

 

 

:

max.bonaventura@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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