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Vivere il Brazil

 Pandemia COVID-19 2021

Aggiornamento 5 apr 2021

 

Telenovela Amor da Mãe

 

 

      Qualcuno si domanda come mai in Brasile ci sia stata una notevole escalation dei contagi, nonostante sia un paese che a marzo è ancora in estate, che dove comunque le temperature sono notevolmente più alte del corrispettivo europeo. Da noi in Italia e in Europa, ad esempio, in estate si nota una diminuzione dei contagi, perché per il virus è più difficile diffondersi, essendo più recettivo al calore dei raggi solari , ma c'è da considerare il fatto che da noi in Europa la mobilità è notevolmente più individuale, e la vita all'aria aperta è possibile con più libertà e minore aggregazione. In Brasile, nonostante le temperature più alte i mezzi pubblici, bus e metrò, sono notevolmente più affollati, inoltre le zone di maggior contagio sono le metropoli popolate da decine di milioni di individui, dive esistono le favelas, fenomeni abitativi di altissima concentrazione e con capacità di controllo e distanziamento nullo, e dove praticamente nessuno usa le mascherine.


    Le notizie eclatanti sulla pandemia COVID in Brasile sono continue, considerato che ormai in ogni altra parte de mondo la pandemia fa notizia, e i giornali non cercano altro che novità eclatanti. Dopo un inizio anno in sordina, a marzo 2021 la curva si è impennata, obbligando le autorità a correre ai ripari. Anche qui in strada non si parla che di virus e imposizioni, e addirittura le telenovelas presentano personaggi colpiti dal virus e tutti  mostrano di indossare la mascherina: la telenovela si dimostra ancora una volta di essere sempre sul pezzo e aggiornata alle ultime novità.

      Ma ad una attenta analisi della vita cittadina, sembra che la cultura del lockdown abbia sortito una adesione francamente minore. Infatti se le spiagge dal 2 aprile sono state vietate, strade e parchi sono normalmente frequentati. Perché?

      Il substrato socio-economico brasiliano è molto diverso da quello europeo a cui siamo abituati. Da noi esiste una economia dell'assistenza, sanitaria e statale, che in rasile è molte più lacunosa. Le famiglie italiane sono abituate a sopravvivere con le scorte e i risparmi. In Brasile la famiglia media vive praticamente con ciò che guadagna nella giornata. Se un capo famiglia alla mattina non esce in strada per lavorare per procurarsi il cibo, alla sera la famiglia non avrà nulla da mettere in tavola. Conscio di questa diversità, il presidente Bolsonaro, nonostante le ovvie campagne di critica avviate dalla stampa avversa, non se l'è sentita di riprodurre lo stesso schema attuato in altre parti del mondo.

      Un altro particolare da prendere in considerazione è l'alta presenza di infezioni e epidemie che già affliggono i tropici. Da sempre il Brasile convive con le malattie portate dalle zanzare: dengue, chikungunha e zika hanno imperversato per decenni, lasciano la popolazione conscia della necessità di convivere con le epidemie per sopravvivere. Non a caso, uno dei farmaci riadattato in Brasile per l'emergenza, l'Hydroxicloroquina, era usato per combattere la malaria, così come l'Ivermectina che combatte i parassiti intestinali viene suggerita un po' in tutto il paese come profilasse anti COVID.

      Durante la prima ondata che ha colpito l'Europa e gli Usa, il Brasile, segnalando numeri importanti, ha visto una percentuale di infetti comunque nettamente inferiore a quella dell'Italia. Alla fine del 2020-inizio 2021, le varianti non solo britanniche del virus hanno poi fatto esplodere mondialmente una nuova ondata con le caratteristiche di contagio più ampie. A Rio comunque i bar e i ristoranti, pur soffrendo per la minore affluenza, non sono stati mai chiusi prima della settimana santa di Pasqua, così come le spiagge e le palestre. A inizio aprile 2021 bar e ristoranti funzionano solo per asporto e consegna a domicilio, almeno nella area cittadina, ma le restrizioni dureranno solo per una decina di giorni.

      Le misure precauzionali e i distanziamenti sono generalmente in uso, eppure le città convivono meno drammaticamente con le attività giornaliere, soprattutto nelle piccole aree.

      C'è da segnalare che invece nei sobborghi popolari e soprattutto nelle favelas vige invece l'anarchia più totale, con punti di ristoro aperti fino alle 2 di notte, e feste nei fine settimana.

      Non sono richieste particolari restrizioni ai viaggiatori. Solo dal 30 dicembre 2020 è stato fatto obbligo a chi entra nel paese di esibire prova del test PCR negativo effettuato 72 ore prima.

      L'assistenza sanitaria brasiliana non garantisce comunque quello a cui siamo abituati in Italia. E' quindi consigliabile darsi una copertura assicurativa di viaggio supplementare che garantisca una protezione fino a 100.000 euro, tipo Axa o simili.

 

 5 apr 2021

 

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Viaggiare è un atto di ribellione. Chi cerca vite diverse da quelle in cui vive dimostra un rifiuto per la realtà così com'è, nella sua fissità di regole e abitudini, e va alla ricerca di una fabbrica di desideri e sostituti.

 

 

 

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