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Per i turisti Italiani entrare in Brasile è semplicissimo. Non c'è bisogno di chiedere nulla in ambasciata ed  è consentito l'ingresso in qualsiasi aeroporto o frontiera del paese.

 Gli Italiani che si recano in Brasile per turismo/affari non hanno bisogno di visto. Dovendo invece svolgere qualsiasi attività professionale, dovranno richiedere un visto appropriato:

Sarà sempre richiesto un documento di viaggio dell’interessato, quale il passaporto con validità minima di sei mesi e una pagina libera

Il visto si ottiene senza alcun problema all'arrivo in frontiera o in aeroporto e la sua validità è normalmente di 90 gg., ma per viaggi turistici non è infrequente trovarsi stampigliato sul passaporto un permesso di soli 30 gg. Per chi ha intenzione di risiedere di più, è buona norma segnalare la durata della permanenza, che deve essere comunque dimostrata da un biglietto di ritorno.

Il visto può arrivare così al limite massimo, che è di 90 giorni. In alcuni aeroporti, da un paio d'anni non vengono stampigliate durate di permanenza, ma viene solo apporto un timbro con visto di ingresso, la cui data fa fede per il calcolo della permanenza effettiva.

Importante: durante lo sbarco vi viene richiesto di compilare due moduli, uno per l'immigrazione, e uno per la denuncia di eventuali beni importati soggetti a tassazione (elettronica sopra il valore di 500 URD. e beni non di uso personale). Il primo modulo deve essere conservato assieme al passaporto e esibito alla partenza.
Per l'estensione eventuale della permanenza oltre i primi 90 giorni, consentita per gravi motivi, è fatto obbligo della richiesta all'ufficio della Polizia Federale entro l'ultimo giorno di scadenza, la quale valuterà la possibilità di estendere il visto per altrettanti 90 gg.

 Da agosto 2011 la proroga, effettuata per molto tempo in modo quasi automatico per i turisti italiani, ritornava ad essere una discrezione a cura della Polizia Federale.

Da ottobre la normativa per il permesso turistico concesso agli italiani muta nuovamente, ora si può restare 90 giorni solo ogni SEI MESI.

Link: www.portalconsular.mre.gov.br


 

Sulla Sanità in Brasile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La situazione attuale:

www.portalconsular.mre.gov.br

Qui le norme attualizzate al 3 ottobre 2011 riportano l'Italia nella lista dei paesi con permesso di rinnovo degli iniziali 90 giorni annuali di permesso. Si torna quindi a 180 giorni nell'arco dell'anno, ma suddivisi in due blocchi da 90 giorni ogni 6 mesi, che devono cioè essere separati da un periodo di 90 giorni fuori dal paese. Chi volesse utilizzare tutto il tempo a disposizione, dovrebbe fare 3 mesi dentro, 3 mesi fuori, poi altri 3 mesi dentro e 3 fuori.

 

 

Dopodichè sarete clandestini. Questo può accadere sia nel caso non abbiate potuto estendere il permesso, sia che vi dilunghiate nel paese oltre la data ultima. In questi casi viene comminata una multa di 8 reais al giorno, fino a un massimo di 800 reais. La pratica di regolarizzazione di eventuale tempo illegale è semplice ma richiede che vengano prese le impronte digitali e pagato l'ammontare presso gli sportelli del Banco do Brasil.

L'alternativa alla pratica di richiesta di estensione del visto potrebbe essere anche quella di uscire dai confini del Brasile e rientrare per frammentare il periodo, sempre mantenendo la somma fissa di tre mesi totali di permanenza in Brasile, ma la praticità di questa soluzione dipende sempre dal luogo in cui vi trovate. Se soggiornate nel Sud, a San Paolo o a Rio, vi sarà semplice fare un volo aereo in Argentina. Le linee della Gol, della Tam e della Azul offrono diversi voli giornalieri a costi relativamente economici. In bassa stagione si trovano anche per 500 reais. L'Argentina però da questo anno è diventata molto cara, nonostante la situazione di crisi perdurante: I ristoranti e gli show di tango sono rarefatti e quelli rimasti sono proposti a prezzi esorbitanti.

Alternative estere sono l'Uruguay con le spiagge di Praia del Este, il Paraguay con visita alle cascate di Iguazù, la Bolivia con gli altopiani e l'esteso Pantanal, o la Guyana Francese, che però non offre infrastrutture turistiche degne di nota.

Visti permanenti

Si possono ottenere per lavoro (previo chiamata o contratto), investimento (150 mila reais da depositare presso il Banco do Brasil per un investimento dichiarato nella richiesta), o sono ottenibili causa matrimonio o pensionamento, in questo caso dimostrando di poter disporre di un reddito mensile di 6000 reais (da agosto 2011). Le pratiche burocratiche vanno espletate presso il Consolato di Milano o l'Ambasciata di Roma.

 

Norme sulle importazioni di prodotti alimentari.

Fino al 2016 non era consentito importare in Brasile prodotti alimentari di origine animale: tonno anche in scatola, insaccati anche sotto vuoto sarebbero requisiti al controllo della dogana. Particolarmente ferrei erano i controlli nelle aree turistiche del Nordeste, come gli aeroporti di Natal, Recife, Salvador, Maceiò.

Le norme sono state abolite all'inizio del 2016. Tonno, formaggi, prosciutti e salami possono passare la dogana, purché sigillati nella loro confezione originale sottovuoto.

 

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Links: Consolato Brasiliano a Milano

 

 

 

max.bonaventura@gmail.com

 

 

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