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Costo della Vita

 

 

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Leggi anche: il Potere di Acquisto dei Brasiliani

 

    La vita in Brasile non è da considerarsi economica. Dopo lo sviluppo dell'ultimo decennio, gli investimenti stranieri erano arrivati in massa e questo aveva decretato l'innalzamento della valuta locale. Il real, che solo nel 2002 quotava 4,30 sull'euro, nel febbraio 2012 già si era ridotto fra i 2,20 e i 2,30 e questo ha inciso lungamente sul potere di spesa del turista. Nell'estate 2013 il potere esecutivo, preoccupato per un rallentamento evidente della crescita, aveva deciso di attuare una svalutazione del 10% per aiutare le aziende nella esportazione verso i mercati mondiali. Il cambio a settembre 2013 torna a superare i 3,0 reais per euro.

A seguito della crisi mondiale, anche le economie dei Brics, i Paesi Emergenti, soffrono della mancanza di sbocco dei propri prodotti. Una miscela di rallentamento globale, di incapacità di approfittare del periodo positivo per avviare reali riforme economiche strutturali, e di endemica corruzione della classe politica, fa sì che gli investimenti invertano la rotta, lasciando in gran parte il Brasile.

Nel 2015 si ha così l'evidenza del crollo delle aspettative: il paese del boom diviene un triste e prevedibile sboom. La moneta cade a ritmi sudamericani, anche del 10% al mese, raggiungendo in agosto il cambio di 4,60 con l'euro. Nel 2016 il cambio rimane ancora sopra i 4 real per euro.

L'aumentato potere d'acquisto delle classi meno abbienti e l'allargamento della classe media aveva comunque spinto i consumi, mantenendo un'inflazione raramente inferiore al 7-8% annuale. A fronte di servizi e assistenza ancora precari, si ha ancora oggi una percezione di costi quadruplicati rispetto a dieci anni fa. Quindi, se all'epoca si poteva ragionare in termini di costi della vita mediamente ridotti della metà rispetto a casa nostra, e in certe aree anche di un terzo, oggi possiamo tranquillamente dire che il costo di vita a volte supera quello italiano, soprattutto nelle grandi città.

Situazione migliore si trova ancora nelle aree del Nordeste, soprattutto nelle zone meno inflazionate dal turismo.

A fianco di tali costi, non esiste però una qualità della vita paragonabile a quella dei paesi più sviluppati. Il paradosso è quindi quello di trovarsi un un paese che vanta costi da primeiro mundo, a fronte di servizi ancora da terceiro mundo.

La città più cara è sicuramente Rio. Fuori dalla altissima stagione, quindi escludendo natale, capodanno e carnevale, un alberghetto al limite della decenza e in quartieri non centrali difficilmente costa meno di 50 euro a notte.

Ce la si può cavare col cibo a mezzogiorno, cercando i ristorantini a kilo che vendono tutto quello che mettete sul piatto a un prezzo a peso che varia da 1 a 6,5 real l'etto.

Però i trasporti, gli spuntini, lo sdraio, la birra al bar hanno ormai costi europei.

Cari anche i prezzi ai supermercati. Ce la si cava meglio con la frutta e verdura ai mercatini rionali.

vai ai Taxi

 

Natal

Nella regione del Nordeste, le città di Recife e Fortaleza e Natal presentano caratteristiche di turismo di massa, sia locale che internazionale.

Per vivere con costi inferiori alla media, occorre scovare paesi e villaggi sulla costa atlantica che non siano all'interno di percorsi inflazionati.

Si potrà così vivere a contatto della vita locale, godendo dello stile e di vita nativo, mangiando pesce fresco, bevendo acqua di cocco, abbuffandosi di frutta e verdura tropicali a prezzo ancora accettabile.

 

San Miguel do Gostoso

Barra do Cunhaù

 

Nordeste

 

Rio de Janeiro

La capitala carioca è un esempio di alti costi sudamericani. Recentemente ha raggiunto una posizione che supera persino quella di New York.

Se questo è sicuramente vero riguardo il costo di Hotel di standard elevato e per il valore degli immobili, occorre però ricordare che le proposte per il viaggiatore oculato e le offerte per una spesa consapevole in città sono molteplici, iniziando dagli ostelli e dagli alberghi dei quartieri meno turistici, passando per la presenza massiccia di ristoranti a kilo, dove si paga solo quello che si mangia, differenziati nelle varie aree per qualità e costo esposto.

Flamengo

catete

Centro

 

Rio de Janeiro

 

Salvador

Cibo e vestiario costano più che a Roma. Ovviamente i prodotti italiani importati hanno prezzi quadruplicati rispetto ai nostri.

Esiste però un mondo nativo, fatto di spuntini caldi piccanti chiamati acarajè, succhi naturali e bar di nativi dove i costi sono uniformati alle possibilità locali.

E non dimentichiamo la peculiarità di questi mondi: la trattativa del prezzi, chiamata qui "prezzo con choro", cioè col pianto...

Le spiagge comunque hanno oramai la nomea di zone esclusive.

Aracaju

Conde

Arembepe

 Bahia italiana

 

Rio Grande do Sul

 

Esiste un Brasile popolato da italiani e tedeschi immigrati. E' la parte del sud più fresco, dove esistono coltivazioni e vigneti, formaggi e birra dell'oktoberfest.

Anche se lo stile di vita è più caro che nel nord turistico, privo del fascino delle inflazionate spiagge tropicali, la qualità è sicuramente più vicina alle nostre abitudini.

Di fronte a certi scenari vien da domandarsi se si è finiti nelle Alpi svizzere...

 

 

 

Gramado

Blumenau

Santa Catarina

 

Viaggio di nozze con foto - Ciaobrasile

 

Prezzi indicativi:

Costo di una stanza di albergo basico nell'area Catete, Flamengo, Botafogo, Copacabana, fuori dal periodo di picco del Natale, Capodanno, Carnevale : 200 - 400 reais al giorno.  Costo di un letto in ostello, in stanza da 8 letti: da 60 reais.

Affitto appartamento con 1 camera a Copacabana, fuori dell'altissima stagione: 60-100 euro al giorno.

Nel quartiere di Catete è possibile ancora trovare monolocali con bagno e cucina attorno a un valore di 150-200 reais al giorno. Ma non aspettatevi igiene impeccabile o aria condizionata.

Una birra al bar: Bottiglia Skol, Brahma, Itaipava, Antarctica da 60cl : 5,50 reais.

Choppe (birra chiara alla spina) da 30 cl : 4,5-6,0 reais. Le migliori nei moderni chioschi Brahma sulla spiaggia di Copa, o nella catena di birrerie Devassa.

Succo di frutta naturale 5-6 reais.

Un ananas, o una dozzina di banane nane al supermercato: minimo 5 reais. Stesso prezzo per un cocco freddo da bere in spiaggia.

qui ilattuale

La pasta Barilla, leader mondiale, costa facilmente ben oltre i 3 euro. Il prezzo si spiega con il fatto che il Brasile impone una alta tassa di importazione, sui prodotti alimentari e non. Inoltre i gruppi multinazionali Carrefour e WalMart, coi loro supermercati Hyper, Bom Preço e Atacadão, la fanno da padrone.

Prodotti meno diffusi, tipo la pasta all'uovo oppure il sugo al ragù Barilla, costano 9 euro. A Rio alcune famiglie proprietarie di supermercati coprono il territorio con un centinaio di punti vendita Pao de Açucar e Zona Sul, dove l'offerta di prodotti italiani è discreta. Si trovano spaghetti della linea napoletana San Ferdiano trafilati al bronzo attorno ai 4 reais. Nella maggior parte delle città sono ben distribuiti i Divella, oltre a prodotti locali onorevoli, i Petybon e i Dona Benta. Le zone turistiche sperdute fra le spiagge del Nordeste invece praticano prezzi da FarWest. A Fortaleza l'unico punto vendita di prodotti italiani se ne approfitta. Il Parmigiano è venduto a 200 euro il kilo. Un po' meglio le famiglie Angeloni nei suoi 8 supermercati a Santa Catarina, nel sud, e Perini coi propri 11 punti vendita a Salvador.

Cena al rodizio libero di carne: media 20-30 euro a persona, bibite escluse.

Una pizza famiglia, pre-tagliata in 8 fette, ordinabile anche in due gusti differenti: sui 50 reais. Viene consegnata anche a domicilio con bottiglia di bibita omaggio. In strada si trovano bar e snack a tutte le ore.

Noleggio di due sdrai e ombrellone a Copacabana o Ipanema: 30 reais

Biglietto di corsa singola in metropolitana, Rio e San Paolo: 5 reais

Taxi: il servizio è più caro che in pasi come Spagna e Portogallo, notoriamente economici. Ma alla notte è sconsigliabile girare per Rio o Salvador a piedi.

Un buon servizio a Rio è dato dalla compagnia TaxiGps Pontal (21) 2520 7696, contattabile da smartphone, che oltre a controllare la posizione del cliente in attesa, consente di cedere in tempo reale la posizione del mezzo in avvicinamento. Il costo di un Metro Taxi (di colore giallo e azzurro) parte da 4.80 reais, a tabella 1 di giorno, tabella 2 (più cara del 18%) di notte dopo le 21 e nei festivi. Anche in aeroporto è sempre preferibile uscire in strada per prendere un Metro taxi, piuttosto che concordare un passaggio con i venditori che ti perseguitano in prossimità dell'uscita.

A Salvador il costo iniziale di un taxi parte da 4.0 reais. Consiglio il servizio del taxi privato del nostro connazionale Corrado, presente fra i miei contatti facebook, cel. (71)  9106 3250, che a prezzo fisso vi condurrà in Hotel, consigliandovi escursioni ai litorali, visite cittadine, informandovi sulle novità e dandovi suggerimenti utili. (corradosabatini@hotmail.com)

 

Articoli

Viaggi, il Brasile è tra i paesi più cari

Pubblicato da Antonio Forni su Musibrasil, 23 giugno 2011

 

    Un'indagine condotta dal sito britannico Skyscanner, principale motore di ricerca europeo per voli low cost, il Brasile è il secondo paese più caro, in una lista di trenta nazioni considerate, quanto a spesa per il turista straniero.

 Ciò, pur essendo generalmente percepito dai viaggiatori come una destinazione abbastanza a buon mercato.

Tra le conclusioni del dossier, in settimana presentato a Trento, figura quella che la Repubblica Dominicana è il paese meno caro per quanto riguarda i soli costi a terra, davanti a Polonia, Cipro, Tailandia e Marocco.

Il "paniere" preso in esame include i prezzi (calcolati attraverso una tabella media) di un pernottamento in hotel, di una tazzina di caffè, di una bottiglia di birra e di un pasto principale costituito da tre portate e da una bevanda (fonte: Post office holiday cost barometer e Hotels.com 2011 price index).

Considerando anche il prezzo medio dei biglietti aerei, invece, al primo posto c'è la Polonia, seguita da Spagna, Cipro, Marocco e Portogallo. Secondo tale criterio, il Brasile è ventinovesimo, superato nel ranking di demerito solo dalla Svizzera. Tale circostanza viene definita «una sopresa», in quanto contraddice la generale idea che molti turisti hanno del paese sudamericano.

Il Brasile è sempre stato giudicato una destinazione «piuttosto economica» . Nell'opinione del sito, il País do carnaval è quindi il «migliore esempio» di distorta percezione riguardo al costo di un soggiorno.

Altre località sottostimate in termini di prezzi sono Usa, Croazia ed Egitto.

 

 

Le città più costose del mondo

Analisi 2012 dell'Istituto Mercier

 

Secondo l'annuale analisi Mercier del costo di vita per gli espatriati nelle città del mondo, San Paolo, col suo 21°posto, è la più costosa sia del Nord che del Sud America, superando nella graduatoria mondiale anche l'europea Roma (26°posto).

Rio de Jeneiro, pur non essendo una città produttiva ma semplicemente turistica, conserva comunque il secondo posto assolto fra le città più costose del Sud America, un record assai impegnativo, considerato che Buenos Aires, la capitale argentina che dista a  due ore di volo, è solamente al 164° posto.

Lo studio prende in esame alcuni parametri necessari per la determinazione del costo sostenuto da uno straniero che per lavoro o turismo deve risiedere in una delle città in elenco.

Si nota che San Paolo e Rio hanno costi oramai elevatissimi per un affitto di appartamento di standard europeo, denominato lusso.

Stranamente alcune delle città più  buon mercato nel campo immobiliare sono metropoli storiche e blasonate, come Atene, Barcellona e Johannesburg, mentre un litro di latte è sotto la soglia di 1 euro a Londra, New York e Brussel, mentre è a 1,50 a Milano e 1,40 a San Paolo.

Nelle metropoli brasiliane troverete carissima la pizza, soprattutto se mangiata in una pizzeria Doc. Anche i ristoranti tipici italiani delle località balneari si fanno pagare, vendendo un piatto di spaghetti spesso al doppio del suo controvalore in Italia. Da giustificare la carenza di materia prima originale, la difficoltà a trovare pasta, farine e fermenti appropriati, le a quasi completa mancanza di mozzarelle. La tipica pizza formato famiglia viene comunque mangiata in gruppo e arriva già tagliata a fette, quindi il suo prezzo di 10-15 euro fa meno paura.

Per alimentarsi in modo equilibrato per lo stomaco e il portafoglio, conviene districarsi nelle proposte locali.


 

Secondo le esperienze vissute direttamente in Brasile, alcuni amici hanno fatto una lista di cosa funziona bene e cosa funziona male, con l'intenzione di dare una utile panoramica del costo e della qualità della vita.


Le cose che funzionano bene sono:


1. Gli uffici postali (Correios).
2. Servizi pubblici di Onibus (locali e rodoviari)
3. Servizi telefonici ( peró costano moltissimo).
4. Connessioni internet DSL fissa (solo nelle zone dove arriva la rete di connessione).  Seppur cara, e seppure il resto delle connessioni sia a livello bassissimo.
5. Gli uffici della Polizia Federale (spiegano tutto con molta chiarezza).
6. Le Università, pur a numero chiuso ma gratuite, dove le assunzioni non sono vittime di baronie ma avvengono per concorso reale.

Le cose che non funzionano sono:


A. Ordine pubblico.
B. Servizi bancari (sono carissimi e lentissimi, anche se alcuni sono gratis).
C. SUS (Sistema Unico de Saude).
D. La Scuola dell'obbligo, dove per dimezzare l'analfabetismo e garantirsi i finanziamenti dell'Unesco, l'ex governo Lula ha eliminato le prove finali, e quindi sta promuovendo tutti. Nessuno è più analfabeta! Però un dubbio viene anche sugli insegnanti: ho visto libri di scuola media dove l'Antartide veniva messa al polo nord della terra!
E. La prevenzione in genere (per quanto attiene a infortuni o disastri ambientali). Causato anche dalla corruzione endemica.
F. Tutti i servizi connessi alla circolazione dei veicoli (strade, segnaletica, aree di servizio)
G. La benzina costa cara e rende il 60% rispetto alla benzina europea. In compenso esiste un forte piano di utilizzo dei carburanti ecologici, i cosiddetti biocarburanti, che peraltro hanno una resa inferiore di un altro 40%. Per sviluppare questo settore, oggi vengono disboscati terreni in tutto il Nordeste per adibirli alla coltivazione estensiva di canna da zucchero. Peccato che questo avvenga a detrimento delle coltivazioni di riso e fagioli, base di alimentazione primaria della popolazione meno abbiente, causando l'innalzamento del costo di tali prodotti nei mercati.
H. I servizi sulle spiagge sono praticamente inesistenti.

I. Il gas liquido. Rende pochissimo e contiene molte impurità. Infatti si otturano spesso i fori da dove esce il gas (i bruciatori). Se in Italia, per far bollire sul gas 2 litri d'acqua ci vogliono 5 minuti, in Brasile ci vuole un quarto d'ora. Conclusione; il gas costa leggermente di meno, ma rende il 50% in meno, anche a causa delle furbizie usate dagli imbottigliatori, tipo riempirne una parte con sabbia, per rubare sul peso. Quindi in realtà é carissimo.

L. I detersivi per lavare i panni in lavatrice, pur essendo marche distribuite anche in Italia (per es. OMO), qui in Brasile non valgono niente. Se butti il detersivo direttamente sui panni, producono il disastroso effetto varecchina (ossia, scolorano i panni a chiazze). Se invece lo diluisci bene nell'acqua, non pulisce niente.

M. La Velocità Media della Connessione Internet nel paese era nel 2012 al 163° posto mondiale, dietro nazioni quali Etiopia, Haiti e Nigeria. Il famoso marciapiede di Copacabana è attrezzato con hot spot wi-fi gratuito all'altezza dei numerosi chioschi, anche se la quantità di segnale è debole.

liberamente adattato da Il Mio Brasile : www.brasil2014/mastertopforum.net

 

Analoga lentezza si riscontra nei collegamenti internet dai cellulari: i vari operatori di telefonia offrono dall'estate 2013 il sistema 4G con costo di circa 20 reais mensili. Questo prevede però una quantità giornaliera di navigazione limitata, consumata la quale la velocità cade drammaticamente. La maggior parte della popolazione usa cellulari con doppia scheda, perché le compagnie spingono la fidelizzazione e penalizzano le chiamate verso altri operatori.

La maggior parte delle persone usano le applicazioni WhatsApp, Telegram e Zap per comunicare messaggi, foto e voce attraverso internet e dribblare i costi telefonici.

 

 

Un commento di Pier, da Natal, curatore del sito Ciaobrasile:


"Tra i costi da residente e quelli da turista la cosa é abbastanza diversa. La logica direbbe che vivere in un qualsiasi posto dovrebbe essere più economico che venirci in vacanza. Noi in due spendiamo circa 3500 reais al mese e siamo in una località vicino a Natal e facciamo una vita frugale.

La luce é molto cara, il telefono é caricato della quota fissa che in bolletta é la voce più pesante, il gas rende poco, il cibo brasiliano costa relativamente poco anche anche se negli ultimi due anni é cresciuto in modo spropositato, a Barra i generi alimentari costano meno che a Natal ma un europeo non si fida a comprare la carne coperta di mosche sulla bancarella del mercato.

Se uno viene in vacanza 15 giorni può viaggiare a panini, succhi, birrette e spuntini, se in un posto ci vivi la dieta é sicuramente più vicina alle consuetudini del paese d'origine e allora la bottiglia di vino, la pasta, i formaggi, la carne scelta, i superalcoolici importati fanno lievitare di molto il bilancio. A questo va aggiunto che il risparmio per i minori costi della provincia se li mangia il costo della benzina per andare ad approvvigionarsi in città.

La percezione di basso prezzo nonostante il prezzi di recente siano aumentati moltissimo corrisponde, credo, alla realtà ma semplicemente perché il turista tende a lasciarsi trascinare nello stile di vita del luogo e in Brasile é tutto improvvisato e senza impegno, difficilmente uno in vacanza qui va alla ricerca del ristorante chic. Il turista inoltre continua a ragionare nella sua valuta. Una pizza che costa 30 reais per lui sono 10 euro e va bene così. Se qui ci vivi, sapendo qual é il valore intrinseco degli ingredienti e dei costi generali preferisci fartela in casa perché é un furto.


Certo il cambio così sfavorevole, anche per chi é residente ma ha la maggior parte dei suoi investimenti in euro, e i prezzi molto aumentati anche per i generi più comuni (pane, riso, fagioli, frutta e verdura) non rendono il Brasile più molto conveniente come destinazione di fuga definitiva.


L'alternativa sarebbe la fuga permanente, un po' come in quel romanzo di Remarque, di cui non ricordo il titolo, dove i due protagonisti continuano a viaggiare inseguendo la primavera. Chi vivrá vedrá.

 

Pier
 

 

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