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Notizie dall'Altro capo del mondo

    

Guerriglia ed Evoluzione

 

    Il pullman executivo viaggia comodo e puntuale. E' una delle cose che al Brasile possiamo invidiare, per qualità del servizio e penetrazione capillare.  Forniti di sedili reclinabili che sono veri divani letto, questi bestioni della strada portano in volo rasoterra migliaia di viaggiatori facendo un'ottima concorrenza agli aerei sulle medie e sulle lunghe distanze.  Il treno quasi non esiste, dove c'è è quasi un carro bestiame scassato, senza aria condizionata e frequentato da povera gente.

 

 

 

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Blog Brasile 08

 

 

 

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    Partendo in aereo il 21 e ritornando in autobus il 26, perlomeno siamo riusciti ad evitare gli ingorghi critici delle feste, lacerate dai cronici ritardi dei voli e,  con la gente sfinita riversatasi sulle strade imbottigliate, dagli assalti dei banditi che si vedicano sulle garitte della polizia.
 
    Ritorniamo a casa di mattina dopo sei ore di viaggio scivolate via come olio delicato. Aver passato il Natale a San Paolo è stata un'esperienza nuova, scandita dai tempi anch'essi innovativi. Non ho mai vissuto sei giorni in casa di mamme e sorelle. Le mie feste si riducevano finora a quattro ore di fraternizzazione, pranzo compreso.
 
    Chiave nella toppa e già il telefono squilla. 
E' la preoccupazione per le notizie passate ai telegiornali. Oltre all'attacco alle postazioni della polizia militare, la notte è stata teatro di assalti a tre autobus executive, derubati i passeggeri e messi a fuoco gli automezzi con la gente dentro.  Otto persone carbonizzate, che vanno a rimpolpare il numero degli undici militari e una venditrice ambulante che si riparava dietro una garitta crivellata da 40 colpi di kalashnikov.
 
    Tre amiche invitare al Reveillon di fine anno ci danno già spiacente disdetta.

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    Rio è veramente una delle città più pericolose del pianeta?  Certo è peggiorata molto negli ultimi anni. Da quando negli anni novanta potevi lasciare il portafogli sulla sabbia e ritrovarlo dopo il bagno.  Anche a Caracas non ridono, mamme temendo rapimenti e assalti ad ogni consegna di bimbo a scuola.  Sorpendersi della violenza di strada è reazione insufficiente laddove vengono snobbati i diritti di minori, lavoratori, elettori, clienti e cittadini.  
Una ibrida cultura dell'osservare pervade solo il curioso.
 
    Ma non possiamo similmente lamentare delle nostre città esemplari?   Napoli, Bari, Catania ma anche Padova e Brescia oramai preoccupano.    Le proporzioni ovviamente sono diverse, tutte imputabili alle quantità e alle condizioni socio-economiche dell'area. A Rio tredici milioni di persone si arrangiano. Mentre i deputati si votano un aumento dello stipendio del 92%, negando nel contempo al salario minimo di attestarsi a 129 euro mese,   Polizia federale e polizia militare non si parlano, quindi non possono scambiarsi informazioni per affrontare un endemico aumento della criminalità legata al traffico.
 
    Samba, funky e forrobodò innaffiano pesantemente il presente con sorsi di birra Skol e Brahma e chissà che indicibile altro, lasciando francamente poco spazio per lavorare fra Elezioni, Campionato del Mondo, un Capodanno, un Carnevale e i prossimi Giochi Panamericani. Le pause sono una piacevolezza senza soluzione di continuità. Questo amano i brasiliani che non conoscono alternative, questo hanno negli occhi e nel cuore i turisti occidentali in pausa dalla morsa dello sviluppo controllato
 
    Non fa storia l'immagine di una società costruita su piedi d'argilla.  Che sa ballare e tirare calci al pallone per quanto dura la stagione dell'amore.  Di fatto vastità ed accidia non permettono controlli.  Le zone al Nord sono terra di nessuno utili alle organizzazioni malavitose, mentre il centro turistico è vittima di semplici escursioni dimostrative. Come quella di ieri notte, appunto.  Appare chiaro che anche i marginali conoscono le strategie di marketing e si affacciano al palcoscenico del Cristo Redentore con la stessa autorità di Lenny Kravitz e Rolling Stones.
 
    Come quello del cardiochirurgo, anche il mestiere di turista necessita di preparazione e oculati aggiornamenti.
 
    E' veramente interessante scoprire come si arrangia una realtà istintiva e famelica come quella brasilinana.  Bande di ex poliziotti si sono organizzate per scalzare i trafficanti. Finora si sono impossessati di circa ottanta delle oltre duecento favelas carioca, cacciando i malavitosi e istituendo una specie di pax armata, un presidio gestito dai membri delle falangi autodeterminate. Il costo della pace relativa è a carico degli abitanti delle favelas, che pagano i nuovi sceriffi di Sherwood per avere la protezione che già dovrebbe essere garantita a un cittadino.  Ma tant'è.   Passano dalla protezione gratuita ma rumorosa dei trafficanti, che amavano essere benevoli e munifici con il quartiere pescando sul silenzio-assenso, a quella costosa, ineludibile e un po' cafona delle milizie autonome, che di fatto si intascano i proventi. E' un'impresa senza tasse, dove non servono permessi e licenze. La legge del più forte, del più furbo e dell'armamento più pesante regna sovrana. A domanda così risponde il prefetto di Rio: "E' il minore dei mali".   Più o meno come sbarcare a Lampedusa col sorriso soddisfatto.
 
    Ma ecco che i trafficanti attendono il momento più propizio per reagire sdegnati, colpendo dove fa più male.  Nel Centro nevralgico della Rio turistica in balia delle feste di Natale e Capodanno.   Scorribande per il Centro a ridosso delle spiagge, la famosa e sciccosa Zona Sul paragonabile alla SouthBeach di Miami , alle Venice di Hollywood e alla Manhattan di New York. Centinaia di palle vaganti  frantumano i vetri e le vite in diciotto presidi militari, assalti a ferro e fuoco ai viaggiatori in arrivo dalla Rodoviaria che proviene dalle altre città. La città si risveglia infastidita e impotente.
 
    Le compagnie di autobus tengono per un giorno i loro mezzi lontano dalle strade, per ogni buon conto. Interviste a ministri e sociologhi nei notiziari, ma il Reveillon di Copacabana, assicurano i telegiornali, non verrà meno.   I giovani accorrono alle feste di organizzazione americana dove il prezzo d'ingresso, stranamente per le abitudini di qui, non è "soggetto a  variazioni".   E milioni di giocherelloni invaderanno la spiaggia a mezzanotte attendendo davanti al mare il sorriso di Yemanyà che dalle onde propizi il nuovo anno, in un rito gratuito di show e fuochi d'artificio. Sarà da vedere, "auspicando fiducia".
 
    Se anche le Istituzioni vedono di buon occhio una soluzione generata dal libero arbitrio, l'esperienza potrebbe essere esportata anche da noi. Chessò, a Napoli.  Milizie di vigilantes, guardie giurate ed ex militari promuovono un movimento armato augestito, spontaneo e un po' artigiano ma senza obbligo di studi di settore, togliendo alle mafie locali le roccaforti del traffico di stupefacienti e della malavita, concordando col presidente della provincia e col sindaco una sovratassa da reperirsi nei bollo auto, nei carburanti o nelle bollette del gas. Da intascarsi senza emissione di scontrino fiscale.  Credo che da noi dopo pochi mesi l'iniziativa sceglierebbe di arenarsi, invocando un finanziamento speciale straordinario. Ogni Paese ha i suoi riti e i suoi miti. 
 
    Non sono ancora stanchi gli occhi sul mondo che gira incessante.
 
    Intanto Buone Feste; e a presto, direi... 

 

Dicembre 2006

 
   

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